| Secondo il Wall Street Journal, Google si prepara a rubare ad Apple il monopolio sulle riviste digitali con un servizio online dedicato a smartphone e tablet Android | |
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| Lo sostiene il Wall Street Journal, secondo cui BigG sta già contrattando con i principali editori (tra cui Time Warner, Condé Nast e Hearst) per una collaborazione che peremetta a tutti i dispositivi con sistema Android (telefonini e tablet) di scaricare a pagamento mensili, settimanali e quotidiani. Al momento, però, mancano dettagli concreti su quello che sembra un progetto del tutto coerente con le ambizioni dell'azienda di Mountain View, e anche con gli interessi degli editori. Tra Google e l'editoria c'è qualche ruggine da smaltire, e questa potrebbe essere l'occasione giusta. Attualmente, Apple fornisce già una sorta di edicola online attraverso iTunes, crocevia di tutte le offerte destinate ai dispositivi Apple, dalla musica ai film fino alle app per iPhone e iPad. Il motore di ricerca dovrebbe dunque proporre agli editori condizioni commerciali migliori, per esempio ritoccando la "gabella" del 30% che Apple chiede a tutti quelli che vendono (di qualunque cosa si tratti) tramite il suo sito. Il motore di ricerca, secondo il WSJ, è anche intenzionato a fornire dati più precisi su chi acquisterà dalla propria piattaforma, permettendo profilazioni per operazioni di marketing e di pubblicità. In aggiunta a ciò, l'azienda di Mountain View potrebbe mettere sul piatto alcune condizioni di vendita più semplici e convenienti per gli abbonamenti, con tariffe più elastiche di quelle standard di Cupertino. Secondo l'autorevole quotidiano, tuttavia, Apple non starebbe a guardare. Al momento, alcuni giornali già propongono diverse forme di abbonamento ai propri contenuti, sia pure con qualche difficoltà. "In un'ambito di sottoscrizione – dichiara al WSJ Jack Griffin, amministratore delegato di Time Inc. - dobbiamo mantenere un rapporto diretto con il consumatore", una condizione che l'azienda capitanata da Steve Jobs finora non garantisce, gestendo in casa propria tutte le transazioni e, con esse, i dati dei sottoscrittori. Forse per questo il Time si limita per ora a vendere singoli numeri della rivista per l'iPad, a 4,99 dollari, su iTunes. La rivista The Economist, invece, vende pacchetti che permettono l'accesso al suo sito web e alle applicazioni per iPhone e iPad a 110 dollari per un anno. Newsweek vende abbonamenti da 12 a 24 settimane per l'edizione iPad, anche se, come si è detto, non accede al database degli abbonati. Apple, però, potrebbe ripensare il proprio approccio, ridisegnandolo sulle esigenze degli editori. In questo senso, secondo il WSJ, si prepara ad aprire il proprio archivio di dati su acquirenti e abbonati, chiedendo ai propri utenti il permesso di condividere con gli editori almeno il nome e l'indirizzo di posta elettronica. L'azienda di Cupertino non conferma, anche se annuncia un'ulteriore espansione dell'App Store e delle sue pubblicazioni. Nel duello tra i due giganti potrebbero inserirsi anche i principali attori del mercato dei lettori di e-book. Amazon, per esempio, ha recentemente creato un'applicazione compatibile con Android per permettere la lettura dei giornali disponibili sul Kindle (tra cui La Stampa) anche sui tablet con il sistema operativo di Google, visualizzandoli anche a colori (un'opzione attualmente non prevista dal Kindle). In pratica, staremmo per assistere a un movimento di truppe e di strategie simile a quello che ha già scosso il mercato dei libri digitali, con la recente "discesa in campo" di Google e del suo servizio Google Ebooks. Se il mercato rispetterà le sue regole e le sue promesse, per gli utenti potrebbe aprirsi l'opportunità di offerte più flessibili e, magari, anche più convenienti, spezzando i rischi di monopolio su un intero settore. E gli editori potrebbero avere una ragione in più per brindare all'esordiente 2011. | |
4 gen 2011
Google prepara un'edicola digitale contro iTunes
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