04 apr 2013

Cayman. Ci sono anche 200 italiani

Offshoreleaks, «scandalo fiscale planetario» dei super evasori alle 

Le rivelazioni sui conti esteri di alcuni politici francesi sono solo l'inizio di un 'Offshoreleaks', che fonti giornalistiche francesi definiscono «uno scandalo fiscale planetario» che coinvolge personaggi di vertice in tutto il mondo, compresa l'Italia. «Molte delle grandi banche - incluse Ubs, Clariden (Credit Suisse) e Deutsche Bank - hanno lavorato aggressivamente per fornire ai propri clienti compagnie coperte dal segreto alle Virgin Islands e altri paradisi fiscali», si legge nelle prime indicazioni del rapporto del consorzio investigativo International consortium of investigative journalists (Icij).

Nei prossimi gioni verranno pubblicati i risultati del lavoro d'investigazione condotto dell'Icij. In Italia è in programma per venerdì l'uscita sul settimanale L'Espresso di duecento nomi di italiani con conti bancari sospetti in Paesi fiscalmente opachi e "clementi" con i propri correntisti. I protagonisti italiani della prima parte dell'inchiesta sono Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio Tremonti; Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom; un complesso sistema finanziario legato a tre famiglie lombarde di imprenditori e gioiellieri; infine, un trust che riporta come direttori i commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini, che hanno incarichi professionali nei più importanti gruppi italiani.

Intanto la pioggia di rivelazioni sui conti off-shore che sta bersagliando i politici francesi continua. Le Monde, in edicola oggi pomeriggio, rivela che Jean-Marc Augier, uomo d'affari nel mondo dell'editoria e tesoriere di Francois Hollande durante la campagna elettorale dell'anno scorso, è azionista di due società offshore alle isole Cayman. La notizia giunge a pochi giorni dalla rivelazione che anche l'ex ministro del Bilancio francese, Jerome Cahuzac, ha ammesso, durante un interrogatorio davanti ai giudici, di avere trasferito fondi 'neri' per 600mila euro circa su un conto in Svizzera.

L'Icij di Washington è venuto in possesso di oltre 2,5 milioni di file che rivelano i conti segreti e le transazioni nascoste nei 'forzieri' dei grandi ricchi del mondo. Calcolato in gigabytes, il volume dei documenti è 160 volte più grande rispetto ai file del Dipartimento di Stato rivelati da Wikileaks.

All'inchiesta, secondo l'Icij, hanno partecipato 86 giornalisti di tutto il mondo. Tra i detentori dei conti, 4mila americani, ma anche «funzionari governativi e loro familiari e associati in Azerbaijan, Russia, Canada, Pakistan, Filippine, Thailandia, Canada, Mongolia», si legge nel rapporto Icij. «I super-ricchi hanno usato strutture offshore per possedere ville, yacht, capolavori artistici e altri beni guadagnando vantaggi fiscali nell'anonimato», prosegue il rapporto.

Tra i nomi presenti nelle liste ci sono anche quelli del presidente dell'Azerbaijan Ilham Aliyev e sua moglie Mehriban, la moglie del vicepremier russo Igor Shuvalov e due top executive di Gazprom, la figlia maggiore dell'ex presidente filippino Ferdinando Marcos, fino alla collezionista d'arte spagnola baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, oltre a decine di americani, tedeschi e svizzeri.

«Ci saranno conseguenze» per i paradisi fiscali «che accettano o nascondono» i proventi dell'evasione fiscale, che «ogni anno nella Ue arriva a 1.000 miliardi l'anno». Lo ha detto il portavoce della Commissione, Olivier Bailly, commentando le anticipazioni dell'Icij. Bruxelles, ha ricordato Bailly, ha «una posizione molto ferma» contro le frodi fiscali e «a dicembre ha presentato ai 27 un pacchetto di trenta misure» ma «è ancora in attesa di risposta dagli Stati».

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