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7 nov 2010

Foto in topless per Emma Watson?


Foto in topless per Emma Watson?

Se poche ore fa sottolineava come fosse ‘irrispettoso’ bere alcolici, ora Emma Watson è chiamata a pensare a tutt’altro, visto che un clamoroso ed ipotetico scandalo di foto in topless potrebbe presto travolgerla. Secondo il Mail, infatti, una foto che ritrae la Watson in una vasca idromassaggio, avvolta solo da un asciugamano intorno alla vita, sarebbe stata inviata tra gli studenti della prestigiosa Brown University. Emma, secondo una fonte, starebbe provando a cercare di metterci sopra le mani, in modo che lo scatto non venga divulgato, anche perché, a suo dire, falsificato e ritoccato tramite photoshop.

A parlare è anche il portavoce dell’attrice, che sottolinea come “ci sono stati una serie di falsi nudi nel corso degli ultimi due mesi. Emma li ha visti e li ha trovati noiosi“.

E allora perché preoccuparsi tanto?

22 ott 2010

Mr Ecclestone




Basta il nome Mr Ecclestone. Le manie di grandezza del potente signore della Formula 1 non sembrano diminuire a dispetto dei soldi e degli anni. E così Bernie si è presentato al paddock del circuito del Gran Premio di Corea con una Mercedes. A colpire i curiosi è stata soprattutto la targa. Nessun numero, matricola o indicazione ma solo una scritta: "Mr Ecclestone"


31 ago 2010

Yacht Luna di Roman Abramovich al porto di Trieste



Lo yacht di lusso Luna, di propietà di Roman Abramovich, ha richiamato in questi giorni l’attenzione di quanti sono passati dal molo IV del porto di Trieste, dove è rimasto attraccato.

L’arrivo del panfilo, destinato alle spedizioni del miliardario russo, ha generato grande curiosità, ma non emergono notizie sulla presenza a bordo dell’armatore. L’esemplare, con i suoi 115 metri di lunghezza, si colloca al 19° posto fra i gioielli nautici più grandi del mondo.

Il ricco uomo d’affari lo ha ricevuto a Kristiansand (Norvegia), per aggiungerlo alla sua flotta, davvero ben assortita. Luna è un “giocattolo galleggiante” prodotto da Lloyd Werft. Offre comodo alloggio a due elicotteri, come l’Eclipse, fiore all’occhiello della raccolta del magnate dell’est.

25 apr 2010

Rich List 2010: elenco dei Paperoni di Gran Bretagna



mittalIl Sunday Times ha stilato la Rich List 2010, che contiene i nominativi di chi se la passa meglio nel Regno Unito. Secondo le valutazioni dei redattori, il patrimonio collettivo dei 1000uomini più ricchi d’oltremanica è cresciuto di quasi un terzo lo scorso anno, nonostante le incertezze economiche.

L’insieme dei loro tesori vale 335.5 miliardi di sterline, con un aumento del 29.9% sulla precedente lettura. Una performance notevole, non c’è che dire. Si tratta dell’incremento più sostanzioso mai registrato nei 22 anni del sondaggio. In totale, il numero dei miliardari nell’elenco è passato da 43 a 53 nell’arco di una stagione.

La lista è guidata ancora una volta dal magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, la cui fortuna è più che raddoppiata, passando a 22.45 miliardi di sterline. Dietro di lui Roman Abramovich, con 7.4 miliardi. Poi il duca di Westminster (6.75), Ernesto e Kirsty Bertarelli (5.95). Quest’ultima, attiva nel settore farmaceutico, è la donna più ricca della lista.

