Sigilli al cantiere a ridosso del parco: lavori irregolari. Opere diverse dalla concessione, manca ok paesaggistico
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| Luisa Todini (Jpeg) |
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| I lavori nella villa contestati dai vigili (foto dal blog insiemearoma) |
VINCOLO ANTI CEMENTO - La concessione edilizia rilasciata è risultata difforme dalle opere che si stavano effettivamente realizzando, in particolare il fabbricato del box auto era stato unito all'abitazione, trasformando l'originaria tettoia di eternit in una vera e propria area abitativa. Le variazioni effettuate per la chiusura della veranda e del cambio di destinazione d'uso dell'autorimessa a civile abitazione non erano compatibili con la domanda di condono edilizio presentata.
Ma la cosa più grave, riferisce la Municipale, era la mancanza dell'autorizzazione paesaggistica della Regione Lazio a cui è sottoposto l'immobile. Tutta l'area verde di Villa Ada e Monte Antenne rientra infatti nei vincoli di tutela paesaggistica ed è proprio da una comunicazione della Regione Lazio che si sono avviate le indagini culminate questa mattina con il sequestro edilizio.
LA REPLICA - Luisa Todini precisa che l'atto di sequestro è avvenuto solo formalmente nei suoi confronti, ma riguarda attività poste in essere prima dell'acquisto da parte sua della casa in questione dalla società Pasquino di Salini Aldo e C. snc, precedente proprietaria dell'immobile. «La Pasquino Snc, a sua volta, aveva acquistato l'immobile nel 2006 dalla Campidoglio Finance S.r.l., società operante per conto del Comune di Roma nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione. Luisa Todini, in seguito all'acquisto avvenuto nel febbraio 2010, aveva proseguito i lavori, già iniziati dal precedente proprietario a seguito di regolari autorizzazioni ottenute dagli enti competenti, anche in funzione di quanto dichiarato dalla Campidoglio Finance Srl nell'atto di vendita ossia della insussistenza di vincoli. Dopo l'inizio dei lavori, avvenuto il 30 aprile 2010, essendo sorte problematiche relative al cantiere, la proprietà ha deciso a metà giugno spontaneamente, e si sottolinea spontaneamente, di bloccare totalmente i lavori a tempo indeterminato in attesa di chiarire il tutto con gli enti competenti. La stessa proprietaria sottolinea che ha subito presentato istanza finalizzata proprio a conoscere quale fosse la reale situazione urbanistica dell'immobile, alla quale non ha avuto alcun riscontro diretto. Si precisa inoltre che i lavori non sono stati mai più ripresi. Luisa Todini, quindi, nella vicenda in questione è coinvolta solo formalmente, non avendo posto in essere, né chiesto che venisse posta in essere, alcuna attività nel cantiere in violazione delle norme di legge che combattono l'abusivismo edilizio»
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