
I blogger su Twitter: uccise tre persone
Aggrediti i leader dell'opposizione. Attacco di Ahmadinejad: «Obama servo di Israele, prodotto uranio al 20%»
TEHERAN (11 febbraio) - Scontri e spari in piazza durante le manifestazioni per il 31° anniversario della rivoluzione islamica. Gli oppositori del presidente Ahmadinejad sono di nuovo scesi in piazza. Secondo testimonianze su twitter tre persone sono state uccise. Tra queste una ragazza a Teheran colpita da una pallottola. Ma le fonti ufficiali non confermano.
Attacco di Ahmadinejad ad Israele e agli Usa. «Distruggeremo Israele una volta per tutte se verremo attaccati dai sionisti» ha detto il presidente che ribadisce il suo programma nucleare affermando che è stato completato nel sito di Natanz il primo "pacchetto" di uranio arricchito al 20%. Ahmadinejad ha ribadito che il suo Paese è in grado di produrre uranio arricchito in percentuali superiori, ma che non lo farà.
«Abbiamo informazioni attendibili che il regime sionista sta cercando un modo per compensare le sue ridicole sconfitte a Gaza e in Libano», ha detto Ahmadinejad,. «Se il regime sionista dovesse ripetere i propri errori e avviare una operazione militare, essa dovrà essere respinta con tutta la forza per porre fine una volta per tutte (al regime, ndr)», ha aggiunto il presidente iraniano. Ahmadinejad ha anche detto che l'Iran può arricchire l'uranio oltre il 20 per cento ma non lo farà. Il presidente americano Barack Obama «sta perdendo l'occasione di agire in modo corretto», cambiando le politiche del suo predecessore, George W. Bush, ha detto Ahmadinejad. «Vorremmo che Obama avesse successo nelle sue riforme, nel fare il bene del popolo americano e nel rimediare alle politiche disumane di Bush - ha affermato Ahmadinejad - non vogliamo che soccomba alla pressione di un banda di sionisti, ma sta perdendo l'occasione di agire in modo corretto».
Blogger su Twitter: uccise tre persone. Due morti a Teheran e uno a Shiraz, nell'Iran centrale. È il bilancio provvisorio e non ufficiale delle proteste fornito dai blogger iraniani sul social network Twitter (la diretta). Mentre sta prendendo sempre più consistenza la notizia della morte di Leila Zarei, 27 anni, che sarebbe stata colpita da una pallottola nei pressi di piazza Vali Asr, a Teheran, ci sono notizie di un'altra persona, non ancora identificata, che sarebbe stata uccisa sempre nella capitale, a piazza Shahrak Gharb.
Scontri in piazza. Centinai di migliaia di persone sono confluite stamane in diversi cortei ufficiali verso la Piazza Azadi nella capitale. Ai giornalisti stranieri non è stato consentito seguire i cortei. Tutto intorno alla piazza Azadi e in varie altre aree della capitale ingente lo spiegamento di forze di sicurezza, sia polizia sia miliziani islamici Basiji, che negli ultimi otto mesi hanno partecipato attivamente alla repressione delle proteste. Tutte le vie d'accesso alla piazza sono stretto controllo degli agenti fin da ieri. I partecipanti ai cortei ufficiali hanno gridato slogan di sostegno alla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, oltre che «Morte a Israele» e «Morte all'America», sventolando migliaia e migliaia di bandierine nazionali iraniane. Bandiere dei paesi occidentali sono state bruciate.
Testimonianze sul web riferiscono di spari in aria dei miliziani per fermare i manifestanti dell'opposizione. Ci sarebbero 15 feriti. Il leader riformista Mehdi Karrubi e l'ex presidente Mohammad Khatami sono stati aggrediti, fermati e poi rilasciati dalle forze di sicurezza iraniane. Lo riferisce il sito web Jaras. Altri siti riferiscono di scontri fra polizia e manifstanti nelle città di Isfahan e Shiraz.
Una nipote dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, Zahra Eshraghi, è stata costretta ad allontanarsi dalle forze di sicurezza oggi mentre prendeva parte alle manifestazioni per l'anniversario della rivoluzione insieme a sostenitori dell'opposizione. Lo scrive il sito dei parlamentari riformisti, Parlemannews.
Il tam tam su Twitter riferisce sarebbero almeno diecimila i manifestanti davanti al carcere di Evin a Teheran, divenuto un simbolo dell'opposizione: è in questo penitenziario che sono imprigionati la gran parte dei detenuti politici. Un video su YouTube mostra i dimostranti mentre intonano «Morte al dittatore» e lanciano sassi contro le forze di sicurezza schierate di fronte al carcere . Molti dimostranti hanno il volto coperto dalle sciarpe verdi simbolo del movimento di protesta, alcuni armati con mazzafionde. Nel video si odono molte grida, qualche colpo presumibilmente collegato al lancio di lacrimogeni da parte della polizia. Un altro gruppo si è invece diretto verso il palazzo della tv di Stato: anche lì, come in molte altre parti della capitale, testimoni riferiscono di duri scontri tra forze dell'ordine e manifestanti.
Frattini:azione militare contro l'Iran sarebbe una catastrofe. A ribadirlo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo al programma Uno Mattina. Il titolare della Farnesina ha spiegato che sarebbe una catastrofe anche «solo minacciare un'azione militare». Bisogna invece percorrere la strada delle «sanzioni condivise ed effettive» per convincere Teheran a sedersi ad un tavolo negoziale. Al momento infatti, secondo Frattini, «preoccupa tutti i Paesi europei ed anche gli Stati Uniti il fatto che l'Iran non è ancora arrivato alla decisione di sedersi seriamente al tavolo del negoziato».
Francia: Teheran risponda seriamente ad Aiea. Nuovo appello della Francia affinchè l'Iran rispetti i suoi obblighi internazionali e fornisca una «risposta seria» all'Aiea in merito al dossier nucleare. «La comunità internazionale sarebbe rassicurata se l'Iran rispettasse i suoi obblighi internazionali, cooperando effettivamente con l'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea)», ha detto a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Bernard Valero, rispondendo a chi chiedeva se trovasse rassicuranti le dichiarazioni di Mahmoud Ahmadinejad, secondo cui l'Iran non intende arricchire l'uranio «oltre l'80%», il livello necessario per acquisire la bomba atomica. Valero è quindi tornato a chiedere alla Repubblica islamica «una risposta seria alla proposta di accordo presentata dall'Aiea nell'ottobre 2009 per la fornitura del combustibile necessario al funzionamento del reattore di ricerca di Teheran (Trr)».
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