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7 dic 2010

La laurea aiuta a trovare un buon posto?


Mi serve davvero il titolo di studio? Le statistiche ufficiali affermano di sì, ma confrontando questi dati con quelli dell'esperienza delle persone, non sempre la realtà appare vicina ai numeri ufficiali. L'Istat racconta che tre laureati su quattro qualche anno dopo la laurea lavorano continuamente.
Magari non subito, ma dopo un certo lasso di tempo, è in ogni caso il titolo di studio più elevato, la laurea, a confermarsi come un ascensore sociale, che porta ai piani alti delle carriere. Ma se andiamo a vedere la coerenza tra titolo di studio acquisito e lavoro svolto, troviamo delle sorprese. Solo un italiano su tre dichiara che il proprio lavoro è legato agli studi compiuti. Il 39% dice che lo studio è servito come base, anche se poco attinente al lavoro, mentre oltre un italiano su quattro ha dovuto integrare la formazione con altri studi o svolge un lavoro che non richiede alcuna formazione specifica. La coerenza tra il titolo posseduto e quello richiesto per lavorare è, seppure in lieve misura, più elevata tra i laureati in corsi lunghi. Il 69% di tutti i laureati ritiene che una formazione universitaria sia necessaria per il lavoro svolto. Ma all'opposto, c'è chi afferma di essere inquadrato in posizioni che non richiedono la laurea: si tratta di un laureato su cinque nei corsi lunghi e di quasi uno su quattro dei triennalisti. La coerenza cambia a seconda dei diversi indirizzi, tra i chimico-farmaceutici e i medici. Al contrario, svolgono attività che non richiedono una laurea oltre 6 laureati su 10 dei gruppi giuridico e letterario. Mentre i laureati dei gruppi politico-sociale, linguistico e psicologico svolgono un lavoro per cui non sarebbe richiesta la laurea. Se quindi la coerenza studio-lavoro non sia sempre una virtù, ce ne possiamo fare una ragione osservando i dati di un secondo sondaggio Monster. Fanno carriera i raccomandati? La risposta è chiara: quasi due italiani su tre dichiara di essere stato scippato del posto da un raccomandato. Solo l'8% dichiara di aver visto premiata la propria competenza e il merito.

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