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6 nov 2010
BERSANI: UOMO PUBBLICO SIA PERBENE O NON GUIDI IL PAESE
(AGI) - Roma, 6 nov. - "Noi non e' che facciamo questioni etiche, perche' un partito non pretende di essere autorita' morale. Qui stiamo parlando di politica e se debba esistere qualche forma di coerenza". A dirlo e' stato Pier Luigi Bersani, parlando delle vicende del premier Silvio Berlusconi nel suo intervento all'assemblea dei circoli del Pd. "
Non si possono fare, e nemmeno pensare, queste cose cosi' e poi guidare il Paese", ha spiegato.
Bersani ha citato l'articolo 54 della Costituzione che ricorda l'esigenza di "disciplina e onore" per chi ricopre cariche pubbliche. "La correttezza politica ha qualcosa a che fare con la correttezza personale? Io dico: la correttezza politica e' un'eccedenza rispetto a una necessaria correttezza personale", ha sottolineato.
Dunque, "guidare un camion e' un fatto pubblico e ci vuole la patente che e' un fatto privato". E "se vuoi avere la patente per fare l'uomo pubblico devi essere ritenuto una persona perbene", ha sottolineato Bersani, "io dico di fissare questo principio". E quindi "non ci si puo' dimenticare che un minore e' un minore, anche se non lo sembra, e non lo puoi sbattere sulla strada, non sono mica noccioline", ha proseguito, "sono idee devastanti".
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