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13 nov 2010

Fini e Bersani da Saviano: è scontro. Masi : "Invitare anche Berlusconi e Bossi"


Il dg: non prevista la presenza di politici. Risponde il capostruttura Mazzetti: «Non violiamo alcuna regola»

Roberto Saviano e Fabio Fazio durante la  prima puntata di «Vieni via con me» (Ansa)
Roberto Saviano e Fabio Fazio durante la prima puntata di «Vieni via con me» (Ansa)
ROMA - E' scontro all'interno della Rai. Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno invitato al loro programmaVieni via con me il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini. E subito è esplosa la polemica. In un primo tempo il dg di Viale Mazzini, Mauro Masi, aveva cercato di bloccare la partecipazione dei due leader politici, ma si era trovato di fronte ad un muro da parte dei responsabili del programma e del capostruttura di Raitre, Mazzetti. In serata si è appreso che lo stesso Masi e il suo vice Antonio Marano hanno chiesto che per rispettare «i criteri di contraddittorio e pluralismo» un analogo invito «riteniamo debba essere esteso allo stesso livello anche al Pdl, Lega, Udc e Idv». Ovvero a Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Pier Ferdinando Casini e Italia dei Valori.

L'AFFONDO DI MASI E MARANO - Tutto comincia quando il vicedirettore generale della Rai Antonio Marano, sentito il direttore generale, ha inviato una nota di servizio al direttore di Raitre Paolo Ruffini evidenziando che la presenza di politici nella trasmissione non era prevista nella «Scheda Prodotto Programma». Tale partecipazione inoltre - si fa notare - risulta in contrasto sia con la direttiva del direttore generale dello scorso mese di agosto, sia con la direttiva della commissione di Vigilanza del marzo del 2003 che con quella del precedente dg, Claudio Cappon, del gennaio del 2009. Marano ha inoltre ricordato che neanche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite del programma lunedì scorso, avrebbe dovuto esserci.

LA REPLICA DEL CAPOSTRUTTURA - «Porteremo il presidente Fini e il segretario Bersani lunedì in trasmissione, perchè il nostro è un programma di approfondimento culturale e non un varietà, esattamente come "Che tempo che fa". Dunque non andiamo assolutamente contro i regolamenti aziendali nè contro quelli definiti dalla commissione di Vigilanza» replica poco dopo Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre responsabile di «Vieni via con me».

LA PRECISAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA RAI - Alla fine interveniva anche il presidente della Rai Paolo Garimberti che sottolineava come il pluralismo si garantisce per addizione e non per sottrazione. «Il pluralismo - sottolinea Garimberti - si fa aggiungendo voci e non sottraendone e anche in questo caso, forse, visto il delicato momento della vita politica, sarebbe stato opportuno aggiungerne altre subito o annunciare che ve ne sarebbero state di diverse in futuro. Ma questo non per imposizioni, norme, o vagheggiamenti di soffocanti par condicio fuori stagione, ma per accrescere ulteriormente la ricchezza del servizio pubblico».

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