12 giu 2011

UN VIDEO PER INCORAGGIARE I SEGUACI A COLPIRE USA Al Qaeda: «Leader occidentali, obiettivi facili. Guardate Berlusconi e il Papa»

Azzam «l'americano» cita l'aggressione al premier con la statuetta del Duomo e la donna avvcinatasi al Pontefice

Silvio Berlusconi colpito con la statuetta del Duomo
Silvio Berlusconi colpito con la statuetta del Duomo
WASHINGTON – E' una delle ultime produzioni di "As Sahab", la sigla che distribuisce i filmati di Al Qaeda. E vi compaiono numerosi esponenti del gruppo. Tra loro Azzam l'americano, il militante nato in California e diventato una delle voci del movimento. Nel video, diffuso il 2 giugno, Azzam invita i seguaci alla Jihad individuale e cita due episodi per dimostrare come sia facile colpire i leader occidentali. Il primo riferimento riguarda il tentativo di una donna di avvicinarsi al Papa durante le Messa di Natale del 2008. Il secondo è l'aggressione, con il lancio della statuina a forma di Duomo, contro il premier Silvio Berlusconi a Milano.

PROTEZIONE RELATIVA - A giudizio del portavoce – il cui vero nome è Adam Gadahn – si


 tratti di eventi che dimostrano come la protezione sia relativa. Un uomo armato anche di una semplice pistola avrebbe potuto fare molti danni. Inoltre il portavoce afferma che un colpo portato in un paese occidentale ha un grande impatto propagandistico. Azzam consiglia ai seguaci di Al Qaeda a essere molto prudenti e a non fidarsi di nessuno. Esaminando numerosi arresti di terroristi in Usa o in Europa, il portavoce li spiega con le scarse misure di sicurezza adottate da queste cellule. Ma se i mujahedin sono attenti, evitano di parlare troppo – è il suo consiglio – le probabilità di successo crescono. Va, poi, allargata la lista dei bersagli: giornalisti, personalità dell'economia e qualsiasi obiettivo poco protetto. Per gli esperti dell'intelligence l'analisi di Gadahn conferma le difficoltà dei qaedisti nell'organizzare attacchi complessi. L'appello alla Jihad individuale ne è la prova: significa – affermano gli analisti – che il movimento deve affidarsi allo spontaneismo e probabilmente incontra problemi nel creare network come in passato. E anche quando c'è una struttura – come è avvenuto con il fallito attacco al jet Northwest – l'azione è affidata ad un singolo attentatore. Altri osservatori, pur concordando con questa interpretazione, invitano a non sottostimare le capacità di alcuni gruppi basati nello Yemen e in Pakistan.

Nessun commento: