
TRIPOLO PROTESTA CON GLI USA PER LE IRONIE SULLE FRASI DI GHEDDAFI
Libia, l'ultima misura anti-Svizzera
«Embargo commerciale totale»
La decisione in seguito alla crisi diplomatica tra i due Paesi. «No comment» di Berna
MILANO - «Embargo commerciale totale»: è questa l'ultima misura decisa dalla Libia nei confronti della Svizzera in seguito alla crisi diplomatica tra i due Paesi. L'ha annunciata il portavoce del governo di Tripoli Mohammed Baayou. «La Libia ha deciso di imporre un embargo totale su tutti gli scambi economici e commerciali con la Svizzera», ha dichiarato Baayou. Tripoli ha anche deciso di «adottare altre alternative per quanto concerne i medicinali e le attrezzature mediche ed industriali» svizzere importate dalla Libia. «No comment» di Berna all'annuncio della Libia di un embargo economico totale contro la Svizzera. «Nessun commento», si è limitato a sottolineare il portavoce del ministero degli esteri svizzero a Berna, Adrien Solberger, interpellato sulla vicenda.
LA CRISI - Le relazioni tra Berna e Tripoli si sono deteriorate dopo il fermo nel luglio 2008 di uno dei figli del colonnello Gheddafi, Hannibal assieme alla moglie, per una denuncia per maltrattamenti da parte di due domestici. La Libia aveva già preso misure di ritorsione contro la Svizzera ritirando depositi da banche elvetiche, espellendo società svizzere e annunciando la sospensione delle esportazioni di petrolio verso la Confederazione. Berna aveva risposto stilando una lista di 188 cittadini libici banditi dalla Confederazione, tra cui lo stesso Gheddafi e la Libia aveva sospeso - a metà febbraio - la concessione di nuovi visti di ingresso ai cittadini dei paesi Schengen, nonchè la validità dei visti già rilasciati. In mattinata dichiarazioni di rappresentanti libici avevano fatto pensare che la crisi tra i due Paesi fosse invece sul punto di ricomporsi.
PROTESTA UFFICIALE - Non solo. Tripoli ha protestato ufficialmente con gli Stati Uniti per i commenti ironici di un portavoce del Dipartimento di Stato Usa sull'appello di Muammar Gheddafi alla «guerra santa» contro la Svizzera. Il ministero degli Esteri libico - ha riferito infatti l'agenzia Jana - ha convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata americana a Tripoli esigendo «spiegazioni e scuse» da parte di Washington e ipotizzando «ripercussioni negative sulle relazioni economiche e politiche tra i due Paesi se non saranno prese misure».
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