6 mag 2011

Socialismo in Porsche, imbarazzo per Dsk

Strauss-Kahn ripreso su una Panamera S da 100 mila euro: malumore a sinistra

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI
 - Una Porsche intralcia, anche solo un po', il percorso di Dominique Strauss-Kahn verso l'Eliseo. È una Panamera S nera a quattro posti, valore di mercato circa 100 mila euro, purtroppo non nella versione ibrida che pure esiste e salverebbe un po' la situazione, ma un bolide a benzina da 400 cavalli e 285 chilometri all'ora di velocità massima. Un fotografo ha immortalato l'istante in cui il direttore generale del Fondo monetario internazionale a Washington, e probabile sfidante socialista alle presidenziali dell'anno prossimo, sale in macchina con la moglie Ann Sinclair, in una visita lampo a Parigi.

«Dalla rosa nel pugno al volante della Porsche», ha ridacchiato l'amico fraterno di Sarkozy ed ex ministro dell'Interno, Brice Hortefeux, già in piena attività per preparare la campagna elettorale del suo capo: «La rosa nel pugno» è il libro scritto nel 1973 dal primo (e unico) presidente socialista della V Repubblica, François Mitterrand, oltre a essere il simbolo del Ps; «il volante della Porsche» verrà probabilmente rinfacciato in eterno a Dsk, l'uomo che si divide tra la villa di Marrakech, l'appartamento di place des Vosges, la casa in mattoni rossi di Washington e la circoscrizione di Sarcelles, una delle banlieue più dure di Parigi. Il rapporto della sinistra con i segni esteriori della ricchezza è da sempre tormentato, ne sa qualcosa in Italia Massimo D'Alema con le sue celebri scarpe da 1,5 milioni di lire. Nel caso di Strauss-Kahn, non è un mistero che si tratta di un milionario sposato a una donna più ricca di lui, la prima anchor woman di Francia nonché ereditiera del mercante d'arte newyorchese Paul Rosenberg (l'agente di Picasso e Matisse, tra gli altri). E allora, dov'è lo scandalo? Nella patria della gauche caviar, la ricchezza non è un peccato, semmai bisogna lottare per renderla accessibile a quante più persone possibile.

Il problema, quindi, è stilistico. Dopo anni di accuse a Nicolas Sarkozy e al suo stile bling bling, fatto di feste da Fouquet's, vacanze sullo yacht di Bolloré e Rayban a specchio, molti avrebbero preferito vedere Strauss-Kahn su una più austera Volvo, o una patriottica Citroën. E se l'auto non è sua ma di un amico, che gente frequenta l'erede di Mitterrand, che guidava una Renault 5? Bruno Le Roux, uomo del rivale socialista François Hollande, lascia cadere che «almeno, François a Parigi gira in bicicletta...». Un altro socialista, Pierre Moscovici, lo difende: «È partita la campagna denigratoria della destra, condotta a colpi di fialette puzzolenti». Prima di aggiungere: «Comunque, in vista delle presidenziali, bisognerà fare attenzione a ogni immagine». Il popolo di sinistra è pronto a votare un socialista facoltoso, ma la Porsche è ancora troppo.

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