
Ha funzionato il tam-tam sulla rete e diverse centinaia di persone si sono messe diligentemente in fila per assistere ai lavori del convegno 'Internet e' liberta'. Perche' dobbiamo difendere la rete'. Non e' bastata la sala piu' grande,di Montecitorio, quella della Regina: la solerte organizzazione della Camera dei deputati ha subito allestito la sala Aldo Moro con maxi-schermi per seguire i lavori. Ma la fila fuori del Palazzo continuava ad aumentare. E allora e' stata aperta una terza sala, quella del Mappamondo.
Oltre cinquecento i presenti, e molti purtroppo sono rimasti fuori. E questo nonostante le dirette web della Camera dei deputati, dei siti ansa.it e stampa.it. Per una volta il popolo di internet ha preferito vedere da vicino i propri beniamini, in particolare un vero e proprio 'guru' della rete Lawrence Lessig, autore di ''Cultura libera'' un testo di riferimento per chi non vuole che venga soffocata la condivisione su internet di testi, musica e immagini.
Fini, alla rete il prossimo nobel per la pace
"Tutta la comunita' internazionale deve creare un forte movimento a sostegno dell'assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 a internet, l'accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo". Cosi' il presidente della Camera, Gianfranco Fini introducendo nella sede di Montecitorio i lavori del convegno 'Internet e' liberta': perch‚ dobbiamo difendere la rete'. "Secondo l'ultimo rapporto dell'organizzazione non governativa 'Reporters sans frontiers' dal 2008 al 2009 si e' registrato un ampliamento allarmante delle restrizioni della rete. Sono cresciuti del 62% i paesi colpiti dalla censura mentre i cyber dissidenti arrestati sono aumentati del 156% (da 59 a 151). Un incremento che si e' verificato soprattutto nei paesi a scarso sviluppo economico" precisa Fini. "In tal senso mi sento di sottoscrivere la motivazione della candidatura: "Abbiamo finalmente capito che internet non e' una rete di computer. Ma un intreccio infinito di persone: uomini e donne a tutte le latitudini si connettono tra loro, attraverso la piu' grande piattaforma di relazioni che l'umanita' abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civilta'. -prosegue Fini - E questa nuova civilta' sta costruendo dialettica, confronto e solidarieta' attraverso la comunicazione. Perche' da sempre la democrazia germoglia dove c'e' accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l'incontro con l'altro e' antidoto piu' efficace all'odio e al conflitto. Ecco perche' internet e' strumento di pace. Ecco perch‚ - conclude il presidente della Camera - ciascuno di noi in rete puo' essere un seme di non violenza. Ecco perch‚ la rete merita il prossimo Premio Nobel per la pace: e sara' un Nobel dato a ciascuno di noi".
"Il sindaco di San Francisco - sottolinea Fini, Gavin Newson, ha detto recentemente che se il mondo restasse senza quotidiani e senza telegiornali i cittadini al di sotto dei 30 anni non se ne accorgerebbero nemmeno. Si tratta di un'affermazione certamente paradossale che rappresenta pero' efficacemente il rapporto con il mondo dei media che hanno le giovani generazioni". Se il mezzo che usa questa generazione per rapportarsi con la realta' e' internet la politica ha il dovere, secondo il presidente della Camera "di approfondire la riflessione su su questo mondo, cercando nuovi criteri interpretativi e proponendosi di guardare al futuro con sguardo lungimirante". " Al riguardo, e' importante per una politica che spesso guarda con lo specchio retrovisore avere la consapevolezza di cio' che e' davanti a noi, in particolare per mantenere desta l'attenzione dei piu' giovani verso le istituzioni".
Romani, i soldi per la banda larga ci sono anche se congelati
"Abbiamo risorse sia per la banda larga che per il Ponte sullo Stretto". Lo ha affermato il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, che, in seguito ai mormorii della platea del convegno 'Internet e' liberta" alla Camera, ha replicato: "C'e' poco da ridere". "Gli 800 milioni per il superamento del digital divide - ha spiegato Romani - sono congelati, non sono spariti". Secondo il viceministro, poi, "Tremonti fa bene a tenere tutto fermo in attesa che si esca dalla crisi. Spero che presto possano essere utilizzati".
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