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11 nov 2010

ECO - Fiat, Marchionne: Su "Fabbrica Italia" lasciamo lavorare le parti

Pronti da mesi a confronto su Mirafiori, previsioni mercato auto in linea. Alfa a Volkswagen? Solo bei sogni
 
Fiat, Marchionne: Su "Fabbrica Italia" lasciamo lavorare le parti
Roma, 11 nov (Il Velino) - Sergio Marchionne non getta la spugna sul progetto Fabbrica Italia, che prevede 20 miliardi di investimenti nello Stivale ma 'subordinati' a un accordo con i sindacati sulla governabilità degli impianti. Dopo l'intesa su Pomigliano con Fim, Uilm, Ugl e Fismic (ma non con la Fiom), la strada resta in salita: i metalmeccanici della Cgil non hanno deposto le armi e il rischio è quello di continuare anche sugli altri stabilimenti la strada degli accordi separati. Che non piace a nessuno. Ma l'ad della Fiat non si demoralizza: "Le vetture le abbiamo e c'è un accordo di principio con alcuni sindacati – afferma – vediamo se riusciamo a ricucire il tutto". A partire dal prossimo negoziato su Mirafiori. "Noi siamo pronti da mesi", sottolinea Marchionne a margine della laurea ad honorem all'imprenditore Giorgetto Giugiaro, sul sito di Torino "il confronto parte quando vogliono loro", i sindacati. Però se anche a Mirafiori si riuscisse ad applicare il 'modello Pomigliano', ipotizza il top manager, si risolverebbe ogni problema di produttività: "E' un'idea fenomenale – spiega –. Se riusciamo ad arrivare a quel livello là partiamo immediatamente". Quanto alle dichiarazioni della Fiom torinese, secondo cui l'azienda non li avrebbe ancora convocati, Marchionne risponde secco: "Alle dichiarazioni della Fiom non rispondo più, non ne vale la pena".

L'ad del Lingotto resta invece perplesso circa l'ipotesi di un tavolo con il governo su Fabbrica Italia, su cui ieri ci sono state aperture anche da parte del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: "Abbiamo un progetto, abbiamo i sindacati disponibili", osserva, quindi "si facciano lavorare le parti". Marchionne torna poi sull'andamento del mercato dell'auto, sia italiano sia europeo, ribadendo che "è in linea con le previsioni". Ieri a Bruxelles, prosegue, "ho incontrato tutti gli altri costruttori Ue. La ripresa dei numeri dei costruttori non solo europei ma anche americani è dovuta semplicemente alla crescita dei mercati esteri", per esempio quello cinese. Una cosa però è fuori di dubbio: il calo della Fiat non ha a che fare con la mancata produzione di nuovi modelli. "Non credo sia quello il motivo – conferma il top manager – lo abbiamo fatto apposta. Se guardiamo ai segmenti A e B vediamo che si è svuotato il tubo. Si faccia ripartire il mercato, ci vorrà un paio d'anni". Non è mancato infine un botta e risposta con i vertici della Volkswagen sulle voci di un interessamento del gruppo tedesco al mercato delle auto di lusso e in particolare ai marchi Alfa Romeo e Ferrari. Ma "Alfa Romeo è solo un sogno – nega il presidente del cda di Volkswagen, Martin Winterkorn –. E' il brand che meglio incarna l'italianità dell'automobile. Fanno vetture meravigliose ma non c'è null'altro da parte nostra. E' solo un sogno". Chiara anche la risposta dell'ad di Fiat: "Mi pare lo abbiano descritto come un sogno", conclude Marchionne, e infatti "sono solo dei sogni". 

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