18 feb 2011

Lele Mora ad Annozero: ''Siete dei comunisti di merda'' (il video) E ancora: "Spero che vengano i fascisti a spaccarvi le gambe". La lite con La Russa

Michela Rossetti
È un periodo davvero difficile per Corrado Formigli, l’inviato di Annozero. Dopo essersi preso le tacchettate del ministro La Russa, al giornalista è capitato di prendersi gli insulti di Lele Mora. Che poi ieri sera Santoro ha mandato in onda ad Annozero. Nel corso dell'intervista, Lele Mora, oltre a volgari insulti che avrebbero preso di mira la madre – La Russa aveva già titato in ballo la sorella di Formigli -, ha rivolto al giornalista un pensiero che sa tanto di minaccia: “Siete dei comunisti di merda, spero che vengano i fascisti a spaccarvi le gambe”.
Guarda il video.


Formigli querela La Russa

Riccardo Formigli - l'inviato di Annozero - è pronto a querelare il ministro della Difesa Ignazio La Russa dopo la lite al teatro dal Verme. Lo dice chiaramente in un intervista a La Repubblica: "In genere sono contrario alle denunce. Ma sto pensando di cautelarmi dopo l'incredibile comportamento del ministro. Perché dopo essere stato scalciato dal ministromi ha fatto passare per quello che dava i calci".


"Che c'entra mia sorella"

Formigli tra l'altro è offeso per il fatto che il ministro ha tirato in ballo sua sorella. Alla domanda "Cosa direbbe se fosse accertato che Berlusconi ha ospitato nelle sue abitazioni prostitute minorenni?", La Rissa ha infatti risposto: "Se non lo sai tu. Chiedi a tua sorella". Una frase davvero molto "offensiva" per il giornalista di Annozero.


Scende in campo l'Ordine dei giornalisti

Ad ogni modo, ieri finalmente l'Ordine dei giornalisti si è deciso a scendere in campo in difesa di Fromigli, che si era lamentato pubblicamente del mancato soccorso. "C'è una crescente intolleranza di alcuni esponenti politici nei confronti dei giornalisti. Si deve recuperare un rapporto corretto. Senza se e senza ma deprecole parole del ministro se offende e tira in ballo la sorella di un giornalista".


L'intervista: "La Russa mi ha scalciato"
“Il ministro La Russa mi ha pestato i piedi con forza, quattro o cinque volte, con i tacchi. Poi ha detto che a pestarlo sono stato io e a quel punto - com’era comprensibile che succedesse - sono intervenuti gli uomini della scorta, o della Digos…non so…mi hanno chiesto i documenti e mi hanno identificato. Impedendomi di fare le mie domande insieme al resto dei colleghi”: Corrado Formigli racconta così a Ilsalvagente.it cos’è successo sabato al teatro Dal Verme di Milano, durante la manifestazione indetta dal direttore del Foglio Giuliano Ferrara.

Nel video pubblicato da Il Fatto su YouTube non si vede benissimo la scena.
Lo so. Ma giovedì, durante la puntata di Annozero, le immagini che manderemo in onda saranno chiarissime.

Ma cos’è che ha fatto tanto arrabbiare il ministro?
Io gli ho solo fatto due domande. Se non è una contraddizione politica manifestare per il Family day e poi difendere il bunga bunga. E ancora, cosa dovrebbe fare Berlusconi nel caso venissero dimostrati gli incontri con le prostitute minorenni.
Alla prima domanda il ministro ha riposto che non parla con Annozero, e alla seconda mi ha detto di chiedere a mia sorella. Poi mi ha dato le spalle e ha iniziato a pestarmi i piedi. Come ti ho detto, quattro o cinque volte. A quel punto ho fatto notare che mi stava facendo male, e lui ha gridato che ero io a tirargli calci da dietro…poi sono stato allontanato. I colleghi sono rimasti lì a fare le loro domande. Io no.

Com’era il clima alla manifestazione?
Non era bello. Ferrara sul palco aveva detto poco prima che al posto di Masi avrebbe licenziato Santoro…

C’erano anche cartelloni contro Fazio e la Dandini…
Sì. La cosa grave è che il clima è questo. Ormai non ti vedono più come un giornalista, ma come un soggetto e un nemico politico. Ti tolgono la tua identità professionale.

Credi che sia vero anche a livello più generale, per esempio con Feltri, con i colleghi di Libero o Il Giornale?
Io ne parlerei caso per caso. Per Feltri, ad esempio, il discorso è diverso. Vedi il caso Boffo: in quell’occasione non si è esitato ad usare un documento falso. E lo si è fatto per colpire un avversario politico.
Più in generale, è vero che ormai non c’è un bel clima per i giornalisti. E la cosa grave è anche che ci siamo assuefatti.
L’episodio di sabato con La Russa è eclatante. Se la stessa cosa fosse successa a un collega del Tg4, ad esempio, se gli fosse stato impedito – come è successo a me – di fare domande, io me se sarei andato con lui.

E invece…quali sono state le reazioni dei colleghi? Dalle immagini sembrava che qualcuno trovasse la scena divertente…
Non voglio parlare dei colleghi…il punto è che il livello è davvero scaduto. Ci siamo assuefatti tutti. Se lo stesso episodio fosse successo in un altro paese, se avessero allontanato da una conferenza stampa un giornalista della Bbc, impedendogli di fare domanda, il ministro in questione si sarebbe dovuto dimettere.

Siamo in Italia.
Sì. E’ tutto normale…io non ho ricevuto una telefonata da nessuno. Non mi risulta che l’Ordine dei giornalisti, ad esempio, abbia espresso una parola sull’episodio. Non ho ricevuto alcuna chiamata dalla mia azienda…
Possibile che sia diventato normale non rispondere più alle domande? Che sia diventata una cosa strana - e penso all’intervista del Tg1 a Berlusconi - perfino farle, le domande?

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