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20 nov 2010

La rivolta dei clandestini si cuciono le bocche


Una decina di immigrati ospitati al Centro identificazione e espulsione di corso Brunelleschi si sono cuciti le labbra per protestare contro i rimpatri


 

È salito a 10 il numero degli immigrati che si sono cuciti la bocca con ago e filo di recupero per protestare contro la detenzione nel Cie di corso Brunelleschi. Altri due, sempre per protesta, hanno invece ingoiato alcuni oggetti: il primo una pila e un tagliaunghie, il secondo un accendino e un tagliaunghie. Tutti tunisini in attesa di rimpatrio (anche se uno dichiara di essere marocchino), tra i 18 e i 36 anni, due pregiudicati per spaccio di stupefacenti e uno anche per rapina, tutti da poco scarcerati.
 
La mobilitazione era iniziata ieri mattina quando a cucirsi le labbra era stato un tunisino di 26 anni che aveva lamentato una situazione familiare critica nel proprio paese. Nel pomeriggio altri tre lo avevano imitato e altri sei lo hanno fatto stamattina. Tutti hanno rifiutato la rimozione dei punti. Alcuni hanno la bocca cucita con maglie larghe, tanto da poter bere e mangiare. Altri invece potrebbero iniziare per questo anche uno sciopero della fame.
 
Il primo gruppetto era stato ricoverato in ospedale e poi dimesso, gli altri sono tenuti sotto osservazione del medico di guardia in una struttura apposita del centro.

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