2 giu 2008

Alibaba.com


OneEnergyDream è un blog che vuole raccontare la società con le sue stesse parole, vuole raccogliere le informazioni in modo che ciascuno di noi capisca.
Capisca che tutto ciò che bisogna sapere per realizzare i nostri Sogni è là fuori, e tutte le risorse per riuscire nell'intento, sono dentro di noi.

Quindi diamoci da fare, ogni giorno, in ogni attività, anche la più piccola ed insignificante (almeno apparentemente).

Ma per sottolineare le parole eccone un esempio decisivo!
Buona lettura!

Ma Yun (Jack Ma) - Alibaba.com -


Cominciamo con un aneddoto di quello che è considerato il padre cinese di internet:
Ma comincia costruendo siti web per le compagnie cinesi con l'aiuto degli amici americani; e ricordando questo periodo della sua vita, ecco come commenta la tecnologia del tempo:
"Il giorno che ci connettemmo al web invitai gli amici e le persone della TV nella mia casa e su una connessione veramente lenta aspettammo 3 ore e mezza per caricare mezza pagina .... Bevemmo, guardammo la TV e giocammo a carte, aspettando.
Ma fui così fiero, perchè dimostrai che internet esisteva!

A 9.960 km di distanza da Santa Barbara vive Ma Yun, detto anche Jack Ma. Su di lui la travolgente avanzata dei prodotti cinesi tra i consumatori occidentali ha un effetto particolare. Seduto davanti al suo computer a Hangzhou, città costiera vicina a Shanghai, Ma Yun sta incassando 100.000 dollari di profitto netto ogni giorno, domeniche incluse. Aveva 34 anni nel 1999 quando inventò Alibaba.com, un sito che oggi fa tremare Ebay, Yahoo, Amazon: è il luogo virtuale dove sette milioni di importatori da duecento paesi del mondo "incontrano" quotidianamente due milioni di imprese cinesi e fanno affari con loro, per un modesto pedaggio di 5.000 dollari a testa all'anno. Su Alibaba.com un commerciante italiano o spagnolo può confrontare e mettere in competizione fra loro tutti i produttori di lavastoviglie "made in China", o di pentolame, o di jeans, poi selezionare il suo preferito e concludere l'acquisto senza bisogno di affrontare costose trasferte intercontinentali.

C'é persino un flusso di imprese occidentáli che delocalizzano intere produzioni in Cina attraverso Alibaba. Per questo a 40 anni appena compiuti il fondatore di Alibaba è forse il comunista più ricco del mondo (Ma Yun preferirebbe non essere definito comunista, né ricco). Lo chiamano il "padre di Internet in Cina", e non è poco per una nazione dove il numero di navigatori online -134 milioni - sta per superare quello degli Stati Uniti. TonyBlair lo va a trovare quando è in visita ufficiale a Shanghai. La tv di Stato di Pechino Cctv, inaugurando un nuovo tipo di culto della personalità (deiricchi), lo ha incoronato "celebrità economica dell'anno". Il World Economic Forum di Davos lo segnala come uno dei leader mondiali del futuro. E' il primo imprenditore cinese a cui la rivista americana Forbes ha dedicato la copertina. A sei anni dalla sua creazione Alibaba ha duemila dipendenti, età media 26 anni, filiali nella Silicon Valley, Londra, Tokyo e America latina. Nel suo azionariato sono entrati i colossi della finanza intemazionale Goldman Sachs, Fidelity, Softbank, nel consiglio d'amministrazione siede l'ex direttore generale del Wto, Peter Sutherland. Una rivincita per questo "brutto anatroccolo" che si è fatto dal nulla, e con un curriculum più scadente perfino dello studente fuoricorso Bill Gates. In un Paese che idolatra il merito scolastico Ma Yun si porta addosso la macchia infamante di tre bocciature all'esame di accesso all'università: con la conseguenza di dover ripiegare sul magistero, facoltà di serie B che forma solo insegnanti.

Senza aiuti dallo Stato



"Non ho avuto aiuti dalla famiglia né dal governo - dice Ma Yun - i miei genitori sono semianalfabeti, mio padre è andato in pensione con un salario di 250 yuan (25 euro) al mese come ogni operaio ai tempi di Mao. Ero un pessimo studente, fuorché in inglese. Avevo 13 anni quando la Cina si è aperta al mondo e a Hangzhou sono arrivati i primi turisti stranieri. Andavo a offrirmi gratis come guida turistica pur di praticare l'inglese". È mentre fa l'insegnante di lingua all'università - primo stipendio 11 euro al mese - che la sua vita ha una svolta. "Come in un film di Hollywood" dice lui, e non esagera (Ma Yun non esagera mai). Nel '95 una jointventure tra un'impresa cinese e una americana che ha l'appalto per costruire l'autostrada Hangzhou-Fujan lo ingaggia come interprete e lo manda in missione negli Stati Uniti. I soci cinesi e americani litigano e succede l'inverosimile: l'interprete Ma viene rapito, tenuto sotto sequestro, minacciato con una pistola. Liberato fortunosamente, rimane senza bagagli e può rientrare in Cina solo dopo aver vinto 600 dollari a un casinò di Las Vegas. Prima di tornare a casa visita un amico a Seattle che lo introduce al nuovo fenomeno di Internet, ancora sconosciuto in Cina ("avevo perfino paura di sfiorare la tastiera del suo computer, pensavo: chissà cosa costa, se lo rompo sono rovinato"). È lì che Ma ha la sua illuminazione: "Chiedo al mio amico di fare una ricerca su Internet alla voce birra e trovo solo marche americane o tedesche. Ho pensato che dovevo usare Internet per aiutare le imprese cinesi a farsi conoscere nel mondo. Mi sono dimesso dall'università, ho invitato 25 amici a casa mia e ho annunciato che avrei creato una dot.com. All'inizio molti mi hanno scambiato per un imbroglione. Non ho mai capito nulla di informatica, né di management. Però ho capito qualcosa prima degli altri". Partito con 50.000 dollari di capitale - i risparmi personali dei suoi 25 amici - oggi Alibaba ha tre siti per il commercio elettronico. In Cina ha sbaragliato Ebay. Con un tasso di crescita del 100 per cento all'anno, secondo ogni probabilità in tre anni sarà il numero uno mondiale del commercio elettronico.

La voglia di non apparire

Di quotarsi in Borsa Ma Yun non ha fretta. La Borsa chiede pubblicità. Nella mappa del nuovo potere cinese Ma Yun, se potesse, vorrebbe essere invisibile. "Sono un buon amico del mio governo- dice - ma non ho mai fatto affari con loro. Io ho scelto di avere come clienti le piccole imprese. La fama mi preoccupa, anche per questo rimango a Hangzhou, lontano dal potere di Pechino. Ho visto troppa gente salire in cielo e poi precipitare". Il fondatore di Alibaba mescola un linguaggio manageriale americano e una morale confuciana. Niente Ferrari in garage. Niente flirt con le top model nelle discoteche di moda a Shanghai. "Ho moglie, un figlio di 13 anni, tre cani, i weekend li passo a casa con gli amici a giocare a carte e bere tè. Non vado nei locali di karaoke perché ho paura di essere riconosciuto".


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