E CITANDO TOQUEVILLE: «COSÌ CI OPPONIAMO ALLA DITTATURA DEI GIUDICI»
«Lui e i suoi sono giustizialisti, da sempre d'accordo con le componenti di sinistra della magistratura»
-
NOTIZIE CORRELATE
-
Riforma della giustizia, sì dal governo. Il premier: «In aula avrò soddisfazione» (10 marzo 2011)
-
Le toghe: «È una riforma punitiva» D'Alema: «Premier principale ostacolo» (10 marzo 2011)
| |
| Silvio Berlusconi (Afp) |
«STATALISTI E GIUSTIZIALISTI» - «Dal 1994 in poi nelle campagne elettorali ci siamo impegnati a rifondare la giustizia - dice Berlusconi -, ma i nostri sforzi sono stati puntualmente vanificati perchè Fini e i suoi, giustizialisti e statalisti, si sono messi sempre di traverso, in accordo con le correnti di sinistra della magistratura». E ancora: «Ora che Fini e i suoi non sono più con noi, la maggioranza - anche se più limitata nei numeri - è più coesa e determinata e questo ci consentirà di portare in Parlamento una riforma costituzionale della giustizia assolutamente equilibrata e moderna».
«NO A DITTATURA DEI GIUDICI» - Il leader del Pdl torna a sottolineare che non si tratta di una legge ad personam, «perché non si applica ai processi in corso», ma di un provvedimento in grado di «restituire ai cittadini la fiducia in un servizio fondamentale dello Stato quale deve essere la giustizia giusta, che si ottiene attraverso un giusto processo, il processo dove l'accusa e la difesa sono poste sullo stesso piano di fronte a un giudice finalmente terzo, finalmente indipendente dal pm». Citando Toqueville, spiega poi che la riforma serve per evitare la «dittatura dei giudici» ed esorta i suoi a stare vigili perché «nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dovremo rispondere ai numerosi attacchi che la sinistra e le toghe rosse hanno già iniziato a rovesciarci addosso».
Nessun commento:
Posta un commento