Mercoledì Milan-Real. E c'è chi prenota l'hotel
dei madrileni per vederlo da vicino
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| José Mourinho (Fotopress) |
L'ABBRACCIO MANCATO - Vero, Mourinho se n'è andato senza salutare, come lo accusano i suoi detrattori (ne ha anche fra gli interisti) che hanno vissuto il suo addio come un tradimento. Ma chi lo conosce bene sa che quel mancato abbraccio con «la sua gente» all'alba del 23 maggio, con la Champions League appena conquistata e con lui che si allontanava con la macchina sbagliata dal Bernabeu, è una ferita ancora aperta. E ora, cinque mesi e spiccioli dopo, quell'abbraccio si potrà finalmente concretizzare non solo metaforicamente, perché i tifosi dell'Inter sono pronti ad accoglierlo fin dal momento in cui rimetterà piede sul suolo «amico».
FIORI E STRISCIONI PER DIRE «GRAZIE» - Per la verità, inizialmente il tam tam su Facebook (che mai come questa volta ha fatto da cassa di risonanza alle varie iniziative pro Mou) parlava di una manifestazione di benvenuto direttamente all'aeroporto di Malpensa, con tanto di striscioni traboccanti affetto e riconoscenza per l'allenatore più amato della storia recente nerazzurra. Poi si era pensato di spostare la «cerimonia» all'esterno dell'hotel Meliá, ma nella tarda mattinata di lunedì si è deciso di cambiare tutto, complice anche le modifiche al programma di viaggio fatte all'ultimo minuto dal Real Madrid. Gli spagnoli arriveranno, infatti, a Malpensa alle 17.30 e raggiungeranno direttamente lo stadio di San Siro per l'allenamento, mentre alle 19 ci sarà l'attesissima conferenza stampa di Mourinho. Logico, dunque, che la location alberghiera non avesse più senso e così, come recita la pagina dell'evento su Facebook («E noi ci saremo per dirti grazie, José Mourinho»), l'appuntamento è stato spostato alle 17.30-17.40 in piazzale Lotto (accanto alla fermata della metropolitana) e da lì il gruppo di tifosi muoverà poi compatto verso lo stadio. «Grazie a José Mourinho, siamo diventati "grandi" in tutti i sensi – spiega Daniela Ballabio, 55enne vulcanica con sangue nerazzurro doc e un marito dalla pazienza infinita, nonché ideatrice dell'evento – e per questo vogliamo esprimere il dovuto ringraziamento e la nostra riconoscenza a chi ha lottato con noi e per noi, sempre un passo avanti a tutti, contro luoghi comuni e pregiudizi. Io sono interista, ma resto anche mourinhana, proprio perché nel calcio, come nella vita, credo che il presente sia imprescindibile dal passato che lo ha generato e ne sia, anzi, la logica conseguenza». Tutti al Meliá, dunque, dove Daniela si presenterà con un mazzo di fiori, il cuore che batte forte e un «grazie» grande così. Ma se lei si limiterà ad un breve incontro nello spazio antistante l'hotel o al massimo nella hall (molto dipenderà dalla benevolenza del servizio d'ordine e dalla disponibilità di Mou), Elisabetta si è spinta ben oltre e un mese fa ha addirittura prenotato una stanza nell'albergo che ospiterà il Real Madrid, così da poter avere un «contatto diretto» con il suo idolo.
ALBERGO PRENOTATO - Del resto, già in estate la ragazza (che ha chiamato il cane Mou malgrado sia una femmina) si è fatta le vacanze a Madrid insieme con un'amica proprio per vedere l'uomo di Setubal: le due si presentavano ad ogni allenamento a Valdebebas con striscioni inneggianti l'ex allenatore dell'Inter e l'ultimo giorno Elisabetta ha anche consegnato personalmente una lettera a Mourinho e lui, dopo averla letta, l'ha ringraziata al punto che la ragazza è scoppiata a piangere. L'idea era, dunque, quella di tornare in Spagna per la fine di gennaio, ovvero in occasione del compleanno del portoghese. «Per fortuna, i sorteggi di Champions League ci hanno dato una mano – racconta Elisabetta, 21 anni a dicembre e una passione incontenibile per l'uomo del triplete – e quando è uscito il Milan, il primo pensiero è stato quello di andare all'aeroporto sia per l'arrivo che per la partenza del Real Madrid e poi di appostarsi sotto al Meliá, che è l'albergo dove in genere vanno tutte le squadre che giocano a San Siro. Poi, un mese fa, a me e alla mia amica, la stessa di quest'estate, è venuta l'idea di prendere proprio una stanza in hotel e così abbiamo prenotato online, spendendo 320 euro in due, senza che ci venisse chiesto nulla di particolare se non le solite informazioni che sono necessarie in questo caso. Probabilmente, nessuno si è insospettito, perché all'epoca il Real non aveva ancora prenotato, mentre so che in seguito hanno chiuso le prenotazioni». Elisabetta e la sua amica stanno contando le ore che le separano dall'incontro tanto sognato (anche se ci sarà una prima appendice a Malpensa) e, come loro, tutti i «mou-maniaci» di fede nerazzurra. «Ho detto a mia mamma che dormo da un'amica per non farla preoccupare – spiega l'intraprendente ragazza – mentre a mio papà ho raccontato tutto. Anzi, è stato quasi lui a suggerirmi l'idea». Niente da dire: Mou ha compiuto una nuova impresa: dopo aver riportato nella Milano nerazzurra una Champions che mancava da 45 anni, è riuscito anche a mettere d'accordo genitori e figli. C'è qualcuno ancora convinto che non sia «The Special One»?
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