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Prendiamo «Victor Victoria. Niente è come sembra», il talk serale condotto da Victoria Cabello (La7, dal martedì al giovedì, ore 23.55). Per un certo periodo il programma è cresciuto, con stile disincantato, con un giusto mix tra interviste e finte interviste, con piccole provocazioni.
Adesso qualcosa non va: sere fa la Cabello ha intervistato Letizia Moratti e ha fatto sfoggio di una piaggeria senza ritegno. L'altra sera aveva ospiti Alessandra Amoroso e Gad Lerner. Ha fatto degustare la barbera che Lerner produce a un noto sommelier. Risposta? «Si lascia bere». Cos'è che non funziona? Cos'è che produce stagnazione? Intanto né la cantante Arisa (il doppio stralunato di Victoria, svampita più svampita) né Melissa P. (che delusione!) le danno una mano. Ma l'aspetto più incredibile è che Geppi Cucciari, che dovrebbe fare da spalla, rischia di sembrare più brava e ironica. Il che crea non pochi problemi. L'altro errore è che forse ci sono troppi autori (Andrea Zalone, Piero Guerrera, Francesco Freyrie, Luca Bottura, Matteo Bianchi, Lorenzo Campagnari, Oscar Colombo, Marco Guizzi e Ilaria Bernardini De Pace), specie se vengono utilizzati soprattutto per mostrare un po' di finto backstage. Insomma da questi programmi si vorrebbe più grinta e meno autoreferenzialità, più trovate e meno scontatezze. O è chiedere troppo per stare in piedi fino a mezzanotte?
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