8 lug 2011

E SULLA RAI: «MA QUALE STRUTTURA DELTA. SE FOSSE VERO SAREBBE UNA STRUTTURA DI COGLIONI» Berlusconi: «Nel 2013 non mi candido»

L'annuncio del premier su un quotidiano: «Ci sarà Alfano». Stoccata a Tremonti: «Non fa gioco di squadra»

MILANO - Silvio Berlusconi non sarà il candidato del centrodestra nel 2013 e per la poltrona di premier correrà Angelino Alfano. Il presidente del Consiglio lo conferma con chiarezza in un'intervista al quotidiano La Repubblica, aggiungendo: «Io, se potessi, lascerei già ora...». Però non si può. «Infatti non mi dimetto - dice il premier - però verrebbe voglia. In ogni caso alle prossime elezioni non sarò io il candidato premier». Quanto al Quirinale, precisa, «non fa per me», la persona adatta è Gianni Letta». Berlusconi esclude che possa nel frattempo nascere un governo tecnico che lo sostituisca e assicura che il patto con Bossi non vacilla.

LA SUCCESSIONE - «Non c'è alcuna possibilità che nasca un esecutivo del genere. Anche i leghisti, dove vuole che vadano? Tutti quelli che si staccano fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini. Quelli del Fli ormai sono inesistenti. Il loro progetto politico - una volta fallito l'assalto del 14 dicembre - è il nulla. Ero solo io il loro obiettivo». D'altronde, argomenta, è logico che siano partiti i movimenti in vista di un cambio della guardia, anche se non esattamente dietro l'angolo, spiega il premier. «Sono le nuove generazioni. È giusto. Capiscono che io e Umberto prima o poi dobbiamo essere sostituiti. E si preparano. Con una piccola differenza rispetto al Pdl: ci sono tanti giovani di valore come Reguzzoni o Cota, ma non hanno ancora trovato il successore di Bossi», afferma il capo del governo, convinto che tutta la coalizione accetterà Alfano come suo successore: «Credo che siano tutti d'accordo. Io farò la campagna elettorale e aiuterò Angelino. Farò il "padre nobile". Cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il presidente del consiglio». Non manca una stoccata, pesante, a Tremonti: «Pensa di essere un genio e crede che tutti gli altri siano dei cretini. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così. Ma è l'unico che non fa gioco di squadra».

ttura Delta - ha spiegato il premier-. Se fosse vero sarebbe una struttura di coglioni. Non hanno condizionato un bel nulla. La Rai ci è sempre stata contro. Le sembra che siamo mai riusciti a farci fare un favore dalla Rai? Nel Cda poi..meglio che non parlo». Il Dg Lei? «Non la conosco e non mi intrometto».

MANOVRA - Il capo del governo si è anche soffermato sul tema del taglio delle tasse. «Sulle tasse andiamo comunque avanti. È chiaro che la situazione è difficile. Abbiamo cercato soprattutto di non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Negli altri Paesi lo hanno fatto. Hanno tagliato i dipendenti pubblici e i loro stipendi. Detto questo, la modificheremo: correggeremo il super bollo sulle autovetture e qualcosa sulle tasse la faremo». E Tremonti? «Lui è preoccupato dai mercati. Lo capisco. Ma gli ricordo sempre che in politica il fatturato è composto dal consenso e dai voti. A lui il consenso non interessa, a noi sì. Quindi, fermi restando i saldi, noi la manovra la cambieremo in Parlamento».

RAI - Berlusconi ha poi parlato dei suoi rapporti con la Rai. La struttura Delta per il controllo della Rai nel 2005? «Ma quale stru

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