La top 20:

01. (1) Lakshmi Mittal e famiglia, 22.45 miliardi di sterline
02. (2) Roman Abramovich, 7.40 miliardi
03 (3) Duca di Westminster, 6.75 miliardi
04. (4) Ernesto e Kirsty Bertarelli, 5.95 miliardi
05. (9) David e Simon Reuben, 5.53 miliardi
06 (18) Alisher Usmanov, 4.70 miliardi
07. (47) George Galen Weston e famiglia, 4.50 miliardi
08. (7) Michel Charlene de Carvalho, 4.40 miliardi
09. (6) Sir Philip Green, 4.11 miliardi
10. (70) Anil Agarwal, 4.10 miliardi
11. (5) Hans Rausing e famiglia, 4.00 miliardi
12. (new entry) Joseph Lau, 3.83 miliardi
13. (9) Kirsten e Jorn Rausing, 3.50 miliardi
14. (81) Vladimir Kim, 3.16 miliardi
15. (new entry) Leonard Blavatnik, 3.00 miliardi
16. (9) John Fredriksen, 2.75 miliardi
17. (9 =) Joe Lewis, 2.7 miliardi
18. (32) Sir Richard Branson, 2.60 miliardi
19. (14) Earl Cadogan e famiglia, 2.30 miliardi
20. (15) Alan Parker, 2.07 miliardi


22 apr 2010

Marchionne: spin-off in 6 mesi


"Oggi inizia una nuova storia"

Due società, una per l’auto e l’altra per i veicoli commerciali e le macchine agricole. La Fiat si fa in due per affrontare le nuove sfide del mercato globale. Lo spin off di cui si parlava ormai da tempo diventa realtà, come ha annunciato oggi davanti alla platea degli analisti, l’a.d. Sergio Marchionne.

Entro sei mesi nascerà Fiat Industrial, in cui confluiranno Cnh, Iveco e una parte di Powertrain. E per la fine del 2010 sarà quotata in Borsa, dove oggi il titolo ha avuto un incremento dell’1,73%, chiudendo a 10,6 euro, segno di apprezzamento per l’operazione. L’auto invece resterà nell’attuale società, con le relative attività della componentistica e dei motori, diventando Fabbrica Italiana. Un nome che vuole sottolineare le radici italiane del gruppo.

L’azionariato della nuova società nata dallo scorporo sarà, perlomeno in avvio, lo stesso dell’auto. La famiglia Agnelli manterrà quindi il controllo delle due realtà industriali.

Importante il ruolo di Sergio Marchionne, che sarà presidente di Fiat Industrial e resterà in contemporanea ad dell’auto a fianco di John Elkann neopresidente. Si consolida così la posizione del manager italo-canadese. «Il mio futuro è qui almeno fino al 2014, abbiamo presentato un piano di cinque anni e c’è parecchio da fare», ha assicurato ai giornalisti che gli chiedevano indicazioni sul suo futuro. «Gli investitori ci chiedono da anni di scorporare l’auto - ha poi spiegato Marchionne - e oggi che la ristrutturazione è stata completata non c’è ragione di tenere insieme settori diversi».

In questo modo, infatti, le due società «potranno muoversi liberamente - ha aggiunto Marchionne - e compiere le scelte migliori per il loro futuro, diventando leader nei rispettivi settori». Due grandi competitori internazionali, studiati per affrontare nelle migliori condizioni la sempre più agguerrita concorrenza.

All’orizzonte, per quanto riguarda l’auto, non è prevista la fusione tra Fiat e Chrysler. «Il piano non la contempla - ha detto Marchionne - se diventerà necessaria nel futuro si realizzerà al momento opportuno». Non sono in arrivo neppure nuovi partner: «Questa esigenza non c’è - ha spiegato il manager del Lingotto - ma non è neppure da escludere».

20 apr 2010

Paolo Pellegrini, l’italiano che sbancò Wall Street


Solo cinque anni fa il nuovo guru italiano di Wall Street guardava gli annunci di lavoro, sperando di rivitalizzare la sua carriera nella finanza. Come passa veloce il tempo a New York.
Ora le reti televisive come Bloomberg fanno a gara per avere l’opinione di Paolo Pellegrini sul mercato: pessimista sull’economia americana e sul dollaro appesantiti dal deficit, lui punta su Asia e petrolio.
Il settimanale New York magazine racconta i suoi vezzi, come quello di guidare la Ferrari F430 che si è regalato sul circuito di Monticello a nord della città. E i grandi investitori aspettano ansiosi il momento, nel 2010, in cui potranno mettere soldi nel suo fondo Psqr, nome che è allo stesso tempo un anagramma (della sigla Spqr, in onore di Roma dove è nato) e un gioco di parole (sta per Paolo o Pellegrini «square», al quadrato).

