LA VISITA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA POPOLARE, ORMAI A FINE MANDATO, PUÒ OFFRIRE POCO
Hu Jintao da Obama: grande enfasi sui «comuni interessi» ma agenda limitata
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| Foto Reuters |
Ma la Cina del 2010 è un Paese molto più forte, orgoglioso, sicuramente non più umile. È anche diventato il principale creditore del Tesoro americano, mentre il Paese ancora non si è ripreso dalla crisi. Obama ne è consapevole e cerca di compensare le sue debolezze economiche elevando il profilo politico della visita: metterà Pechino davanti alle sue responsabilità, soprattutto sull'Iran e per la mancata condanna delle aggressioni della Corea del Nord a Seul, e porrà con forza la questione dei diritti umani violati. Questioni che, quando sollevate, portano sempre Pechino a reagire con asprezza, ma che rivelano anche un suo fianco scoperto. Obama, però, ha anche bisogno di individuare un terreno di cooperazione e di dialogo, e quindi cerca di «sedurre» un interlocutore che ormai conosce molto bene e col quale ha rapporti personali cordiali — è l'ottava volta che si incontrano tra vertici internazionali, colloqui all'Onu e la visita del presidente americano a Pechino di fine 2009 — con un doppio ricevimento alla Casa Bianca: quello più riservato, confidenziale, di ieri sera e la cena di Stato di oggi, la prima in onore di un leader cinese negli ultimi 13 anni. Con quali prospettive? Non molte a sentire gli analisti (anche perché Hu è a fine mandato e può offrire poco), se non un rasserenamento del clima fra i due Paesi e l'annuncio di qualche buon affare: sulla questione dello yuan non sono prevedibili mutamenti di rotta di Pechino che vadano oltre l'attuale, lentissima rivalutazione (3,6 per cento in due anni). Qualche cosa di più il presidente spera per la penetrazione delle imprese Usa nel mercato cinese. Anche qui Hu non dovrebbe concedere molto ma, sapendo che Obama ha soprattutto il problema interno di rilanciare l'occupazione, insisterà sugli acquisti di merci Usa (aerei, prodotti agricoli, carne), sulle joint venture e sugli investimenti cinesi negli Usa (energie alternative) che creeranno posti di lavoro negli Stati Uniti.
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