''Quello di Berlusconi e' un autogolpe, basta con l'alterazione della realta'. Si e' lamentato di un colpo di Stato di Fini ma e' stato lui a cacciarlo dal Pdl, cerchiamo di non falsificare le cose''. Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg2, parla dei rapporti tra il premier ed il presidente della Camera e spiega: ''Il terzo polo nei sondaggi e' oltre il 15%''.
Poi avverte: ''Il dato importante e' che sta crescendo il numero delle persone che non risponde ai sondaggi''. In merito al comportamento del terzo Polo sulla mozione di sfiducia a Sandro Bondi, il leader centrista ha spiegato che ci si aspetta un maggior impegno del ministro per trovare fondi a favore dei beni culturali ''allo sfascio''. E a Calderoli dice che ci potra' essere il via libera al federalismo solo con un progetto ''serio'', in caso contrario il terzo Polo votera' no.
CICCHITTO, DOVREBBE ESSERE FINI A DIMETTERSI
"Fini, avendo chiesto le dimissioni di Berlusconi dimostra di non essere affatto super partes e di conseguenza deve essere lui a dimettersi da presidente della Camera e a condurre a viso aperto la sua battaglia politica senza godere di una posizione istituzionale che di per se' invece lo pone al di sopra delle parti". E' quanto dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.
FINI, E' BENE CHE PREMIER SI DIMETTA
Il presidente della Camera Gianfranco Fini considera opportuno che Silvio Berlusconi si dimetta. Lo dice in un'intervista al Corriere Adriatico, rilasciata alla vigilia del primo congresso regionale di Futuro e Liberta' delle Marche che si tiene domani ad Ancona, in coincidenza con la prima giornata dei lavori del Consiglio permanente della Cei, anch'esso in programma nel capoluogo marchigiano. Lei, e' la domanda del Corriere Adriatico a Fini, ha osservato un silenzio istituzionale sul Rubygate, ma gli esponenti di Fli in piu' occasioni hanno parlato di necessita' di dimissioni del presidente del Consiglio. Cosa ne pensa? ''Ovviamente - risponde il presidente della Camera - condivido le loro dichiarazioni''.
Quanto ai rapporti fra potere politico e magistratura, Gianfranco Fini e' convinto che ''l'equilibrio fra poteri e funzioni dello Stato e' l'essenza della democrazia. E ci deve essere sempre rispetto tra gli esponenti delle varie istituzioni. Il potere politico - osserva - non deve temere diminuzioni di autorita' o di sovranita' dalle inchieste dei giudici. Se esistono patologie nel sistema, queste patologie devono poter emergere alla luce del sole, nella fisiologia e nella normalita' dei rapporti istituzionali. Ad avvantaggiarsene sarebbe innanzitutto la qualita' della vita democratica''. In un altro passaggio dell'intervista Fini denuncia ''la concezione patrimoniale e para-feudale della politica'' che a suo avviso anima il Pdl, dove la discussione interna e' stata ''brutalmente soffocata''. ''Il vero tradimento - conclude - e' promettere riforme e persino 'rivoluzioni' per poi attuare la politica del giorno per giorno, e del basso profilo riformatore''.
ALFANO, PREMIER NON VA DA PM, MA ANDRA' DA GIUDICI
''Non e' vero che Berlusconi non va dai magistrati: non va dai pubblici ministeri ed e' una strategia che la legge consente all'indagato. Credo che si rechera' invece dai giudici quando la questione dovesse riguardare appunto i giudici e non i pm''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo a 'L'intervista' di Maria Latella su Sky Tg24. Berlusconi, ha aggiunto Alfano , ''andra' dai suoi giudici naturali, quelli precostituiti per legge, come la Costituzione afferma''.
Poi avverte: ''Il dato importante e' che sta crescendo il numero delle persone che non risponde ai sondaggi''. In merito al comportamento del terzo Polo sulla mozione di sfiducia a Sandro Bondi, il leader centrista ha spiegato che ci si aspetta un maggior impegno del ministro per trovare fondi a favore dei beni culturali ''allo sfascio''. E a Calderoli dice che ci potra' essere il via libera al federalismo solo con un progetto ''serio'', in caso contrario il terzo Polo votera' no.
CICCHITTO, DOVREBBE ESSERE FINI A DIMETTERSI
"Fini, avendo chiesto le dimissioni di Berlusconi dimostra di non essere affatto super partes e di conseguenza deve essere lui a dimettersi da presidente della Camera e a condurre a viso aperto la sua battaglia politica senza godere di una posizione istituzionale che di per se' invece lo pone al di sopra delle parti". E' quanto dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.
FINI, E' BENE CHE PREMIER SI DIMETTA
Il presidente della Camera Gianfranco Fini considera opportuno che Silvio Berlusconi si dimetta. Lo dice in un'intervista al Corriere Adriatico, rilasciata alla vigilia del primo congresso regionale di Futuro e Liberta' delle Marche che si tiene domani ad Ancona, in coincidenza con la prima giornata dei lavori del Consiglio permanente della Cei, anch'esso in programma nel capoluogo marchigiano. Lei, e' la domanda del Corriere Adriatico a Fini, ha osservato un silenzio istituzionale sul Rubygate, ma gli esponenti di Fli in piu' occasioni hanno parlato di necessita' di dimissioni del presidente del Consiglio. Cosa ne pensa? ''Ovviamente - risponde il presidente della Camera - condivido le loro dichiarazioni''.
Quanto ai rapporti fra potere politico e magistratura, Gianfranco Fini e' convinto che ''l'equilibrio fra poteri e funzioni dello Stato e' l'essenza della democrazia. E ci deve essere sempre rispetto tra gli esponenti delle varie istituzioni. Il potere politico - osserva - non deve temere diminuzioni di autorita' o di sovranita' dalle inchieste dei giudici. Se esistono patologie nel sistema, queste patologie devono poter emergere alla luce del sole, nella fisiologia e nella normalita' dei rapporti istituzionali. Ad avvantaggiarsene sarebbe innanzitutto la qualita' della vita democratica''. In un altro passaggio dell'intervista Fini denuncia ''la concezione patrimoniale e para-feudale della politica'' che a suo avviso anima il Pdl, dove la discussione interna e' stata ''brutalmente soffocata''. ''Il vero tradimento - conclude - e' promettere riforme e persino 'rivoluzioni' per poi attuare la politica del giorno per giorno, e del basso profilo riformatore''.
ALFANO, PREMIER NON VA DA PM, MA ANDRA' DA GIUDICI
''Non e' vero che Berlusconi non va dai magistrati: non va dai pubblici ministeri ed e' una strategia che la legge consente all'indagato. Credo che si rechera' invece dai giudici quando la questione dovesse riguardare appunto i giudici e non i pm''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervenendo a 'L'intervista' di Maria Latella su Sky Tg24. Berlusconi, ha aggiunto Alfano , ''andra' dai suoi giudici naturali, quelli precostituiti per legge, come la Costituzione afferma''.
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