Ma solo cinque anni fa, quando Pellegrini aveva già 47 anni, la migliore opportunità che trovò fu quella che gli offrì quasi imbarazzato il suo vecchio amico John Paulson: un posto da analista junior lasciato libero da un giovane alle prime armi che voleva tornare all’università. Di tutti i sogni americani nati negli ultimi anni, quello di Pellegrini è forse il più sorprendente, e non solo per l’epilogo che fa ormai parte della leggenda della finanza americana accanto al cassettismo di Warren Buffett e alla puntata da 1 miliardo di George Soros contro la sterlina.

Pellegrini ha superato anche loro. Grazie alla sua intuizione sul collasso immobiliare incombente, e alla brillantezza dei modelli da lui creati per scommettere su questo evento, ha fatto guadagnare circa 15 miliardi di dollari solo nel 2007 all’hedge fund Paulson & Co. La più grande scommessa di borsa da sempre (The greatest trade ever) l’ha definita il giornalista del Wall Street Journal Gregory Zuckerman in un saggio appena uscito con questo titolo.

In cui si dimostra che anche quando Wall Street accumula perdite per circa 30 mila miliardi, come è successo tra il 2007 e il 2008, è possibile costruire un’enorme fortuna. Ma non è facile: «Non basta intuire che una bolla sta per scoppiare» spiega Zuckerman a Panorama. «E non basta capire come approfittarne. Bisogna anche avere la fortuna e l’abilità di farlo al momento giusto».

Quella che racconta Zuckerman è quindi anche la storia di due destini che si incrociano appena in tempo. Dopo essersi conosciuti ai tempi della business school di Harvard, e di uno stage alla Bear Stearns, Paulson e Pellegrini attraversavano entrambi momenti difficili quando si incontrarono di nuovo nel 2005. Alla guida di un fondo da 2 miliardi di dollari, Paulson racimolava guadagni minuscoli rispetto a quelli dei suoi colleghi che investivano liberamente nel boom del mercato immobiliare, di cui lui invece diffidava. E Pellegrini era ancora alla ricerca dell’occasione buona per sfondare alla grande in un mondo che non aveva mai compreso del tutto il suo talento.

Nato a Roma, Pellegrini si era trasferito a Milano da bambino: suo padre Umberto era un fisico che insegnava al Politecnico, sua madre Anna era professoressa di biologia al liceo. Entrambi disprezzavano il denaro, e forse per questo da bambino Paolo aveva costruito col Lego una banca. Laureato in ingegneria, con un talento per i numeri considerato da tutti i suoi insegnanti straordinario, e con un grande amore per il jazz, dopo Harvard Paolo trovò il suo primo lavoro alla Dillon Read e poi alla Lazard Freres, dove si specializzò nel settore assicurativo. Fu quello il periodo in cui prese lezioni di dizione per perdere il suo accento italiano che, racconta a Zuckerman, faceva diffidare i clienti della sua capacità di afferrare tutti i dettagli di una questione.

Per sua stessa ammissione il talento da venditore non era all’altezza della sua maestria finanziaria, e nel 1995 Pellegrini venne licenziato. Destino che si ripeté due anni dopo con la società assicurativa che aveva creato con William Michaelcheck, fondatore della Mariner investments, che però lo riassunse come analista nel 2003 dopo alcuni anni passati a fare il consulente: è in quel periodo che Pellegrini imparò a conoscere i derivati che gli sarebbero poi tornati tanto utili nella sua scommessa sui subprime.

In quel 2005 Paulson incaricò Pellegrini di capire se si stava sviluppando una bolla nel mercato immobiliare. Pellegrini si mise al lavoro e passò lunghe serate ad analizzare dati nel cubicolo del suo ufficio e nell’appartamento di Mamaroneck, fuori New York, dove era andato ad abitare dopo il secondo divorzio.



