27 lug 2011

I Cfo made in Italy in coda all'Europa

I Cfo italiani guadagnano meno della maggior parte dei loro colleghi europei, lavorano in aziende più piccole, hanno in previsione di assumere un numero ridotto di collaboratori per il settore finanziario nel corso del 2011 ma in compenso sono tra i più indipendenti del mondo nei confronti delle decisioni dell'amministratore delegato dell'impresa nella quale operano. 
Il ritratto, dettagliato e approfondito, dei Chief Financial Officer, lo ha tracciato la società di recruiting Michael Page International che ha intervistato oltre 2.400 direttori finanziari di altrettante aziende in ogni angolo d'Europa (l'8 per cento di essi è italiano) e ha comparato le loro risposte per capire valori e criticità della professione, livelli retributivi, responsabilità aziendale, qualifiche e opportunità di carriera di queste figure manageriali. Lo studio, che è stato portato avanti nei primi mesi dell'anno, permette quindi di delineare somiglianze, differenze e asimmetrie di un Cfo europeo nel parallelo con l'Italia. Differenze che partono, appunto, dai livelli retributivi: «Nel nostro Paese i direttori finanziari guadagnano in media tra i 90 e i 95 mila euro all'anno - spiega Luca De Finis, responsabile della divisione Finance di Michael Page International -, con una forbice che va dai 70 mila ai 120 mila euro. Siamo in una posizione più bassa rispetto ai migliori performer ma andiamo abbastanza bene se ci relazioniamo ai professionisti spagnoli e portoghesi». A incidere in maniera pesantemente negativa sugli stipendi dei Cfo e dei Finance Director, spiega ancora l'analisi, ci sono due fattori: il primo è il costo del lavoro più alto rispetto ad esempio al nord Europa; il secondo è invece la pressione fiscale, che erode gran parte del guadagno dei manager. «Una dimostrazione in questo senso arriva dai Paesi germanofoni, come la Svizzera o appunto la Germania - prosegue De Finis -. Lì i Cfo guadagnano decisamente più della media europea, mentre l'Italia si pone a metà classifica, con delle buste paga decisamente più basse rispetto ai due leader internazionali ma sopra Spagna e Portogallo, nei quali registriamo le retribuzioni più basse». Secondo lo studio, gli stipendi medi dei direttori finanziari italiani si aggirano tra i 90 e i 95mila euro annui lordi, con punte che superano i 120mila euro ma che non scendono mai sotto i 70mila. In particolare, dei quasi duecento Cfo intervistati da Michael Page in Italia, il 42% ha dichiarato di guadagnare più di 120mila euro annui: «In Svizzera, invece, questa percentuale sale al 90 per cento proprio per effetto di una minore pressione fiscale». Ma la retribuzione è legata non solo al Paese in cui il Cfo opera ma anche alle mansioni che gli vengono affidate. La ricerca, in questo senso, svela che i manager non si occupano solo di finanza aziendale: il 67% di essi dichiara di avere anche compiti amministrativi, il 48% ha mansioni di tipo legale e il 37% di coordinamento delle risorse umane. «Nelle aziende corporate i professionisti percepiscono retribuzioni più alte perché hanno responsabilità su diverse aree aziendali, e questo vale sia all'estero sia in Italia, dove un singolo Cfo può coprire varie mansioni». Ruoli svolti in affiancamento all'amministratore delegato della società, di «cui il manager diventa una sorta di consigliere, con un ruolo proattivo», conclude il responsabile Finance di Michael Page. 

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