E il sindaco del borgo di quattromila anime pensa a una nuova tassa: «Abbiamo un buco di 200 mila euro»
| |
L'IPOTESI TASSA - Un'emergenza, insomma, tanto da spingere l'amministrazione a pensare, seppur come ultima ratio, di istituire una tassa di scopo per ripianare i debiti, tutti derivanti da parcelle legali. Già, perché il dissesto non deriva da spese folli e sprechi, ma da una battaglia in parte persa della passata giunta comunale per arginare la piaga della costruzione di annessi di campagna in alcuni casi trasformati in vere e proprie ville con conseguente cementificazione. L'allora sindaco Lucia Biagi dichiarò guerra ai presunti speculatori provocando però una raffica di ricorsi al Tar. La querelle si concluse con una sentenza del tribunale amministrativo che annullò in parte la nuova normativa e impose alle parti di pagare i propri legali. Così è stato. Ma mentre i privati se la sono cavata con una sola causa a testa, il Comune ha dovuto far fronte a un centinaio di esposti con conseguente pagamento di parcelle salate. «Più di 400 mila euro – conferma l'attuale sindaco Luigi Bellumori, Pd, eletto lo scorso anno – di cui duecento già pagati e altrettanti da pagare. Il problema è che adesso non abbiamo più soldi. Ho avviato un'istruttoria e nei prossimi giorni chiederemo di poter pagare le spese legali a rate, magari applicando i minimi tariffari. Altrimenti è il dissesto finanziario». Il sindaco è così preoccupato da pensare anche a una tantum da chiedere ai cittadini per risolvere il problema. Anche se il provvedimento suonerebbe come una beffa. Il motivo? La tassa per le spese processuali del comune sarebbe pagata anche da quei cittadini che hanno ricorso al Tar e hanno già pagato i propri avvocati.
Nessun commento:
Posta un commento