
Potranno operare le grandi reti: dalle imprese telefoniche alle tv
"Conti correnti" al supermarket
non si andrà più solo in banca
ROMA - Cade il monopolio dei servizi di pagamento. Dal primo marzo banche o poste non avranno più l'esclusiva. Si potranno aprire conti nelle catene della grande distribuzione, presso società telefoniche o di servizi. Nessuno è escluso, porte aperte anche dall'estero. Battezzato dall'Unione europea nasce così un nuovo soggetto, un istituto di credito dimezzato, un ibrido tra banca e "altro". Con un suo nome, istituto di pagamento. Perché la linea di demarcazione con le aziende di credito è netta: non si fa banca, non si trattano titoli, né si vendono mutui. Solo piccoli presiti, massimo di 12 mesi e legati a all'acquisto di qualcosa. Semplicemente con i nuovi conti di pagamento si vogliono facilitare gli scambi, con un occhio di riguardo ai piccoli importi, togliendo di mezzo un po' di contanti e aprendo le porte alla concorrenza. La prima pietra fu messa tre anni fa. Recepita la direttiva, ieri la Banca d'Italia ha emanato le prime norme.
Con il conto di pagamento, che potrà essere alimentato da versamenti in contanti, dallo stipendio o dalla pensione, si potrà fare quasi tutto: versare, prelevare, saldare bollette, fare bonifici, mandare soldi all'estero, pagare anche con i telefonini o dal computer. Nato per spendere e non per accumulare, sul conto non è previsto un tasso di interesse a favore del cliente, ma ad attirarlo saranno sconti e promozioni.
Di operatori pronti a partire ce ne sono già. Ma dovranno avere le spalle grosse. Le norme della Banca d'Italia non lasciano spazio a dubbi: la vigilanza sarà la stessa che Palazzo Koch riserva alle aziende di credito. Sul patrimonio, sulla trasparenza e sull'onorabilità della governance. L'impianto logico di vigilanza è unico, non ce ne saranno di serie A e B. E questo vale sia per chi sottoscrive il conto (la riservatezza, per esempio), che per chi lo offre.
In pista ci sono già Carrefour e la Coop e le società di telefonia, orientate però ad appoggiarsi ancora alle banche. "Non solo c'è interesse, ma siamo anche uno dei pochi soggetti che parte con qualche vantaggio - spiegano alla Coop - perché siamo anche nella telefonia". A Bologna ci stanno lavorando da tempo e puntano soprattutto ai micropagamenti. Tutto pronto anche a Carrefour Italia, interessato da sempre a espandere il core business. Non solo. "La metà dei nostri pagamenti è in contanti - spiegano a Carrefour - con tutte le problematiche legate alla gestione del cash, mentre il costo delle transazioni elettroniche è ancora elevato". Più titubanti alla Sma. "Non è il nostro core business - dicono alla direzione - vedremo e poi decideremo". Dal fronte telefonia è pronta Telecom, che nel 2010 lancerà speciali sim card per pagare via sms molti servizi. Ma l'ottica è diversa: "Non vogliamo sostituirci alle banche". Stessa strategia a Vodafone, che lancerà servizi di mobile banking. E i consumatori cosa ne pensano? "È un'apertura alla concorrenza - dichiara Rosario Trefiletti (Federconsumatori) - mi lasciano perplesso i prestiti, non vorrei che i tassi di interesse volassero, come sulle carte revolving".
Nessun commento:
Posta un commento