
Conta 650 iscritti ed è l'equivalente di Facebook, con il piccolo particolare che si entra solo su invito e che per accedere devi essere uno che conta.
Business and Luxury lifestyle: ecco cosa possiamo trovare in questa piccola isola felice e ricchissima della galassia 2.0 chiamata Total Prestige, definito per l'appunto il social network per nababbi. Si tratta insomma dell'equivalente per le élite dei soliti Facebook e MySpace. Si viene ammessi solo su invito di uno degli attuali 637 iscritti ricchissimi che, in questo privilegiato luogo, chiacchierano di business, charity, glamour e entertainment, come nella migliore tradizione dell'high-society, senza dimenticare quel po' di impegno filantropico che serve a scrollarsi di dosso i sensi di colpa.
In realtà Total Prestige, ovvero Prestigio Totale, è soprattutto un social network professionale, come spiega il New York Post, dedicato a creare nuove opportunità d'affari tra persone affidabili, ovvero tra ricchissimi. Con questo obiettivo si divulgano gli eventi più glamour, apparentemente vacui ma in realtà studiati ad arte per allacciare partnership e stringere amicizie professionali. Il sito dell'alta società è stato appena finanziato con 1 milione di dollari dal fondo privato newyorchese Ferrata Capital, tra i cui soci figura Frank DeRose che si candida a diventare Ceo dell'elitario sito, animato anche dall'ex modella Rose Marie Perez.
Altro che "poke" (gli 'ehi tu!' su Facebook) insomma: sul social-network cui si accede solo su invito gli iscritti chiedono consigli del tipo: "come evitare i pirati quando passo con lo yacht lungo la costa somala?". Tra gli illustri iscritti figura Jamal A. Al Akkad (uno dei più ricchi signori del petrolio), la contessa Vanessa Kosta Pomponi di Montecarlo, l'attore Daniel McVicar. Un social diary tiene traccia di tutti gli appuntamenti, sempre molto esclusivi. Nel sito scorre una galleria fotografica in cui figurano tutte le icone del bel mondo: l'uomo con sigaro, la bella donna con tacco vertiginoso, il vestito lungo rosso valentino, lo yacht, i diamanti, i motori potenti, i viaggi esclusivi.
Tutto nacque da un circolo fondato in Svizzera 15 anni fa per riunire i top-manager amanti del lusso e farli dialogare, in cerca di spunti di business e di idee promettenti per diventare ancora più ricchi. Poi venne il web 2.0 e dall'embrione di questo progetto è nato un vero e proprio sito di seconda generazione, con la differenza che in questo caso la quantità di iscritti non è un vanto, anzi, da una parte sforare un certo numero ne svaluterebbe lo spirito dichiaratamente e volutamente per pochi.
In realtà esistono altre community di nicchia, come Small World, che conta 300.000 iscritti tra cui 15.000 direttori generali, 3.500 laureati ad Harvard e nomi come Naomi Campbell, Paris Hilton, e Quentin Tarantino. Tutte anticamere virtuali del jet set internazionale, tutte realtà molto selezionate, con le dovute differenze. Una cosa hanno in comune questi siti di social network d'élite: si parla quasi solo d'affari, anche se con la scusa dell'amicizia.
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