18 mag 2011

Confindustria: Italia, ripresa anemica ristagnano Pil e produzione industriale


Duro giudizio del centro studi di viale dell'Astronomia. A livello globale la ripresa è "solida anche se meno rapida", ma in Italia "gli indicatori confermano i segnali di stagnazione: difficile andare oltre l'1% di crescita nel 2011"

ROMA - Mentre il mondo è ripartito, l'Italia delude ancora. E' il duro giudizio elaborato dall'analisi mensile "Congiuntura Flash" del centro studi di Confindustria. "La ripresa globale rimane solida, anche se meno rapida rispetto agli alti ritmi di fine 2010-2011" premette lo studio. Ma in questo contesto internazionale "l'Italia delude ancora: il Pil ristagna assieme alla produzione industriale" e gli indicatori per i prossimi mesi "confermano i segnali di stagnazione: dopo il dato del primo trimestre sarà molto difficile andare oltre l'1% di crescita nel 2011".

"La ripresa in Italia resta anemica - sottolinea l'analisi di Confindustria - . Il Pil nel primo trimestre è aumentato dello 0,1% sul quarto 2010 (contro l'1,5% tedesco e lo 0,8% dell'Eurozona), con la produzione industriale rimasta ferma (-0,1%). Cresciuta in media dello 0,1% mensile da luglio 2010, in aprile è aumentata dello 0,2% su marzo (stime Csc); nel secondo 2011 l'acquisito è del l'1%".

Il duro giudizio del centro studi di Confindustria è confermato oltre che dalla stagnazione del Pil e della produzione industriale, anche da "consumi resi cauti dai timori di disoccupazione, mentre la cassa integrazione a smesso di contrarsi 1 e gli investimenti sono scoraggiati da margini di profitto che, già bassi nel confronto internazionale, sono stati 
ulteriormente erosi dall'aumento delle quotazioni delle commodity e del costo del lavoro per unità di prodotto". 

"Per i prossimi mesi - conclude lo studio di Confindustria in merito alla situazione italiana - sia gli indici che colgono le svolte di tendenza sia le attese delle imprese e la fiducia dei consumatori confermano i segnali di stagnazione: dopo il dato del primo trimestre sarà molto difficile andare oltre l'1% di crescita nel 2011".

Nel contesto internazionale, invece, la ripresa globale "rimane solida", anche se "si fanno sentire gli effetti frenanti del terremoto giapponese, dei rincari delle materie prime e delle strette monetarie nei paesi emergenti e pesa la correzione dei deficit pubblici. Si ampliano i differenziali tra le economie avanzate, soprattutto europee. Nel primo trimestre 2011 l'espansione del Pil nell'Euroarea è stata trainata da Francia (+1,0%) e soprattutto dalla Germania, tornata sopra i livelli pre-crisi. Significativo per entrambe il sostegno della domanda interna. L'Italia è la più lenta, con l'eccezione del Portogallo (-0,7%)".

Gli scambi mondiali "hanno superato il picco pre-crisi e gli ordini delineano un trend positivo", ma "la Germania tiene il passo e il made in Italy no". "Sono meno ampi gli squilibri commerciali - prosegue l'analisi -. I cambi sono però governati soprattutto dai tassi d'interesse (in rialzo negli emergenti e nell'area euro, fermi in Usa e Giappone) e dall'incertezza sulla gestione dei debiti sovrani, che imprime grande volatilità su tutti i mercati". Il caro-materie prime, con i ribassi dell'ultimo mese (petrolio in testa), "si è attenuato, ma non è venuto meno; ne risente anche l'inflazione core, che rimarrà contenuta".

L'aumento dei flussi di capitali esteri, evidenzia il centro studi di Confindustria, "beneficia in particolare l'Europa orientale e ne alimenterà lo sviluppo. Il credito bancario resta molto selettivo e le banche nell'Eurozona denunciano difficoltà di accesso ai mercati e di liquidità. I prestiti sono comunque tornati a salire, ma a tassi più alti. Gli Stati Uniti marciano tra 'stop and go' e ora creano posti di lavoro. Francia e soprattutto Germania fanno da locomotiva al resto di Eurolandia. L'Italia delude ancora".

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