7 dic 2010

Clima, a Cancun svolta dalla Cina Pechino lancia una inedita dichiarazione di impegno volontario ma vincolante per i target delle emissioni

CANCUN (MESSICO) - Si apre con la svolta della Cina, che lancia una inedita dichiarazione di impegno volontario ma vincolante per i target delle emissioni, la sessione di alto livello, con Capi di Stato e ministri, della 16/a Conferenza Onu sulla lotta ai cambiamenti climatici (Cop16) che si chiude il 10 dicembre. In particolare la Cina vede la possibilità di una risoluzione in ambito Onu e si ipotizza, per Pechino, anche un sistema simile alle quote di emissione. Da parte degli Stati Uniti c'é la ferma volontà di mettere in atto il piano di riduzione delle emissioni già lanciato per Copenaghen (-17% al 2005 pari al 4% rispetto al '90 che (l'anno di riferimento per il Protocollo di Kyoto che gli Usa, unico paese industrializzato, non hanno mai sottoscritto).

Oggi arriva anche il ministro italiano dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che nel programma degli interventi dei rappresentanti di Governo è prevista nella mattina del 9 dicembre. Sempre nella stessa mattina parlerà anche Todd Stern, inviato speciale per il clima del Dipartimento Usa. La Cina è prevista per l'8 dicembre nella sessione pomeridiana. Due i testi che i negoziatori stanno mettendo a punto per i ministri: uno sugli impegni a lungo termine e l'altro su Kyoto. Ancora, secondo alcuni osservatori, testi troppo aperti. Sul tavolo di Cancun nodi importanti come le foreste (sembra essere questo l'accordo più vicino con fondi per i paesi poveri ma c'é ancora l' incognita del conteggio nell'ambito dei crediti di emissione) e i finanziamenti per i paesi in via di sviluppo. Un pacchetto che sembra possibile chiudere.

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