Dalla ricca Lombardia erano giunti ben due segnali di interessamento. Ludovico il Moro, signore di Milano, aveva inviato un emissario a Firenze con il compito di vagliare artisti eventualmente disposti a trasferirsi a Milano. Dal resoconto che ne seguì (ancora conservato all'Archivio di Stato di Milano) sappiamo che l'emissario consigliò al duca di tenere in considerazione soprattutto «Sandro di Botticello, pictore excellentissimo in tavola e in muro». Qualche anno dopo (1502) sarà la marchesa di Mantova Isabella d'Este ad aprire uno spiraglio su una possibile venuta in Lombardia di «Alexandro Botechiella».
Questo viaggio non si fece e Botticelli non poté mai ammirare il cielo di Lombardia. La sua "riscossa" arrivò solo nell'Ottocento, quando un nugulo di appassionati collezionisti lombardi cominciarono a concupire sul mercato le opere del Maestro aggiudicandosi piccole tavole devozionali, ritratti, spalliere da stanza, disegni e persino ricami.
Il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli, ad esempio, si accaparrò capolavori mozzafiato come il Compianto sul Cristo morto, mentre Giovanni Morelli mise le mani sulla Storia di Virginia che poi donò all'Accademia Carrara di Bergamo. Per parte sua, il padre Sebastiano Resta era riuscito a incollare sul suo celebre album di disegni (oggi conservato all'Ambrosiana) alcuni bellissimi fogli del «Botticello pittore».
I tesori del Botticelli solitamente sparsi sul territorio lombardo si trovano ora eccezionalmente riuniti al Museo Poldi Pezzoli di Milano in una piccola, raffinatissima mostra dal titolo «Botticelli nelle collezioni lombarde». Le ragioni per consigliarne la visita sono numerose. Curata dal preparatissimo staff del Poldi Pezzoli (Andrea di Lorenzo e Annalisa Zanni), questa rassegna non solo presenta opere di deflagrante bellezza ripulite e restaurate, ma inoltre offre chiavi di lettura storiche e critiche nuove, frutto di approfondite ricerche compiute per l'occasione.
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