Slot machine e videopoker a pochi passi dai binari. File di giocatori a ridosso delle macchinette per stampare i biglietti. Ragazzini con tanto di zainetto sulle spalle intenti a puntare soldi. Non siamo in una bisca, né in un casinò: ma nelle stazioni della metro di Roma. Per l'esattezza sulla linea B, quella che attraversa la città passando per il Centro.
Un viaggio, stazione per stazione, per verificare la sala giochi underground. Partiamo da Rebibbia, capolinea della linea blu: qui c'è un'edicola. Ha tutto ordinato: giornali, riviste e in bella vista una slot machine digitale. In fila ci sono due ragazzi, uno di colore e l'altro italiano pronto con una decina di monete in mano. Scendiamo le scale mobili e andiamo avanti, scendendo ad ogni fermata: in tre stazioni non c'è traccia di macchinette, alla quarta (Monti Tiburtini) un bar tabacchi ha ben due slot. Un capanello di persone a pochi passi dai tornelli che portano alle banchine. Gli addetti di stazione assistono tranquillamente alle imprecazioni «Stamattina proprio non è aria - dice un omone coi baffi sui cento chili - cinquanta euro so' volate». Arriviamo a Termini, ma girando per la stazione sembra di essere a Las Vegas: c'è un grande punto "Game Express" dove ci sono quasi esclusivamente macchinette per giocare, all'ingresso (sorvegliato da dei body guard che chiedono i documenti) un grosso cartello che vieta l'accesso ai minori di 18 anni. Tutto regolare.
Le sorprese arrivano in altri punti vendita: una biglietteria ha due slot machine nella zona di transito dei passeggeri. Fermi ci sono un uomo e due donne, arrivano due giovani: avranno al massimo 16 anni. Attendono il loro turno in fila: puntano (e perdono) 15 euro in meno di 10 minuti. Poi se ne vanno.
Proseguiamo il tour fino alla Piramide: fuori i turisti si dirigono verso il cimitero inglese. Nell'atrio stazione si scommette: qui c'è una sola macchinetta a ridosso del percorso per i non vedenti. Anche in questo caso i totem sono esterni all'esercizio commerciale e alla mercé di chiunque. Nessuno controlla l'età.
Discorso analogo a San Paolo: qui le slot machine sono a ridosso di un pilone, vicino a un distributore di coca cola e davanti alle emettitrici di biglietti. Alle prese con la sorte ci sono Stefano e Mirko, rispettivamente 15 e 17 anni: hanno marinato la scuola, in spalla due zaini dell'Invicta e nel portafogli di Totti solo cinque euro. Non potrebbero giocare vista l'età, ma sono lì in una stazione tra le più trafficate di Roma: «L'età? E che sei una guardia? - scherza il più piccolo - sappiamo che sono vietate ai minori, ma che male facciamo? Dove troviamo i soldi? La paghetta settimanale o gli spicci per il biglietto del bus. E poi ogni tanto vinciamo pure».
In ben 10 stazioni su 21 abbiamo trovato piccole bische: 19 new slot. Al capolinea di Laurentina Atac Patrimonio, la società che gestisce quella stazione ha «diffidato l'esercente»: ora lì di macchinette neanche l'ombra. (ha collaborato Enrico Chillè)
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