18 mag 2011

Inchiesta Enav, si costituisce Di Lernia accusato di false fatturazioni per 6 milioni

Il manager latitante da mesi si è costituito in aeroporto:

con alcune società avrebbe evaso le imposte e costituito fondi neri per corrompere funzionari pubblici

Il palazzo dell'Enav a Roma (foto Ansa)
Il palazzo dell'Enav a Roma (foto Ansa)
ROMA - Era accusato di evasione fiscale per una serie di false fatturazioni nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav, ma l'ordine di custodia in carcere lo aveva sorpreso mentre si trovava all'estero. Mercoledì mattina è rientrato a Roma e, nell'aeroporto di Fiumicino , si è costituito Tommaso Di Lernia.
L'imprenditore titolare della Print System, che era latitante da alcuni mesi, ha scelto di mettersi a disposizione degli inquirenti romani che indagano sugli affari poco chiari intorno all'Ente nazionale di assistenza al volo.

Il verbale di interrogatorio di Lorenzo Cola
Il verbale di interrogatorio di Lorenzo Cola
SOCIETA' CIPRIOTE - Di Lernia è indagato insieme a Lorenzo Cola (che è ai domiciliari) - l'ex consulente esterno di Finmeccanica arrestato l'estate scorsa per un presunto riciclaggio milionario -, in merito a lavori affidati da Enav a società esterne: l'ipotesi di reato è legata ad appalti ad una sua società relativi anche a lavori nell'aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.
In veste di legale rappresentante della Print System srl, è accusato di «azioni esecutive... anche al fine di consentire l'evasione delle imposte dirette e indirette a Selex si spa, l'emissione di fatture relative a operazioni inesistenti», tra il 2009 e il 2010, per un importo complessivo di 1 milione e 99 mila euro. Ma anche, in concorso con Lorenzo Cola, di aver evaso «le imposte dirette e indirette avvalendosi di fatture relative ad operazioni inesistenti emesse nel 2009 dalle società cipriote Antinaxt Trading Limited, con sede a Nicosia, per un ammontare pari a 3.393.560 euro e dalla società Esmako Limited per un ammontare pari a 1.385.822,80 euro».
Di Lernia si trovava negli Stati Uniti. Nel capo di imputazione il pm Paolo Ielo spiega che il reato sarebbe «aggravato per essere stato commesso anche al fine di realizzare le provviste per l'erogazione di utilità a pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio per il compimento di atti contrari ai doveri del loro ufficio».

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