A Zuckerman racconta che fra le sue motivazioni c’era anche la necessità di restare negli Stati Uniti vicino ai suoi due figli. Gli ci vollero settimane di analisi per elaborare una tabella che divenne la stele di Rosetta che l’hedge fund usò per approfittare del mercato. Nel grafico si vedeva chiaramente come, al netto dell’inflazione, i prezzi delle case fossero aumentati dell’1,4 per cento appena dal 1975 al 2000, crescendo del 7 per cento nei 5 anni successivi. Per conformarsi nuovamente alla serie storica, i prezzi delle case avrebbero dovuto crollare del 40 per cento.

Pellegrini non fu l’unico finanziere a intuire che cosa stava succedendo. Ma fu il primo a capire che il modo migliore per scommettere contro il mercato immobiliare non era puntare sulle aziende costruttrici, come avevano fatto altri, ma comprare Cds, i credit default swap che di fatto assicuravano i mutui più a rischio. Poiché nessuno pensava che il mercato potesse crollare, il costo dell’operazione era irrisorio: per assicurare 1 miliardo di mutui di categoria «BBB», tra i più incerti, bastavano 10 milioni l’anno. «Nel corso del tempo però Paulson e Pellegrini scommisero anche sui Cdo, ovvero sui derivati in cui venivano aggregati i mutui» spiega Zuckerman. «E sull’indice Abx dei mutui subprime».

Vennero creati due fondi specializzati nella scommessa sui subprime, entrambi codiretti da Pellegrini: il Credit Opportunities I e II. Il risultato fu straordinario: alla fine del 2007 la Paulson & Co. mostrava un rialzo del 590 per cento. E la cena di fine anno per gli investitori del fondo al Metropolitan club di Manhattan venne innaffiata da bottiglie da 200 dollari di Sassicaia e altri vini italiani selezionati da Pellegrini.

In quell’anno John Paulson portò a casa un guadagno personale di 4 miliardi di dollari, a cui si aggiunsero i 2 guadagnati l’anno dopo, quando il fondo si ricalibrò puntando sulla crisi delle istituzioni finanziarie.

Anche il bonus di Pellegrini fu cospicuo. Sempre prudente, non aveva mai detto veramente alla terza moglie Henrietta quanto stesse guadagnando: ha lasciato che lo scoprisse lei stessa usando il bancomat durante una vacanza nell’isola caraibica di Anguilla a fine 2007. Sullo schermo apparve un saldo da 45 milioni di dollari, solo una parte del bonus che avrebbe poi aiutato Pellegrini a far partire il suo fondo d’investimento Psqr. Con cui sta già dimostrando di non essere solo un analista ossessivo e talentuoso, ma anche uno straordinario gestore: allo scorso luglio il fondo era già salito dell’80 per cento circa.

La sua specialità sono gli investimenti macro: quelli sui grandi cambiamenti che stanno cioè sotto gli occhi di tutti, ma che spesso è così difficile decifrare. Perlomeno per chi non li sa leggere.

19 apr 2010

Crisi maison di lusso della figlia di Bernie Ecclestone

Crisi maison di lusso della figlia di Bernie Ecclestone


petra bernie ecclestoneForm Clothing, la casa di moda creata da Petra, figlia secondogenita del miliardarioBernie Ecclestone, astuto uomo d’affari e boss della Formula 1, naviga in cattive acque ed è prossima alla chiusura. Gli affari dell’azienda, specializzata nell’abbigliamento di lusso, vanno male, costringendo al ritiro dal mercato dopo appena due anni.

Nonostante un avvio promettente e il notevole aiuto negli investimenti avuto dal padre, la giovane Petra è stata costretta dai conti a fermare l’esperienza, che la prossima settimana dovrebbe arrivare al capolinea. Anche i personaggi famosi scelti per promuovere la linea, non sono bastati a superare le difficoltà economiche.

