18 feb 2011

L'AUTORE SI DIFENDE: VOLEVO SOLO SVELARE IL LATO OSCURO DELLO STATO Inno alla mafia sulle strade e in radio Ma è solo la provocazione di un artista

Fa discutere l'opera multimediale di Davide Valenti. Libera: «Così si fa ironia sulle spalle di tanti morti»

Uno dei manifesti apparsi sui tabelloni pubblicitari a Piacenza
Uno dei manifesti apparsi sui tabelloni pubblicitari a Piacenza
MILANO – Un blog, comunicati su radio locali (ASCOLTA) e tanti manifesti. Affissi contemporaneamente dal 15 febbraio a Piacenza e Favara (Agrigento) e che stanno creando non poco scompiglio. Il motivo? Rappresentano un inno alla mafia. Su uno dei cartelloni pubblicitari l'immagine di una lupara e una pistola accanto allo slogan «Più sicurezza». Su un altro due scritte: una, con tanto di ics sopra, è «tasse 40%», l'altra, con un carattere più grande, «pizzo 20%». In questo caso lo slogan è «Meno estorsione». In ognuno dei manifesti lo stesso logo: «Mafia - un altro mondo».

PROVOCAZIONE - Si tratta di una operazione artistica, che volutamente non è stata resa comprensibile sin da subito come tale, e che forse proprio per questo è diventata una provocazione, suscitando non poche polemiche. A Piacenza il Comune sembrava intenzionato a oscurare i cartelloni, dopo le proteste di alcuni cittadini. Critiche sono arrivate soprattutto dall'associazione «Libera». «Siamo esterrefatti – ha detto Antonella Liotti - perché Piacenza sta ospitando familiari di vittime della mafia e quando arriveranno qui, rischieranno di imbattersi in questi messaggi. Stiamo tenendo incontri in tutte le scuole, e questa operazione fa ironia sulle spalle di tanti morti»'. Anche a Favara, come era prevedibile, le affissioni non sono passate inosservate e si è scatenata una vera e propria caccia ai «responsabili».

I cartelloni della discordiaI cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia    I cartelloni della discordia

«LATO OSCURO» - L'autore è Davide Valenti, un artista siciliano che vive e lavora a Milano. Con i manifesti pro-mafia ha voluto realizzare un lavoro sulla libertà di espressione e sui concetti di bene e male. «La causa remota del progetto – spiega - è la volontà di manifestare la più ampia libertà d'espressione possibile». In sostanza, «la pubblicità di un cattivo, perché non esiste nulla che non abbia motivo di esistere e che non abbia qualcosa di buono». Secondo l'artista, la pubblicità della mafia, in particolare, può «svelare il lato oscuro dello Stato. Sempre, cercando cosa c'è di buono nel male, viene fuori ciò che c'è di male nel bene».

IN MOSTRA – Valenti ha bollato come «atto di censura» l'intenzione di oscurare i cartelloni pro-mafia manifestata dal Comune di Piacenza, dove il progetto è finanziato dalla galleria Placentia Arte. A cavallo tra il 2008 e il 2009 l'artista aveva già tenuto una mostra personale sulla bestemmia alla stessa galleria, dal titolo «God is a palindrome». «L'atto di trasformare la bestemmia in arte, di esprimerla visivamente e di esporla in galleria – scriveva all'epoca a commento della mostra – equivale a giustificarla, a renderla giusta». A Favara il prossimo 19 febbraio, durante un evento culturale, i manifesti «Mafia – un altro mondo» verranno esposti all'esterno del centro culturale Farm Cultural Park.

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