13 mar 2011

Paura nucleare, 170 mila evacuati

LA TV: «DISTRUTTA LA GABBIA DEL REATTORE». DANNEGGIATO ANCHE UN SECONDO SITO NUCLEARE


Esplosione nella centrale di Fukushima: 9 contaminati, 160 a rischio. Appello alla popolazione: «Non uscite»

La centrale nucleare di Fukushima (Reuters)
La centrale nucleare di Fukushima (Reuters)
MILANO - Sul Giappone, colpito dal terremoto e dallo tsunami, aleggia ora anche lo spettro della contaminazione nucleare. Una esplosione si è verificata infatti nella centrale di Fukushima N°1, a 250 km da Tokyo, la stessa all'esterno della quale già venerdì era stata registrata attività radioattiva superiore ai limiti, tanto da indurre il governo a decretarel'obbligo di evacuazione per un raggio di dieci chilometri.L'Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare e industriale ha spiegato che l'incidente è stato valutato a livello 4 su una scala di sette. Le persone già contaminate dalle radiazioni sono nove, mentre in 160 sarebbero a rischio. Gli abitanti evacuati dall'area circostante alla centrale danneggiata sono 170 mila. In serata, un responsabile della sicurezza dei siti nucleari giapponesi ha segnalato che in un altro reattore, il numero tre, della centrale di Fukushima Daiichi (la numero uno) è stato danneggiato il sistema di raffreddamento d'emergenza. In una conferenza stampa, un responsabile dell'Agenzia di sicurezza atomica giapponese ha detto che il sistema di raffreddamento non funzionerà ancora a lungo e che bisogna intervenire urgentemente per mettere in sicurezza il liquido di raffreddamento.

L'INCIDENTE - La televisione Nhk ha mostrato una nuvola di fumo bianco sopra la centrale. L'esplosione è stata molto più potente delle stime iniziali, al punto che, stando alle informazioni fornite dalla tv, si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Mentre la Tapco, l'ente gestore dell'impianto, ha assicurato che la struttura di contenimento è «intatta». Il tetto e parte delle mura dell'edificio sono crollate e alcuni operai sarebbero rimasti feriti. Il livello di radioattività attorno alla centrale nucleare con il passare delle ore è comunque diminuito. Lo ha reso noto in serata l'Aiea, l'Agenzia dell'Onu per l'energia atomica, dopo avere ricevuto una comunicazione da Tokyo. Le autorità nipponiche hanno fatto sapere che attorno all'impianto, danneggiato dal possente sisma, era stato registrato inizialmente un aumento della radioattività e che nelle ultime ore i livelli sono «scesi». L'Aiea ha inoltre reso noto di essere stata informata del fatto che l'esplosione registrata nella centrale di Fukushima si è prodotta al di fuori della struttura di contenimento primaria.

L'AREA SGOMBERATA - Vista la gravità della situazione, il governo ha esteso a 20 chilometri l'area da sgomberare per motivi di sicurezza. Le notizie giungono frammentarie perché anche i giornalisti hanno difficoltà a raggiungere la zona. L'inviato di SkyTg24 ha svelato anche un episodio emblematico di quanto sta accadendo e del tentativo delle autorità di contenere eventuale panico: un giornalista della tv di Stato avrebbe parlato di un fuggi fuggi da parte degli addetti della centrale e subito dopo si sarebbe sentita una voce fuori campo dire chiaramente: «Questa è una notizia che non andava letta».

La nuvola di fumo che si solleva dalla centrale di Fukushima  immortalata da una videocamera a distanza (Reuters)
La nuvola di fumo che si solleva dalla centrale di Fukushima immortalata da una videocamera a distanza (Reuters)
APPELLI ALLA POPOLAZIONE - In mattinata le autorità avevano misurato il livello di radiazione all'entrata dell'impianto di Fukushima-Daiichi alle 15,29 ora giapponese, ammettendo che la gente fosse stata esposta a questo livello di radiazioni per un'ora avrebbe ricevuta la stessa quantità di radiazioni che si assume normalmente in un anno. A quanti abitano nell'area più vicina all'impianto nucleare, quella parte che non è stata ancora evacuata, è stato chiesto di rimanere in casa e non aprire né porte né finestre. La tv ha anche consigliato gli abitanti della zona vicino alla centrale nucleare di proteggersi contro le radiazioni. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità.

GLI IMPIANTI DANNEGGIATI - In ogni caso, resta alto l'allerta su tutte le centrali nucleari messe alla prova dal sisma. Nella zona più direttamente colpita dal terremoto e dal successivo tsunami sono almeno una decina gli impianti in funzione. E almeno un paio di essi sono stati seriamente danneggiati. Oltre alle vicende che riguardano Fukushima N1 (la Fukushima-Daiichi), problemi di raffreddamento si sono verificati anche in una seconda centrale nucleare, quella di Fukushima-Daini, la N.2. A comunicarlo all'agenzia stampa Kyodo è stata la Tokyo Electric Power Company, citata dalla Bbc. A non funzionare è in questo caso il sistema di raffreddamento di tre reattori. L'impianto in questione si trova a una distanza di 11 km dal primo, ancora sotto osservazione. Nella centrale Fukushima N.1, erano stati rilevati livelli di radioattività 1000 volte più alti della norma, all'interno della sala di controllo. Nell'area esterna erano stati registrati, invece, livelli 8 volte superiori alla soglia critica. Valori che comunque, stando a quanto affermato dalla tv pubblica nipponica, non costituirebbero pericolo per la salute pubblica.

RISCHIO BLACK OUT A TOKYO - La stessa Tokyo Electric Power (Tepco) ha poi lanciato l'allarme sul rischio di un black out elettrico nella capitale e nei suoi dintorni, a causa dei danni provocati alle centrali che alimentano la regione. La società ha invitato i cittadini a ridurre il consumo di corrente elettrica, aggiungendo che la domanda potrebbe eccedere le sue capacità a fine giornata. Tepco ha chiesto aiuto alle altre società che alimentano il resto del Paese, stando a quanto riferito dall'agenzia Kyodo. L'azienda risente proprio dei problemi registrati nelle due centrali nucleari della prefettura di Fukushima. dopo l'emergenza nucleare seguita alla esplosione nella centrale, Tokyo ed altre città nipponiche hanno spento le luci di alcuni edifici simbolo, per risparmiare energia elettrica. Restano al buio ad esempio, nella capitale, la Tokyo Tower, il Rainbow Bridge, la torre che tocca il cielo (di Tsutenkaku) simbolo di Osaka, e il ponte della baia di Yokohama.

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