9 mar 2011

Gheddafi torna ad accusare l'Occidente

Obama e Cameron non escludono l'intervento diretto: 

«Creare una no-fly zone è fra le misure allo studio»

MILANO - Il leader libico Muammar Gheddafi ignora l'ultimatum dei ribelli e lancia accuse verso Occidente. In particolare alla Francia. «Vogliono colonizzare di nuovo la Libia», ha tuonato il colonnello in una intervista all'emittente LCI. «È un complotto colonialista» ha detto in un'intervista, diffusa dalla tv francese Lci. Alla domand se avesse intenzione di adottare «misure di rappresaglia contro la Francia», il leader libico si è limitato a rispondere : «Si vedrà», dicendosi fiducioso su future «visite» in Europa una volta che «tutto questo sarà finito». Martedì il Raìs era tornato a minacciare l'Europa con l'arma dell'immigrazione. «Ogni attentato alla sicurezza e alla stabilità della Libia avrà necessariamente ripercussioni sulla sicurezza in Africa del Nord, nel bacino del Mediterraneo e in Europa», ha affermato in un colloquio telefonico con il premier greco George Papandreou, secondo quanto ha riportato l'agenzia di Stato libica, la Jana. Nulla, invece, il colonnello ha detto sull'ultimatum dei ribelli: se lascerà il potere entro 72 ore, rinunceranno a perseguirlo per i crimini da lui commessi. Una proposta che il rais non avrebbe preso affatto in considerazione, come conferma la situazione sul terreno.

COMBATTIMENTI - Gheddafi ha lanciato una nuova, massiccia controffensiva: a ovest, sulla città di Zawiya e a est, sulla località di Ras Lanuf, sede di un importante hub petrolifero. La prima è ormai sotto assedio, con il dispiegamento di una cinquantina di carri armati e decine di pick-up carichi di militari per riconquistare la città. A Misurata, invece, i ribelli stanno difendendo le loro postazione contro una dura controffensiva dei fedelissimi del colonnello. Mahmud Jebril, capo del Comitato di crisi del Consiglio nazionale di transizione, ha chiesto l'aiuto dell'Europa, direttamente dalla sede dell'Europarlamento a Strasburgo, cominciando dal riconoscimento ufficiale delle nuove autorità nate dalla rivoluzione. Il figlio di Gheddafi Saif, in un'intervista che verrà pubblicata dal quotidiano bulgaro Troud, ha ribadito che «il mondo intero deve sostenere la Libia nella sua lotta contro i terroristi», che «si sono organizzati in milizie armate e distruggono tutto, uccidono persone innocenti»; secondo Saif in Libia «non esiste alcuna opposizione, ma un autonominato Consiglio composto da dieci persone che non rappresentano che loro stesse».

NO FLY ZONE - Intanto l'Occidente si sta preparando a contromisure. Martedì il presidente americano Barack Obama e il premier britannico David Cameron hanno ribadito che una no-fly zone in Libia è fra le misure allo studio da parte dei due Paesi e dei loro alleati. «Il presidente e il primo ministro si sono trovati d'accordo sulla prosecuzione della pianificazione, anche alla Nato, di tutta la gamma di possibili risposte» alla crisi libica, cioè «sorveglianza, assistenza umanitaria, applicazione dell'embargo sulle armi, e no-fly zone», ha precisato la Casa Bianca in una nota. E in un'intervista a Sky News, il segretario di Stato Hillary Clinton ha confermato che la no fly zone non deve essere un'operazione Usa ma dell'intera comunità internazionale. «Penso che questa decisione debba essere presa dall'Onu», ha commentato.

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