L’EX MCLAREN SARÀ LO STRATEGA: VERRÀ CREATO UN REPARTO PER AIUTARLO
Dyer paga l’errore di Abu Dhabi. Shopping in Red Bull: arriva Martin
| Pat Fry , a sinistra, e Neil Martin (Colombo, Reuters) |
Adesso lui e Aldo Costa si spartiscono il ruolo che, una volta, era di Brawn: Costa il direttore tecnico (il papà della monoposto), Fry tutte le attività della pista. Nel prossimo campionato (al via il 13 marzo in Bahrein) quindi sarà al muretto: a lui toccherà coordinare tutti gli uomini rossi che sono alle gare e, alla fine, anche decidere le strategie. Non da solo. In Ferrari insistono che, questo, resta un lavoro di gruppo, ma il responsabile (ed eventualmente il capro espiatorio) sarà Fry. Conviene che ci si abitui. Per aiutarlo in un ruolo difficilissimo e stressante (che aveva già visto Dyer sostituire Baldisserri) è nato un nuovo reparto, battezzato «Sviluppo, Strategie, Operazioni». A guidarlo ci sarà un nuovo arrivato, Neil Martin, 38 anni, inglese, scippato alla Red Bull (quindi a quelli che Domenicali considera i principali avversari), dove è stato dal 2007 al 2009. La Ferrari lo ha preso a maggio, quindi molto prima dell’errore finale di Abu Dhabi. A dimostrazione che Domenicali pensava da tempo di dover rafforzare la Scuderia in questo settore.
Alla Red Bull, Martin è stato il responsabile delle strategie dal 2007 al 2009, e quindi non è possibile attribuirgli il merito delle numerose vittorie della stagione appena passata. In Ferrari invece hanno pensato a un ruolo diverso per lui. Non sarà alle gare, resterà a Maranello, e farà parte di quello che si chiama «virtual garage », una squadra (già esistente) di ingegneri rossi che segue passo passo il weekend di gara (se i fusi lo richiedono anche andando in fabbrica alle 3 del mattino). Martin guiderà un gruppo che cercherà di aiutare quelli che devono prendere le decisioni in pista. Per esempio migliorando gli strumenti che raccolgono i dati, cercando di arrivare ad analisi e interpretazioni più sofisticate. E più vicine al vero. Un esempio: i dati disponibili nella sciagurata notte degli Emirati indicavano che le gomme morbide non avrebbero retto molto più di così. E quindi Alonso è stato fatto rientrare. Alla Rossa pensano che strumenti e analisi migliori avrebbero potuto indicare il contrario e quindi non indurre in errore quelli al muretto. Questo sarà il ruolo di Martin, e non solo per le strategie. Lui e i suoi uomini (a proposito: non si aggiungono forze nuove, verranno redistribuite quelle già presenti) dovranno, da lontano, agire di prevenzione. E far prendere la decisione giusta, al momento giusto, a Fry.
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