UN ANNO FA A MILANO: A UNA LEZIONE DI BIOLOGIA, PRESE A MARTELLATE I RODITORI ANCORA VIVI
Il docente dell'Itis Molinari: farò ricorso, per difendere un animale massacrano un uomo
MILANO - I cancelli dell'Istituto tecnico Molinari sono ancora chiusi. Ma la pausa natalizia non ha fermato il passaparola di studenti e professori. E alla fine la conferma è arrivata: in quella scuola, alla periferia nord-est di Milano, un professore è stato appena licenziato. In tronco. Aveva ucciso due conigli davanti ai ragazzi. Durante il corso di anatomia. Il nuovo capitolo, certamente non l'ultimo, della lezione di «biologia umana» con conigli-cavie due secondo la denuncia della Lega Anti vivisezione, uno secondo il prof finiti a martellate, è stato scritto in questi giorni. Con la notifica del licenziamento da parte del provveditore Giuliana Pupazzoni al preside, e da quest'ultimo trasmesso al docente in questione, Carlo Rando. C'è chi, tra i colleghi, alla conferma della notizia è scoppiato in lacrime. Chi ha liquidato la questione con un «giustizia è fatta». Chi ha inveito contro gli eccessi delle nuove procedure troppo snelle introdotte dal decreto Brunetta. Proprio al nuovo codice di disciplina, infatti, fa riferimento il provvedimento assunto dall'ufficio scolastico milanese prima di Natale.
Luci e ombre in questa storia che ha per protagonista il professore di biologia, bi-laureato, quattro volte «specializzato», andrologo con sito internet da cui offre consulenze gratuite.«Incredibile, io non ammazzo nemmeno le zanzare», esclamò quando il caso esplose dopo la denuncia del Garante degli animali di Milano al provveditore e della Lav alla Procura. E ora, a licenziamento avvenuto, commenta: «Se per difendere un coniglio si massacra una persona, discutiamone. Saranno contenti gli animalisti che hanno fatto licenziare un professore dopo trent'anni di onesto lavoro». E comunque «farò ricorso al magistrato del lavoro, perché le azioni legali dell'ufficio scolastico provinciale arrivano fuori tempo e fuori regola». Nessun ripensamento, invece, su quella prova di laboratorio con animali che Rando aveva voluto tenere a tutti i costi, nonostante il divieto del Ministero dell'Istruzione. «Ma la legge dice che, se necessario, questa pratica è consentita. E lo era, visto che si trattava di una lezione di biologia umana. In più la dissezione di animale morto - e ribadisco morto - era autorizzata dal consiglio di istituto».
Passo indietro, la ricostruzione dei fatti. In classe, nell'autunno del 2009, il professor Rando aveva portato una cassetta con quattro conigli. «Avrebbero dovuti essere già morti», ha continuato a ripetere il docente. Non lo erano: sempre secondo la denuncia, due dei quattro roditori acquistati in macelleria erano ancora vivi. Tentarono la fuga, tra le risate di alcuni alunni e lo spavento di altri. Tutti minorenni. I più, coinvolti nella caccia al coniglio e nella «mattanza» che seguì «prima il professore tentò di strozzarli con uno spago, poi completò l'opera prendendo gli animaletti a martellate», risero divertiti. Qualcuno abbandonò la classe nauseato. Cinque, forti del sostegno di un altro insegnante, inviarono al Garante degli animali una relazione drammatica. Si mosse anche la Commissione Cultura del Parlamento, dopo un'interrogazione. La versione del prof: «Una bestiola dava ancora segni di vita. Erano spasmi respiratori. Non c'era niente da fare, ho dovuto finirlo come si fa in campagna, due colpi secchi sul cranio. E basta». Lo scorso ottobre il provveditore ha deciso di inviare al Molinari due ispettori. L'indagine si è protratta fino a metà novembre. «È stato fatto un rapporto accurato e approfondito - conclude Giuliana Pupazzoni -, abbiamo contestato i fatti al professore e l'abbiamo convocato per dargli la possibilità di difendersi. Non si è neppure presentato, preferendo inviare una memoria scritta». Appena prima di Natale, il licenziamento. La scuola ha già trovato un supplente.
Nessun commento:
Posta un commento