Qualcuno collega il calo negli affari al crescente disimpegno verso la compagnia. Dal canto suo la 21enne proprietaria insiste sul fatto che la chiusura non ha nulla a che vedere con lo stato finanziario della società. Difficile capire quali siano le cause dell’accaduto. Resta il fatto che Bernie, sempre attento nella gestione delle sue risorse, non è venuto incontro alla figlia

11 apr 2010

Roman Abramovich, pronto lo yacht di lusso Eclipse


roman abramovicRoman Abramovich avrà presto in consegna il mitico Eclipse, lo yacht di lusso più grande del pianeta. Il ricco magnate ha atteso tanto questo momento, ma ora riceverà il suo capolavoro negli stessi giorni del panfilo Luna. Questo è uno dei problemi dei miliardari: aspettare secoli per un gioiello nautico e trovarsene due freschi di conio nell’arco di pochi giorni.

Insieme alla nave ammiraglia, infatti, è pronta a salpare le acque anche un’imbarcazione più piccola che, quanto a lunghezza, è comunque la 19ª del mondo. Quest’ultima è già stata sottoposta alle prove in acqua, dopo la fase finale dell’allestimento. Tutto è pronto allo sbagno, ma le attenzioni di tutti sono sull’imbarcazione regina, i cui lavori sembrano ormai conclusi.

Mancano pochi dettagli prima del varo, anche se il portavoce del proprietario del Chelsea non si sbilancia sui tempi. I ritardi nel completamento del prestigioso “albergo galleggiante” avevano turbato l’uomo d’affari russo, spingendolo a minacciare la sospensione del pagamento.


Il viaggio inaugurale del panfilo dei record si era svolto a settembre, ma solo ora tutto è pronto per il vernissage. La storia dell’Eclipse è stata molto tormentata, tanto da aver stancato il committente. Il più recente termine per la consegna era fissato per il 22 dicembre ma, dopo diversi slittamenti, anche quella data è stata mancata, per la necessità di completare i lavori di allestimento interno.

Adesso il sogno è pronto per essere goduto dal facoltoso armatore, che lo potrà sfoggiare nei porti più chic del pianeta. Il mega panfilo sarebbe costato 724 milioni di sterline (circa 800milioni di euro), il doppio di quanto preventivato al momento dell’ordine. Il suo carnet è da primo della classe, con due piazzole per elicottero e altrettante piscine, una delle quali grande quanto una pista da ballo.

Poi ci sono 24 cabine per gli ospiti con schermi cinematografici e una suite con tetto apribile. Tutto, ovviamente, all’insegna del massimo sfarzo. Uno scuder laser protegge dagli obiettivi dei paparazzi. Quando entrerà in servizio metterà in ombra il Rising Sun (138 m) di Larry Ellison, amministratore delegato di Oracle, ma anche tutte le altre barche attualmente esistenti, comprese quelle delle grosse compagnie del Medio Oriente. Solo il Dubai, con i suoi 162 metri, reggerà il confronto.

Difficile pensare che a breve ne possa nascere uno più grande, anche per la difficoltà a trovare spazio nei porti turistici. La gara potrebbe allora spostarsi su altri fronti, come quello dell’originalità. Lo yacht A del banchiere Andrey Melnichenko insegna. Ma nessuno sembra in grado di infastidire il giocattolo di Abramovich, il cui nome indica la volontà di eclissare ogni imbarcazione precedente.

Via | Timesonline.co.uk

8 apr 2010

La classifica dei "manager d'oro"

