In vista delle nozze reali accelerata la riforma della legge salica. Il vicepremier Nick Clegg dice di avere avviato i colloqui con i Paesi del Commonwealth per assicurare alle donne il diritto alla successione al trono
LONDRA - Il vicepremier Nick Clegg accelera le procedure per cambiare la legge per la successione al trono e la regina dà il suo beneplacito. Il leader dei liberaldemocratici, titolare anche del ministero per le Riforme costituzionali, ha confermato ieri alla Bbc di avere avviato i colloqui con i Paesi del Commonwealth per assicurare alle donne il diritto alla successione al trono e fonti non ufficiali sostengono che la regina è favorevole a una legge al passo con i tempi. Finora, infatti, le principesse potevano diventare regine soltanto se - è questo il caso di Elisabetta - non c'erano fratelli a poter succedere ai genitori.
Lo scorso gennaio la stampa britannica aveva già parlato delle intenzioni di Clegg, riferendo però che il premier conservatore David Cameron non era ansioso di porre mano alla questione e che Buckingham Palace non era d'accordo. Il cambiamento della legge salica non ha a che vedere soltanto con la Gran Bretagna: il monarca inglese è anche capo di stato dei 15 Paesi del Commonwealth, sicché l'innovazione richiede una riforma in 16 stati. Uno dei motivi che avevano finora spinto la regina a non pronunciarsi potrebbe quindi essere il timore che la discussione rinfocoli le spinte repubblicane in alcuni Paesi del Commonwealth, tra cui l'Australia.
Il tasto toccato da Clegg per la riforma è quello della modernizzazione dello Stato e ha definito la norma delle legge salica "un po' antiquata". Tuttavia prima che il Parlamento cambi la legge passerà del tempo. Lanciato il sasso, Clegg si è affrettato a precisare che non si tratta di una priorità politica e in ogni caso i contatti avviati con i Paesi del Commonwealth implicano soltanto consultazioni, senza alcuna richiesta ufficiale.
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