Le stime Federalberghi sulle vacanze estive 2010. Gli italiani in viaggio sono il 3% in meno rispetto al 2009, ma chi si muove investe il 20% in più. E le crociere quasi raddoppiano la quota di mercato
Nel dettaglio, per la vacanza principale in Italia verranno spesi in media a persona 764 Euro rispetto ai 550 Euro del 2009, incremento che come detto non porterà alcun valore aggiunto al settore, ma sconterà la fiammata inflazionistica di alcune voci di costo dei prodotti di consumo e l'aumento delle notti fuori casa. Per la vacanza oltreconfine la spesa media pro-capite si attesterà invece sui 1.065 Euro rispetto ai 1.173 Euro del 2009 a conferma di un minor costo della vita in alcune aree turistiche straniere che vede peraltro il prezzo dei vettori aerei (mezzo di trasporto prediletto per chi viaggia all'estero) diminuito di quasi l'1% rispetto al 2009.
Tra le tipologie di soggiorno, scelte dagli italiani per trascorrere le proprie vacanze estive, l'albergo rimane il leader incontrastato, vedendo premiata, almeno in questo, l'accorta politica dei prezzi praticati in discesa.Il 34,6% lo sceglierà rispetto al 31,8% del 2009. Seguono, nell'ordine, l'appartamento in affitto con il 14,3% (12,4% nel 2009), la casa di proprietà con il 12,4% (11,6% nel 2009), la casa di parenti o amici con l'11,2% rispetto al 14,8% del 2009.In buona crescita il villaggio turistico con l'8,1% (7,2% nel 2009) ed il campeggio con il 7% (6,5% nel 2009), mentre calano i residence con il 3,6% (4,4% nel 2009), i bed&breakfast con il 2,1 (2,4% nel 2009) e l'agriturismo con l'1,3% (1,6% nel 2009).
Cresce infine il segmento crocieristico che passa dallo 0,8% della domanda nazionale del 2009 all'1,3% di quest'anno. Agosto si impone ancora e sempre quale leader assoluto col 66,3% della domanda rispetto al 64,5% del 2009.Seguono luglio col 40,3% rispetto al 37,8% del 2009, giugno col 27,8% rispetto al 28,2% del 2009, e settembre col 19,5% rispetto al 17,1% del 2009.
"Si accresce, purtroppo, il solco tra chi può permettersi una vacanza e chi no - è il commento del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca", che poi sottolinea come l'accrescimento del giro d'affari sia dovuto "dun lato alla fiammata inflazionistica di tutto ciò che consente la movimentazione turistica e dall'altro all'incremento (da 10 a 12) dei giorni di permanenza fuori casa"
"Da gennaio a giugno l'Istat ha infatti rilevato incrementi significativi dei prezzi di tutto ciò che consente la movimentazione dei turisti all'interno del nostro Paese: dalle autostrade (+5,5%) alle ferrovie (+12,7%), dalle benzine (+14,8%) agli altri carburanti (+13,3%), a fronte di una diminuzione dei prezzi degli alberghi nazionali mediamente dell'1%", rileva.
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