Gli stipendi dei manager nel 2009
compensi monetari pubblicati nei bilanci 2009, valori in euro al lordo delle tasse
(classifica provvisoria in base ai bilanci disponibili)
NOMESOCIETA'STIPENDIOVARIE
Carlo Puri Negri vp esecutivo Pirelli Re
fino all’8 aprile 2009
14.000.000comprende indennità per anticipata cessazione del mandato per 9.400.000 euro, patto di non concorrenza per un anno di 3.000.000, consulenza biennale per 800.000 euro annui
Claudio De Contodg Pirelli & C. fino al 16 settembre 20097.337.000di cui 4.950.000 per risoluzione rapporto di lavoro con Pirelli e 669.000 bonus
Marco Tronchetti Proverap Pirelli & C., p Pirelli Re, p Camfin5.936.000di cui 1.521.000 bonus da Pirelli e 272.000 compenso da Camfin
Antoine Bernheimp Generali, vp cds Intesa Sanpaolo, c Mediobanca5.588.597di cui 5.084.597 da Generali (compreso 2.575.616 bonus), 354.000 da Intesa, 150.000 da Mediobanca
Luca Cordero
di Montezemolo
p Fiat e Ferrari, c Tod’s 5.116.700di cui 4.542.000 come p Ferrari
Sergio Marchionne ad Fiat4.782.400di cui 1.345.000 bonus
Pier Francesco Guarguaglini p e ad Finmeccanica4.703.000di cui 3.113.000 bonus
Paolo Scaroni ad e dg, Eni, c Generali4.405.890di cui 2.824.000 bonus per i risultati 2008 e pagamento incentivo monetario differito attribuito nel 2006, di cui 134.890 da Generali
Alessandro Profumoad Unicredit4.267.000di cui 651.000 bonus
Giovanni Perissinottoad e dg Generali, cdg Intesa Sanpaolo, c Pirelli & C.3.922.462di cui 3.722.462 da Generali (compreso 1.899.072 bonus), 150.000 da Intesa, 50.000 da Pirelli
Sergio Balbinotad e dg Generali3.881.459di cui 1.899.072 bonus: su sua richiesta metà del bonus, pari a 949.536 euro, non verrà erogato e "la società potrà disporre di tale cifra a fini benefici"
Fausto Marchionniad e dg Fondiaria-Sai3.651.761-
Fedele Confalonierip Mediaset3.515.000-
Corrado Passeraad e dg Intesa Sanpaolo3.500.000di cui 1.500.000 bonus ed esclusi 311.000 di benefici non monetari
Cesare Geronzi p Mediobanca3.282.000-
Giuliano Adreani ad Mediaset3.084.551-
Francesco Caltagirone Jr.p Cementir Holding3.060.000-
Giampiero Pesentip e ad Italmobiliare, p Italcementi, c Mittel, c Pirelli & C3.047.000di cui 1.760.600 da gruppo Italcementi, 20.000 da Mittel e 70.000 da Pirelli & C
Gianmario Tondato da Ruosad Autogrill2.858.843di cui 1.909.500 bonus
Rodolfo Petrosinodg Pirelli Re Italia fino al 30 giugno 20092.816.649di cui 2.533.089 di «indennità varie per risoluzione rapporto di lavoro dipendente»
Carlo Pesentic e dg Italmobiliare, ad Italcementi2.682.420di cui 2.127.000 da Italcementi
Jean-Claude Blanc ad e dg Fc Juventus
(bilancio al 30 giugno 09)
2.671.000compreso bonus 1.200.000 valore maturato che sarà erogato al termine del piano di sviluppo a medio termine
Fulvio Contiad e dg Enel2.620.795di cui 1.319.890
Renato Pagliarodg e c Mediobanca, c Pirelli & C 2.610.000di cui 50.000 da Pirelli & C.
Massimo Morattiad Saras, c Pirelli & C2.586.000di cui 50.000 da Pirelli & C.
Alberto Nagelad Mediobanca 2.560.000-
Gian Marco Morattip Saras2.536.000-
Umberto Quadrinoad Edison2.485.000di cui 1.177.000 bonus
Giorgio Zappa dg Finmeccanica2.283.000di cui 1.277.000 bonus
Giovanni Castellucciad e gd Atlantia, vp Impregilo2.016.365di cui 903.654 bonus, di cui 102.500 da Impregilo
Giulia De Luca dg e c Damiani fino al 6 agosto 2008 (bilancio al 31 marzo 09)1.984.653-
