4 mar 2010

Marchionne rinvia ad aprile il «tormentone» spin-off



Del sempre molto chiacchierato spin-off dell'auto Fiat si parlerà il 21 aprile. Lo ha detto l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, al Salone dell'Auto di Ginevra. «È un tormentone - ha affermato il top manager - ne parleremo il 21 aprile quando presenteremo il piano di sviluppo».



Nulla di nuovo, intanto, sul fronte Peugeot. Così Marchionne rispondendo alla domanda di un giornalista al Salone dell'auto di Ginevra sulla possibilità di allargare l'alleanza Fiat-Chrysler al costruttore francese. «Per il momento no - ha detto l'ad del Lingotto - le relazioni sono ottime per i veicoli commerciali. Lo sviluppo continuerà ad andare avanti».

Marchionne ha anche fatto il punto sull'andamento del mercato dell'auto. «In Italia bisognerà aspettare il 2013 per una normalizzazione. Senza incentivi il mercato italiano si attesterà a quota 1.750.000». Quanto al futuro dello sviluppo sul piano tecnologico, quello sulla mobilità elettrica «è uno degli impegni che ci stiamo prendendo. Ma non sarà l'unica soluzione al problema della mobilità europea».

Ben diverse le prospettive del mercato brasiliano. «Le previsioni sono di un grandissimo 2010 e non vediamo niente all'orizzonte che ci preoccupi», ha detto Marchionne, che ieri ha inaugurato uno stabilimento della controllata Cnh. «È stata una grandissima giornata con il presidente Lula. Abbiamo lavorato per molti anni al progetto. Finalmente abbiamo creato uno stabilimento che a livello internazionale è il più avanzato che abbiamo in una Paese che tira». Assieme a Marchionne era presente in Brasile anche il vicepresidente di Fiat, John Elkann, che ha osservato: «In Brasile le cose vanno molto bene. C'è tanta positività. Il presidente Lula è un personaggio molto carismatico, pragmatico, una bella persona. Ha una popolarità incredibile».

Riguardo all'annunciata chiusura dello stabilimento di Termini Imerese Fiat «farà tutto quello che è necessario per traghettare l'azienda e portarla da un'altra parte. Invito tutti quanti a fare discorsi seri e precisi per aiutare i lavoratori a uscire da questo problema». Marchionne ha anche detto: «Non voglio più aggiungere niente su Termini. È un problema che sta diventando difficile da gestire dal punto di vista mediatico. Andiamo ad aggiungere pezzettini e cerotti a un discorso che era di una semplicità e chiarezza incredibile. Quello che mi dispiace veramente è che tutta questa storia la stanno vivendo sulla loro pelle i lavoratori». Marchionne ha anche ribadito di non essere a conoscenza di nessuna delle proposte di cui ha parlato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.

Subito dopo l'intervento di Marchionne a Ginevra le azioni di Fiat hanno reagito bene in Borsa. I titoli della società torinese, che prima arretravano di mezzo punto percentuale al minimo di 8,14 euro, hanno virato al rialzo e alle ore 15,30 guadagnavano lo 0,36% a 8,28 euro.

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