Il lavoro è una diretta conseguenza dell'università scelta?
sebbene non sia di questo avviso, bisogna ammettere che l'università riesce a dare una marcia in più a chi ha il coraggio di affrontarla seriamente.
E' anche vero che non basta da sola ad assicurare un futuro (almeno lavorativo).
Questo per dire come sia importante fare una scelta giusta, come ci ricorda e riassumo l'articolo che vi riporto.
LE DIECI MOSSE
1 - Erasmus e corsi in inglese
L'approccio internazionale è un indice di qualità. Secondo il profilo dei laureati di primo livello 2007 di AlmaLaurea, ogni anno partecipa al programma Erasmus il 5,5% degli studenti universitari italiani, ma ci sono grandi differenze tra un ateneo e l'altro: meglio privilegiare quelli che hanno più posti disponibili. Altro indicatore importante è la presenza di corsi in lingua inglese (al momento sono 13 tra le lauree di primo livello e 58 tra quelle di secondo) e di "doppie lauree" riconosciute in Italia e all'estero.
2 - Tirocinio
Svolgere uno stage o un tirocinio durante il percorso di studio consente di vedere da vicino il mondo produttivo, arricchire il curriculum e raccogliere contatti preziosi.
Il passaggio al «3+2» ha fatto crescere fino al 60,7% la quota dei laureati di primo livello con esperienze di tirocinio (fonte AlmaLaurea). Non tutti gli atenei, però, sono uguali: alcuni hanno creato siti ad hoc per il tirocinio degli studenti, altri hanno un ufficio che nel migliore dei casi si limita a raccogliere le candidature e girarle alle aziende.
3 - Job placement
Gli atenei più moderni affiancano lo studente per favorirne l'inserimento lavorativo. Alcuni uffici di job placement curano servizi di orientamento e pubblicano le offerte di stage e lavoro. Le università più attive, inoltre, ospitano incontri in cui le multinazionali reclutano giovani talenti. Una visita al sito degli atenei è utile a individuare queste iniziative. Da verificare – se disponibile – anche la percentuale di ex allievi occupati dopo uno, tre e cinque anni dalla laurea.
4 - Prestigio dell'ateneo
Quanto conta il prestigio dell'ateneo per velocizzare i tempi di inserimento lavorativo? A sentire gli esperti (head hunter, responsabili aziendali delle risorse umane e docenti) non esiste un criterio oggettivo. Alcuni atenei sono famosi perché garantiscono una formazione di qualità e questo incide sul giudizio dei selezionatori, ma ciò non significa che tutti i corsi proposti siano ugualmente validi. Indici da non trascurare sono le classifiche internazionali.
5 - Valutazione della qualità
Le ricerche scientifiche sono un criterio utile per fare scelte ponderate. Il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario redige rapporti sullo stato di salute dei singoli atenei, valutando le caratteristiche dell'offerta formativa, le convenzioni con altri atenei, l'attrattività degli studenti fuori sede, la dotazione di personale docente. Il consorzio AlmaLaurea pubblica ogni anno un profilo dei laureati, suddiviso per ateneo, che analizza tra l'altro: laureati in corso, livello di soddisfazione, diffusione del tirocinio.
6 - Trasparenza
La trasparenza è un indice di serietà. Alcuni atenei effettuano indagini interne per rilevare potenzialità e fattori critici legati al sistema organizzativo e ne pubblicano i risultati in rete. Trasparenza vuol dire anche accessibilità al curriculum dei docenti, cioè possibilità per gli aspiranti studenti di conoscere l'attività scientifica di chi dovrà formarli. Anche in questo caso, una visita alle pagine web degli atenei consente di chiarirsi le idee.
7 - Attività di tutoraggio
L'orientamento e l'assistenza agli studenti sono fondamentali per garantire un funzionamento della macchina universitaria ispirato a criteri di efficacia ed efficienza. Quasi tutti gli atenei dispongono di un ufficio di tutoraggio e spesso ne presentano caratteristiche e funzionalità sul sito web. Per avere un'idea più precisa, comunque, la soluzione ideale è parlare direttamente con chi attualmente frequenta l'ateneo.
8 - Costi e borse
La scelta di frequentare l'università comporta un investimento rilevante per il bilancio familiare. Per questo motivo è utile fare un'analisi di tutti i costi che si andranno ad affrontare e valutarne la sostenibilità nell'arco dei tre-cinque anni di corso, in modo da ridurre al minimo il rischio di abbandono. In ogni caso, meglio non fermarsi alle rette applicate nei singoli atenei, ma approfondire anche il numero di borse di studio e i requisiti per ottenerle.
9 - Vitto e alloggio
Gli studenti fuori sede devono aggiungere, ai costi classici, quelli relativi all'alloggio.
Il panorama è fortemente diversificato tra una città universitaria e l'altra e un confronto tra diverse opzioni potrebbe rivelare possibilità di risparmio inattese: in alcune città ci sono molte residenze studentesche e alcuni atenei sottoscrivono accordi con gli esercizi di ristorazione per offrire agli studenti pasti a prezzi calmierati.
10 - Sovraffollamento
La legge sul decongestionamento degli atenei più grandi (662/96) ha dodici anni, ma il processo è stato compiuto solo in parte. Il sovraffollamento dei poli didattici spesso porta con sé disorganizzazione, calo di efficacia della didattica e, quindi, difficoltà di studio per i ragazzi. Per questo motivo, prima di scegliere una sede universitaria, è opportuno confrontarsi con gli attuali studenti e valutare le ricerche scientifiche disponibili, così da avere un quadro preciso della situazione.
ilsole24ore
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