LONDRA – E ora tocca al capitolo Kazakhstan il più controverso per il principe Andrea accusato di essersi accompagnato al miliardario americano Jeffrey Epstein condannato per pratiche sessuali oltre i limiti della legge anche con minorenni. Un'amicizia pericolosa, perché a casa di Epstein, Andrea, ci è andato in più occasioni e non si è negato ai fotografi che lo hanno ritratto con una giovanissima massaggiatrice.
Ombre che incrociano quelle sul business,quelle, cioè, che nelle ultime ore si sono addensate sul ruolo di ambasciatore per il commercio britannico ricoperto dal figlio di Elisabetta II. Mentre l'ex moglie Sarah Ferguson confessava, pentita, di aver accettato danari da Epstein per far fronte al cronico indebitamento che l'affligge e si scusava, urlando, in senso metaforico, che il suo era stato un "gigantesco errore", il mondo dell'impresa britannica faceva un passo indietro. Un po' più lontano da Andrew.
Il sostegno del business alle attività del principe, sbandierato ieri dal governo, s'è dissolto improvvisamente. Si trattava - hanno precisato informalmente – di vecchie considerazioni che i gruppi industriali sollecitati non hanno voluto ribadire. Non solo: David Cameron ha rifiutato di esprimersi sul destino futuro del principe, mentre il ministero del commercio non ha confermato se il prossimo viaggio a Riad del terzogenito di Elisabetta II sia ancora in programma.
Tremori in attesa del crollo? Scosse certamente, che potrebbero assumere un'intensità del tutto diversa se il caso Kazakhstan dovesse esplodere. Al centro della liaison c'è Goga Ashkenazi, spettacolare trentenne jet setter kazaka che ha introdotto Andrew a Timur Kulibayev genero del presidente-despota, kazako,Nursultan Nazarbaev in corsa per la presidenza a vita dell'ex repubblica sovietica. Kulibayev ha acquistato la proprietà di Sunninghill, regalo di nozze della regina al figlio, venduta a un prezzo superiore a quello richiesto. Pratica non rara nel real estate britannico anche se tre milioni di sterline in più sono un premio…sospetto.
Tanto lo zelante Kulibayev, gestore del fondo sovrano kazako che amministra una quarantina di miliardi di dollari, avrebbe versato al principe oltre il prezzo sollecitato. Il sospetto è che dietro tanta generosità ci fosse la richiesta di un po' di lobbismo da parte del principe nella City a favore di investimenti targati Astana, la futurista capitale kazaka. In altre parole, il sospetto dei più critici, è che Andrea abbia agito come ambasciatore al contrario, spendendo buone parole per il paese di Nazarbaev oltre a promuovere le attività del Regno. Sospetti, dicevamo, nulla di più. Per ora.
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