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LA SUCCESSIONE - «Non c'è alcuna possibilità che nasca un esecutivo del genere. Anche i leghisti, dove vuole che vadano? Tutti quelli che si staccano fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini. Quelli del Fli ormai sono inesistenti. Il loro progetto politico - una volta fallito l'assalto del 14 dicembre - è il nulla. Ero solo io il loro obiettivo». D'altronde, argomenta, è logico che siano partiti i movimenti in vista di un cambio della guardia, anche se non esattamente dietro l'angolo, spiega il premier. «Sono le nuove generazioni. È giusto. Capiscono che io e Umberto prima o poi dobbiamo essere sostituiti. E si preparano. Con una piccola differenza rispetto al Pdl: ci sono tanti giovani di valore come Reguzzoni o Cota, ma non hanno ancora trovato il successore di Bossi», afferma il capo del governo, convinto che tutta la coalizione accetterà Alfano come suo successore: «Credo che siano tutti d'accordo. Io farò la campagna elettorale e aiuterò Angelino. Farò il "padre nobile". Cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il presidente del consiglio». Non manca una stoccata, pesante, a Tremonti: «Pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così. Ma è l'unico che non fa gioco di squadra».
MANOVRA - Il capo del governo si è anche soffermato sul tema del taglio delle tasse. «Sulle tasse andiamo comunque avanti. È chiaro che la situazione è difficile. Abbiamo cercato soprattutto di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Negli altri Paesi lo hanno fatto. Hanno tagliato i dipendenti pubblici e i loro stipendi. Detto questo, la modificheremo: correggeremo il super bollo sulle autovetture e qualcosa sulle tasse la faremo». E Tremonti? «Lui è preoccupato dai mercati. Lo capisco. Ma gli ricordo sempre che in politica il fatturato è composto dal consenso e dai voti. A lui il consenso non interessa, a noi sì. Quindi, fermi restando i saldi, noi la manovra la cambieremo in Parlamento».
RAI - Berlusconi ha poi parlato dei suoi rapporti con la Rai. La struttura Delta per il controllo della Rai nel 2005? «Ma quale stru
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