Antonio Vignidg Banca Mps1.952.162di cui 800.000 premio aziendale di rendimento, competenza anno 2009
Roberto Colaninnop Immsi, p e ad Piaggio1.930.000di cui 890.000 da Immsi e 1.040.000 da Piaggio
Valerio Battistaad Prysmian1.918.367di cui 948.347 bonus
Franco Moscettiad Amplifon1.914.000di cui 35.000 Tfr e 833.000 altri benefici pluriennali
Francesco Goridg Pirelli & C. dal 16 settembre 20091.859.000di cui 609.000 bonus
Olivier De Poulpiquetc e ex ad Pirelli Re1.857.763di cui 1.320.000 per patto di non concorrenza e bonus
Claude Tendilc Generali, p e dg Generali France1.850.140-
Daniele Bandieradg operations Piaggio
fino al 4 novembre 09
1.849.097di cui 1.364.107 per indennità di fine carica
Raffaele Agrustidg Generali1.847.800di cui 847.800 bonus
Dieter Ramplp Unicredit, c Mediobanca1.837.000di cui 1.571.000 da Unicredit e 266.000 da Mediobanca
Francesco Saverio Vincivdg e c Mediobanca, c Italmobiliare1.834.250di cui 1.804.000 da Mediobanca e 30.250 da Italmobiliare
Massimo Di Carlovdg e c Mediobanca1.804.000-
Maurizio Cereda vdg e c Mediobanca, c Ansaldo Sts1.802.000-
Mario Moretti Polegatop Geox 1.800.000-
Domenico Dispenzadg Eni 1.747.000di cui 1.002.000 bonus per i risultati 2009 e pagamento incentivo monetario differito attribuito nel 2006
Alberto Rubegniad Impregilo1.708.827-
Andrea Riffeser Montip e ad Monrif, vp ad e dg Poligrafici Editoriale1.638.564-
Luciano Benetton p Benetton 1.600.000-
Claudio Descalzidg Eni1.506.000di cui 772.000 bonus per i risultati 2008 e incentivo monetario differito attribuito nel 2006
Giovanni Bazolip cds Intesa Sanpaolo, p Mittel1.493.537di cui 135.753 come p Mittel
Pietro Giulianip e ad Azimut Holding1.490.000-
Pier Silvio Berlusconivp Mediaset1.459.000-
Massimo Ponzellinip Impregilo1.415.609-
Angelo Moratti vp Saras1.373.606di cui 350.000 bonus
Sergio De Luca ad Ansaldo Sts 1.367.313di cui 183.000 bonus
Stefano Beraldo ad Gruppo Coin
(bilancio al 31 gennaio 09)
1.359.000-
Enrico Salzap cdg Intesa Sanpaolo1.350.000-
Pietro Franco Talivp e ad Saipem1.348.948di cui 569.000 bonus
Giovanni Ferrariodg Italcementi1.345.600di cui 1.900 bonus
Giovanni Recordatip e ad Recordati1.309.095-
Sebastiano Mazzolenic Italcementi1.292.700-
Angelo Caridi dg Eni1.290.000di cui 648.000 bonus per i risultati 2008 e pagamento incentivo differito attribuito nel 2006
Alessandro Garronead Erg 1.262.096di cui 200.000 bonus
Nereo Dacciad Banco Desio 1.254.572di cui 448.072 bonus
Francesco Michelidg Intesa Sanpaolo1.250.000esclusi 95.000 di benefici non monetari
Robero Cera c Atlantia1.236.631di cui 55.500 per la carica e 1.181.131 compensi per consulenze allo studio Bonelli Erede Pappalardo di cui è associato
Luigi Clementi p I Grandi Viaggi 1.214.000-
Mario Cilibertoc Cementir Holding1.212.000-
Paolo Bottellic e dg Pirelli Re Germania e Polonia1.191.894di cui 511.519 indennità di trasferta e seconda tranche piano triennale retention
Giovanni Cavallinip Interpump1.183.000di cui 221.000 fair value delle stock option al momento dell'assegnazione
Giorgio Luca Brunoc Camfin e dirigente società controllate1.166.590di cui 1.000.000 legati alla chiusura anticipata di piano di incentivazione
Roberto Polip Eni1.165.000di cui 400.000 bonus per i risultati 2008 e pagamento incentivo differito attribuito nel 2006
