9 ago 2010

Oltre il 50% del debito Usa è tornato nelle mani dei risparmiatori americani

La maggioranza del debito Usa è tornata nelle mani degli americani (Afp)
Mr e Mrs Smith sono tornati ad essere i principali creditori del loro paese, gli Stati Uniti d'America. Secondo i dati forniti dal ministero del Tesoro i fondi comuni, le famiglie e le banche a stelle e strisce, a fine maggio, detenevano il 50,2% dei titoli di stato Usa. Una situazione che non si verificava dall'agosto 2007, cioè dall'inizio della crisi. 

Una crisi durante la quale gli acquisti massicci di bond governativi americani ha suscitato mille polemiche sia Washington sia fuori dai confini Usa. I "patrioti" del nuovo mondo hanno sempre biasimato gli acquisti del loro debito, in particolare da parte della Banca centrale cinese, lamentando l'influenza che questa situazione genera nella gestione della politica economica statunitense: nella disputa sulla rivalutazione dello yuan Beijing, spesso e volentieri ,ha usato l'arma della "gestione" del debito Usa detenuto nel caveu del suo istituto centrale per smorzare le richieste di Washington.

Ma la polemica è anche in direzione degli stessi americani, spesso accusati di far pagare agli altri paesi una crisi finanziaria prima, economica poi, nata in casa loro. E su questo piano non è sul banco degli imputati solo la gestione del debito pubblico ma anche la politica dell'amministrazione di Obama finalizzata a tenere bassa le quotazioni del dollaro. 

Al di là delle considerazioni generali, «va rilevato - spiega Jeffery Caughron, capoanalista di Baker Group - che questo nuovo risultato è la conseguenza del cambiamento delle strategie delle famiglie americane. La crisi ha indotto un crollo dei consumi e un contestuale rialzo del risparmio domestico». Insomma, Mr e Mrs smith si indebitano di meno, fannno minor uso delle carte di credito; al contempo, quei pochi soldi che hanno li risparmiano. 

«La riprova - aggiunge Caughron -è il forte aumento dei depositi bancari». Un evento comunque positivo, si potrebbe azzardare: i maggiori fondi a disposizione delle banche potrebbero essere dirottari sull'economia reale. In realtà, le cose non stanno così. Non è solo il dato fornito dal ministero del Tesoro ad indicare che il risparmio degli americani è dirottato sui titoli di stato. Lo stesso loro rendimento è un segnale che le banche non immettono denaro in main street ma preferiscono dirottarlo su strategie d'investimento, tra cui l'acquisti di bond governativi. Il rendimento del decennale Usa, infatti, è sceso ai livelli più bassi dal'aprile 2009, attestandosi al 2,82 per cento. 

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