Visualizzazione post con etichetta gioco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gioco. Mostra tutti i post

8 nov 2010

Giocare Online alle Slot Machine Gratis

Giocare alle slot machine gratis è simile in qualunque casinò o sala da gioco online. Le slot gratis e non sono essenzialmente giochi di fortuna, ma il comportamento del giocatore, specialmente con le scommesse, può influire nel lungo termine, sul rapporto tra vincite/perdite.

Con questo in mente, ti proponiamo i tre migliori consigli per vincere alle slot online gratis e con soldi reali. 1) Cambia slot machine se non vinci niente dopo 10 giocate, 2) Gioca sempre il massimo consentito se vuoi sperare di portare a casa al super jackpot, e 3) smetti di giocare se stai guadagnando. Prendi confidenza con le slot gratis... sei qui per imparare. Rilassati e divertiti senza rischiare!

Giocare gratis alle slot machine ti consentirà di prendere confidenza con le regole del gioco: le slot machine gratis online sono la milgiore strategia da applicare per vincere alle slot. Con le slot online gratis è possibile diventare dei veri esperti divertendosi senza rischiare nulla.

7 nov 2010

Le parole più cercate negli ultimi due mesi nella categoria Gioco!

Di seguito vi riporto le parole più cercate in google per la categoria Gioco:
  1. carte giochi
  2. giochi di carte
  3. giochi poker
  4. poker
  5. giochi carte online
  6. giochi di prestigio
  7. giochi magia
  8. giochi trucco
  9. magia
  10. giochi di magia

Vi interesserà di sicuro.
Enjoy!

8 mag 2010

La slot machine di Allslots Casino elargisce 234mila sterline


Il casino online Allslots, uno delle più eleganti sale da gioco online, ha reso felice un fortunato vincitore che ha azzeccato un bel jackpot da 234.399,29 sterline alla nuova slot machine.

Si chiamo Jamie e viene dalla Scozia, abitualmente gioca su Allslots casino ed è un appassionato di slot machines, ma ama anche le scommesse calcio, ma a conti fatti…bisogna dire che proprio le slot hanno premiato la sua fedeltà, facendogli realizzare la più grossa vincita del 2010.

“Scommetto regolarmente sul vostro sito ed ho giocato anche alle slot machines…Mi piaceva il look della slot ThunderStruck, ho visto che è nuova, e che il jackpot era davvero alto” racconta Jamie dopo la vincita, “quando il bonus game mi ha permesso di vincere, onestamente non riuscivo a crederci, e per esserne certo ho dovuto chiamare il vostro servizio di assistenza”.

Alla domanda su come avesse pensato di spendere la vincita, Jamie ha detto: “non ne sono ancora sicuro, sto ancora cercando di abituarmi all’idea della vincita, sicuramente comprerò una bella macchina, poi farò una vacanza e pagherò qualche debito, dopodichè chissà”.

12 nov 2009

Il ventunenne re del poker che ha sbancato Las Vegas


Primo tra novemila. Premio: 8,5 milioni di dollari
Joe Cada in finale ha battuto un boscaiolo



MILANO - La colpa è di mamma Anne che di mestiere fa la croupier a Motor City, un posto del Michi­gan dove gelo e desolazione ab­bondano in uguale misura. Non potendo lasciare il piccolo Joe a casa, finiva sempre che se lo tirava appresso al casinò an­che contro i regolamenti. Ma in fondo era solo un piccolo ca­sinò, gli impiegati come una grande famiglia e il moccioso, ipnotizzato dai colori delle car­te, rimaneva buono per ore sen­za fiatare. Una scuola fondamentale per Joe che l’altra notte a Las Ve­gas ha sbancato conquistando il titolo di campione del mon­do di Texas Hold’em, il poker che da ormai cinque anni è esploso in ogni angolo del mondo e che proprio in Neva­da, tra luglio e novembre, vive il suo appuntamento più presti­gioso.