Alessandro Benettonvp esecutivo Benetton, c Autogrill 1.149.800di cui 1.100.000 da Benetton e 49.800 da Autogrill
Piero Gnudip Enel, c Unicredit1.149.246di cui 1.033.246 da Enel e 116.000 da Unicredit
Luciano La Nocead Immsi, c Piaggio1.147.000-
Carlo Malacarne ad Snam Rete Gas 1.146.000di cui 544.000 bonus
Marco Giordanic e direttore finanziario Mediaset1.144.810di cui 312.500 bonus
Yves René Nanotc Italcementi, p e dg Ciments Francais1.144.500di cui 226.100 bonus
Fulvio Montipòvp e ad Interpump1.137.000di cui 221.000 fair value delle stock option al momento dell'assegnazione
Gian Maria Gros-Pietro p Atlantia, c Edison, c Fiat, c Seat fino al 9 aprile 20091.131.046di cui 847.546 da Atlantia, 176.000 da Edison, 95.000 da Fiat, 12.500 da Seat
Luca Garavogliap Campari, c Fiat1.122.000di cui 77.000 da Fiat
Alberto Pirellivp Pirelli & C., c Camfin1.108.000di cui 82.000 bonus da Pirelli e 12.000 compenso da Camfin
Rosella Sensi p e ad As Roma
(bilancio al 30 giugno 09)
1.100.000-
Francesco Trapaniad Bulgari1.085.000-
Guido Roberto Grossi Damianip e ad Damiani
(bilancio al 31 marzo 09)
1.072.000-
Robert Kunze-Concewitzad Campari1.066.181di cui 500.000 bonus
Monica Mondardiniad Gruppo L'Espresso1.024.424-
Gerolamo Caccia Dominioniad Benetton1.010.000-
Dario Rineroad Poltrona Frau1.000.000di cui 375.000 bonus
Gina Nieric e direttore affari istituzionali Mediaset977.248di cui 200.000 bonus
Edoardo Garronep Erg969.857-
Hugh James O'Donnellad Saipem959.000di cui 322.000 bonus
Claudio Calabiad Il Sole 24 Ore
fino al 14 dicembre 09
944.400voce indicata come "altri compensi"
Dario Scaffardidg e c Saras933.151 di cui 300.000 bonus
Alessandro Baldinc Azimut Holding931.114
Pietro Giordanovp Erg918.865di cui 168.750 bonus
Fabio Ignazio Romeoc Prysmian913.045di cui 357.306 bonus
Michele Pallottinidg finanza Piaggio903.243-
Jacques Léostc Saipem893.500di cui 313.000 bonus
Giovanni Gorno Tempinidg e c Mittel
(bilancio al 30 settembre 09), vp Sorin
888.516di cui 768.516 da Mittel e 120.000 da Sorin
Aldo Mazzoccoad Beni Stabili885.000-
Mauro Crippac e direttore comunicazione Mediaset879.000di cui 200.000 bonus
Piero Melazzinip Banca popolare di Sondrio879.000-
Ugo Ravanelliad Marr861.360-
Roberto Guarenaad Vittoria assicurazioni825.000-
Stefano Saccardiad Campari820.364di cui 400.000 bonus
Paolo Marchesiniad Campari813.190
Carlo Benettonvp Benetton800.000-
Giuliana Benettonc Benetton800.000-
Maurizio Martinettic Gruppo L'Espresso787.791di cui 769.458 altri compensi
Massimo Saracchiad e dg Marcolin755.000-
Agostino Gavazzip Banco di Desio748.985
Paola Mungodg Azimut Holding729.101
Riccardo Nicolinic Cementir Holding729.000
Sebastien Egon Furstenbergp Banca Ifis715.000
Giuseppe Mussarip Banca Mps714.500
Niccolò Quercic e direttore personale Mediaset714.449di cui 166.667 bonus
Giovanni Cobolli Giglip Fc Juventus
(bilancio al 30 giugno 09)
711.000di cui 225.000 bonus
Pier Francesco Facchinic Prysmian708.030di cui 258.030 bonus
Giulio Malfattoad Pirelli Re dal 6 aprile 2009696.250-
Roberto Rivellinodg Camfin677.184di cui 470.000 legati alla chiusura anticipata di piano di incentivazione
LEGENDA:
p=presidente; vp=vicepresidente; ad=amministratore delegato; dg=direttore generale; cds=consigliere o consiglio di sorveglianza; cdg=consigliere o consiglio di gestione; c=consigliere di amministrazione; pse=presidente collegio sindacale; se=sindaco effettivo.