LONDRA - Per secoli nemici, poi alleati, ora i due vicini di casa diventano "partner strategici": Gran Bretagna e Francia sigleranno oggi due accordi di ampia portata sulla difesa, che prevedono una stretta cooperazione e la condivisione di risorse tra i due paesi. Le intese, una sul coordinamento militare e una sulle armi nucleari, saranno firmate oggi a Londra dal presidente francese Nicolas Sarkozy, in visita ufficiale, e dal premier britannico David Cameron.
Francia e Gran Bretagna, le due uniche potenze nucleari europee e i due paesi dell'Unione che spendono di piú per la difesa, condivideranno l'uso delle portaerei, avranno una brigata in comune con 5mila soldati da ogni paese e con sostegno navale e aereo, condurranno esercitazioni congiunte e faranno ricerche e test in comune sui missili nucleari e su una nuova generazione di sottomarini nucleari. Il centro di ricerche nucleari sará in Gran Bretagna mentre i test verranno condotti in Francia. La portaerei francese Charles de Gaulle e una portaerei britannica in via di costruzione saranno rese compatibili, in modo che solo una possa essere utilizzata dai velivoli di entrambe le nazioni.
L'obiettivo per Parigi e Londra è tagliare i costi ma riuscire a mantenere una difesa all'avanguardia. «Sono convinto che questo legame con i francesi sulla difesa sia nell'interesse sul lungo termine di entrambi i paesi», ha spiegato Cameron al Parlamento. «Ci sono molte aree nelle quali possiamo lavorare insieme e migliorare le nostre capacitá e nel contempo risparmiare soldi». Il governo di coalizione due settimane fa ha tagliato il budget della difesa dell'8%, parte di una drastica riduzione della spesa pubblica per ridurre il deficit.
Cameron ha dovuto placare l'ala piú euroscettica del partito conservatore, la quale teme che questo sia solo l'inizio di un "esercito europeo" e la fine della sovranità britannica in materia di difesa. Il ministro competente Liam Fox invece ha voluto rassicurare Washington affermando che «questo non intacca in alcun modo il nostro rapporto speciale con gli Stati Uniti. Ci permette di ridurre i costi e ci permette di dare il bentornato alla Francia nella Nato».
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