4 gen 2011

Bank of America chiude con i subprime e si prepara al ciclone Wikileaks


MILANO - Bank of America ha guadagnato in Borsa il 5% ieri in seguito agli annunci sugli accordi per ricomprarsi i mutui venduti da Countrywide, la finanziaria dell'immobiliare acquisita nel bel mezzo della bufera finanziaria di due anni fa. In base all'intesa Bofa subirà una perdita non prevista di 2 miliardi di dollari sui mutui e assicurazioni e accantonerà 3 miliardi per obblighi di riacquisto nei confronti delle agenzie specializzate in mutui e nazionalizzate dal governo Usa, Freddie Mac e Fannie Mae.

Le due agenzie statali stavano cercando di ritrasferire a Bank of America i mutui non esigibili che avevano contratto da Countrywide e oggi si è saputo che la banca Usa, attraverso la sua unità specializzata nei mutui per le case e nell'assicurazione, aggiungerà 2 miliardi di dollari di rettifiche sugli avviamenti non cash e non deducibili dalle tasse. Inoltre, Bofa prevede accantonamenti per 3 miliardi di dollari legati al riacquisto di obbligazioni per i mutui residenziali vendute dalle affiliate di Bofa a Freddie Mac e Fannie Mae.

L'accordo mette fine all'incertezza su queste partite e per questo motivo la Borsa festeggia con un rialzo consistente del titolo. "Questi accordi risolvono vecchi contenziosi nel migliore interesse degli azionisti - ha detto l'ad di Bofa, Brian Moynihan - il nostro obbiettivo rimane sempre lo stesso: metterci queste faccende alle spalle e focalizzarci sui servizi ai clienti e correntisti, continuando ad aiutare i proprietari di case a risolvere i loro contenziosi in questo difficile momento".

Ma Bank of America deve fronteggiare un'altra possibile minaccia all'orizzonte: Wikileaks. Oggi si è saputo che un team di 15-20 persone sta conducendo un'indagine interna alla banca con l'obiettivo di analizzare migliaia di documenti e individuare - secondo quanto riportato dal New York Times - problemi relativi nel caso in cui questi divenissero pubblici attraverso Wikileaks che, in novembre, ha dichiarato di essere in possesso di un hard drive di una banca in grado di metterla in ginocchio mostrando un "ecosistema di corruzione".

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, in un'intervista rilasciata nel 2009 al magazine ComputerWorld, aveva dichiarato che il suo gruppo era in possesso di un hard drive da 5 GB appartenente a un manager di Bank of America. Per facilitare l'analisi dell'ingente mole di documenti, Bank of America ha assunto la società di consulenza Booz Allen Hamilton e l'ad Brian Moynihan riceve aggiornamenti regolari sul lavoro in corso. 

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