Di cognome fa Cada, sostie­ne di avere trisavoli italiani, ma non saprebbe indicare sulla mappa il nostro Paese. Ha appe­na 21 anni, fino a pochi mesi fa nei casinò di Las Vegas lo invi­tavano a sloggiare, e ancora og­gi se ordina una birra deve mo­strare un documento d’identi­tà. Ma al tavolo finale dentro al­l’Hotel Rio di Las Vegas, dopo cinque mesi di partite, e dopo averlo visto eliminare tutti i mi­gliori al mondo, tutti sapevano chi fosse. Joe ha steso uno per uno i suoi avversari e ha messo le mani sugli 8 milioni e mezzo di dollari grazie ad una coppia di nove, nel duello decisivo con Darvin Moon, un boscaio­lo del Maryland... Cappelletto girato in testa al­la maniera dei rappers, orec­chie piuttosto a sventola, Joe ha esultato per poi ricomporsi quasi subito: «Ancora non ho realizzato. Finché non mi da­ranno l’assegno immagino che non ci crederò».

È tutto vero ed è tutto danna­tamente americano. Evoca la storia di Chris Moneymaker, il tizio del Tennessee che nel 2003 stipò l’auto di cibarie e speranze per arrivare a Las Ve­gas a conquistare il mondiale partendo da un torneo satellite da 39 dollari di iscrizione. Più o meno come Joe. Allora il mon­tepremi era di «appena» 2.5 mi­lioni di dollari. Se oggi è più di tre volte tanto, è perché nel frattempo i giocatori, ma so­prattutto i sognatori disposti a incollarsi all’asfalto per 30 ore pur di provarci, si è quintupli­cato. Quella di Joe è una storia di provincia che, nel caso specifi­co del Michigan, spunta da una cornice di disoccupazione e de­grado. Quando annunciò che avrebbe rinunciato al College, l’unico grimaldello per forzare il futuro chiuso a qualsiasi pro­spettiva, mamma Anne non re­agì come una madre qualsiasi: «Sapevo che se la sarebbe cava­ta benone anche senza un tito­lo di studi. Lo so, la scuola è im­portante e quando posso gli fac­cio seguire qualche corso, ma è troppo bravo con le carte. Ave­va appena cinque anni ma già era più sveglio di tutti quando in famiglia si giocava. E se gio­cavamo a Monopoli lui voleva fare la banca».

Fino d oggi Joe Cada aveva vinto solo poche migliaia di dollari, anche perché l’età lega­le per iscriversi ai tornei ce l’ha da neppure un anno. Ora le banche cercheranno lui. Come milioni di giovani in tutto il mondo, è su internet che Joe ha costruito la sua soli­da esperienza di lucido strate­ga iniziando a giocare col fratel­lo Jerome a 13 anni, quando in­vestì 25 dollari vincendone 100. Un’esperienza che gli ha per­messo di sbarazzarsi di mostri sacri come Phil Ivy o Phil Hell­muth, gente col pelo sullo sto­maco, capace di distrug­gerti psicologicamente prima ancora che con le carte. O di Steven Beglei­ter, ex dirigente di una del­le società di Wall Street travol­ta dalla crisi. «Ho provato e riprovato il ta­volo della finalissima migliaia di volte nella mia mente. Ero psicologicamente pronto ad ar­rivare in fondo. La cosa buona è che fino a pochi tavoli dalla fine nessuno si è curato di me. Io ero avvantaggiato perché an­che se mi annoio a farlo, li ave­vo studiati i più forti e sapevo più o meno cosa aspettarmi... Il prossimo mondiale sarà molto più difficile. Ora tutti sanno chi sono».

Anne Cada è rimasta a Mo­tor City perché il casinò le ha dato solo un giorno di permes­so: «Ho passato la notte in pie­di, gli ultimi giorni ero nervo­sa, ho seguito tutto su internet. Joe è un ragazzo molto posato. Ha giocato come se di anni ne avesse quaranta». Invece Joe Cada è da ieri il più giovane campione del mon­do da quando il torneo venne istituito. Era il 1970, fece regi­strare 52 partecipanti, molti dei quali bovari della zona. Quest’anno si è sfiorata quota 9000 iscritti. Dal prossimo an­no c’è da giurarci, la maggio­ranza saranno ragazzini.