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4 gen 2011

Bocchino incorona Tremonti, Berlusconi avverte Bossi

Per Italo Bocchino il 14 dicembre non conta, Silvio Berlusconi ormai è in "trappola", con il Carroccio che lo incalza: "Alzano il tono per spaventare Berlusconi -spiega - ottenere la riforma, l'unica che interessa loro (il federalismo, ndr), e poi andare al voto. In questo Bossi fa i suoi interessi, ma ha ragione, legge i numeri, si dimostra più politico del premier: cosi non si governa".

Silvio e Giulio, destini separati  
Secondo Bocchino, inoltre, la conflittualità tra Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti è "evidente. La riforma del fisco è nelle mani del solo Tremonti, il quale però ha altri disegni, d'intesa con Bossi: vuole andare al voto. Perché alle elezioni la Lega vincerebbe, il Pdl uscirebbe a pezzi, e il risultato sarebbe due maggioranze diverse tra Camera e Senato". A quel punto, conclude il capogruppo di Fli a Montecitorio, "andiamo dritti verso una soluzione alla tedesca. E chi meglio di Tremonti potrà guidare un governo di grande coalizione?". 

Il bivio
Per Il Giornale, "al bivio ci si arriverà davvero a fine gennaio. Quando sarà chiaro se il Cavaliere riuscirà ad allargare la maggioranza quel tanto che basta per sperare di poter concludere la legislatura e stoppare definitivamente il tentativo di smarcamento di una parte della Lega che - in compagnia di Tremonti - insiste senza incertezze sulla via delle elezioni anticipate. Berlusconi lo sa bene, tanto che anche durante la pausa natalizia non ha mancato di lavorare su centristi e finiani con l'obiettivo di convincere almeno una decina di deputati a sostenere la maggioranza". 

Basta colpi di acceleratore verso le urne
Al premier, prosegue il quotidiano, non sono piaciute "affatto le continue accelerazioni del Carroccio e in particolare di Calderoli che non perde occasione per evocare le urne. E ieri lo avrebbe fatto presente anche a Bossi: cosi' si va a sbattere". Berlusconi, insomma, "è sempre piu' convinto che ci sia un pezzo della Lega che sta spingendo per tornare alle urne. Calderoli, ma anche Maroni. Appoggiati da Tremonti con il quale - nonostante la 
tempestiva smentita arrivata ieri sera da Palazzo Chigi - i rapporti sono piuttosto agitati".

Tutti parlano di Tremonti
Per Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, il piano della Lega è chiaro: "Andare al voto e sostituire Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi". Con chi? "Tutti parlano di Tremonti".

Non spaccarsi la testa
L'unico a non crederci, almeno per ora, è Umberto Bossi. "Giulio Tremonti è amico di Silvio Berlusconi, non gli fa scherzi", riponde ai giornalisti a Ponte di Legno. "Tremonti è molto amico mio e di Berlusconi". Quanto alle voci sul fatto che il ministro dell'Economia abbia intenzione di fondare un partito politico, Bossi ha commentato: "Non ha bisgno di farlo, è amico mio, che bisogno ha di spaccarsi la testa?".

 

Fli al premier: "Patto di legislatura"
Futuro e libertà è tornata a proporre un patto di legislatura al premier Silvio Berlusconi, stretto secondo Italo Bocchino fra "la trappola" dei numeri risicati e l'ultimatum della Lega sul federalismo fiscale. "Sieda al tavolo, accetti l'appello alla responsabilità e metta a punto un patto di legislatura con 3-4 riforme fondamentali per il Paese", ha esortato il capogruppo di Fli alla Camera.

"Proponiamo al presidente del Consiglio di trasformare una sommatoria di debolezze in un'occasione di rilancio per l'Italia", attraverso una serie di riforme, ha elencato: "Quella sul mercato del lavoro, la riforma fiscale, inevitabile inserire la riforma elettorale. Infine una grande riforma centrata sui giovani".

Sulla stessa linea Adolfo Urso. "Se il Pdl vuole davvero realizzare le riforme che servono al paese - ha spiegato il coordinatore di Fli - si confronti in Parlamento con il nuovo Polo, piuttosto che subire il gioco della Lega". E Umberto Bossi è stato netto. "O passa il federalismo, oppure si va a votare", ha chiarito il Senatur, "il federalismo va fatto, il tempo delle chiacchiere è finito".

Non si sbilancia sulle sorti del governo Gianfranco Rotondi. "Faremo di tutto per tenere fede al programma elettorale e concludere la legislatura", ha detto il ministro, "l'unica cosa su cui metto la firma è che in caso di nuove elezioni politiche Berlusconi sara' il naturale candidato premier e che siedera' di nuovo a Palazzo Chigi".

A stigmatizzare le fibrillazioni nella maggioranza e' stato invece Massimo Donadi. "Berlusconi si ostina a prolungare oltre misura l'agonia politica di questo governo", ha detto il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. "L'esecutivo ha fallito tutti i suoi obiettivi", ha aggiunto, "è chiaro a tutti che in questo modo non si può più andare avanti".

 

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