Dieci anni fa, quando Jimmy "Jumbo" Wales lanciò l'idea di una piattaforma della conoscenza partecipativa e plurilingue, di tipo enciclopedico, basata sul web, pochi erano pronti a raccoglierla. L'industria della conoscenza era rigidamente divisa tra chi la produceva, chi la fruiva e chi mediava tra i due gruppi. Scostarsi da questa struttura sembrava assurdo. Eppure Wikipedia è uno dei siti web più grandi del mondo, con oltre 17 milioni di articoli e 365 milioni di lettori in 262 lingue.
Basata sulla semplice idea che la conoscenza sia un patrimonio comunitario piuttosto che individuale, Wikipedia ha invitato chiunque avesse accesso a internet a contribuire a rafforzare le proprie conoscenze attraverso un processo di discussione, costruzione del consenso e collaborazione. A differenza di una normale enciclopedia, forte del suo battaglione di "guerrieri del sapere", Wikipedia si affida ai normali utenti, che utilizzano il potere dell'informazione online per «totalizzare la somma della conoscenza umana».
A un decennio dal suo inizio, la battaglia nata intorno a Wikipedia non si placa. I suoi partigiani esaltano la democratizzazione del sapere e la sfida al regime capitalista dei diritti di proprietà intellettuale che Wikipedia rappresenta. I suoi detrattori, invece, la identificano con nuove concentrazioni di potere, un'ingiusta rappresentazione delle voci alternative e l'appiattimento delle complesse relazioni tra l'umanità e l'informazione. Seguiamo queste guerre-Wiki per vedere quali lezioni possiamo trarne per il futuro del nostro mondo sempre più Wikificato.
01 – stabilire un punto di vista critico
La neutralità del punto di vista (Npv) è uno dei capisaldi teorici attraverso cui Wikipedia garantisce la solidità delle sue informazioni e la governance delle sue comunità. Anziché cercare la "Verità", Wikipedia promuove la "Verificabilità", per cui solo quelle idee che sono già state documentate altrove, e che possono essere addotte come prova, hanno diritto di esistere nel suo universo. Le ricerche originali, le nuove idee, le incursioni artistiche e le risposte emotive non trovano spazio in questo scenario di informazione quasi piatto. La Npv mira a eliminare l'intenzione umana, il desiderio e l'investimento nella conoscenza, a favore di quanto è già documentato. Benché questo si sia dimostrato utile per risolvere dibattiti su argomenti particolarmente delicati o provocatori, non può essere una soluzione sostenibile a lungo termine.
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