04 apr 2012

Fiat: Marchionne, Italia importante ma noi liberi di agire (il punto)

04 Aprile 2012 - 15:26

(ASCA) - Torino, 4 apr - ''Ci va riconosciuta la liberta' di agire in un contesto globale''. Sergio Marchionne, a.d. della Fiat lo ribadisce piu' volte nel corso della assemblea degli azionisti. Non un capriccio, un incaponimento antinazionale ma una strada senza ritorno che tra l'altro sta consentendo al gruppo di confermare gli obiettivi di fatturato e utile per il 2012. La Fiat e' cambiata, reclama il top manager italo canadese, prendetene atto.

''Il 2011 ha cambiato la Fiat per sempre con lo spin off e l'acquisizione della maggioranza Chrysler'', una trasformazione che ha portato la Fiat ad essere il settimo produttore al mondo e soprattutto ''siamo molto piu' solidi'' perche' meno esposti alle oscillazioni dei mercati.

Il Lingotto e' una multinazionale, dice, ha come orizzonte il mercato mondiale, i suoi interessi non possono essere limitati all'Italia, che si appresta anche quest'anno a chiudere con un calo di vendite pesante (1,5 milioni, aveva detto nei giorni scorsi), o all'Europa che prevedibilmente quest'anno lascera' invendute altre 600mila vetture (a quota 13 milioni).

''Pretendere che le scelte della Fiat vengano fatte solo in ottica italiana e' una visione ristretta e pericolosa''.

Ristretta spiega Marchionne, perche' due terzi dei dipendenti del gruppo sono oltre frontiera, pericolosa perche' ''ci condannerebbe all'isolamento e alla scomparsa''.

Marchionne cita il presidente del Consiglio, Mario Monti, al quale ha manifestato piu' volte ampia fiducia, ricordando quanto il premier ha detto sul diritto dovere del gruppo ''di scegliere per i suoi investimenti le localizzazioni piu' convenienti''. Questo non significa disimpegno. Il presidente del gruppo John Elkann anzi ricorda che i tre ultimi investimenti decisi dal gruppo in Italia (Pomigliano, Grugliasco e Mirafiori) sono stati resi possibili proprio dalla nuova dimensione globale che offre sbocchi di mercato agli impianti nazionali. ''La Fiat - avverte Marchionne - ha scelto di gestire questa liberta' in modo responsabile e continuera' a farlo, a patto di non compromettere il proprio futuro''.

''La Fiat ha sempre cercato di trattare questo paese con profondo rispetto'', aggiunge, riferendosi alle istituzioni e alla decisione di rispettarne le scelte ''senza chiedere nulla e senza condizionare nessuno'', ma mette in chiaro: ''Credo che anche la Fiat meriti lo stesso trattamento''.

''Questo non significa che l'Italia e l'Europa abbiano perso importanza ma non sono piu' l'unico orizzonte''.

Marchionne ricorda come i risultati americani abbiano rafforzato il gruppo. ''Restare legati all'Europa non ci avrebbe portato molto lontano''.

''Gia' alla fine del 2008 - osserva - si e' fatta una scelta chiara allentando il focus sull'Europa e i costruttori che sono rimasti soltanto legati all'Europa ne stanno scontando gli effetti e le perdite a suon di vendita di asset, aumenti di capitale e sostegni pubblici''.

''Siamo il settimo produttore mondiale - dice ancora - e non siamo piu' un player marginale nel mercato dell'auto''.

Marchionne pone l'accento sul ruolo determinante di Chrysler e del mercato nordamericano nei conti del gruppo. Il 52% del risultato operativo 2011 e' stato generato dai mercati Nafta e da Usa, Canada e Messico arriva il 45% dei ricavi. Entro il 2012 annuncia potra' acquistare un altro 3,3% di Chrysler dal fondo Veba, come previsto dal contratto, e la quota salira' al 61,8% e successivamente potra' esercitare l'opzione di acquistare quote del 3,3% ogni sei mesi ed entro il luglio 2016. Sempre sul fronte internazionale annuncia che in Cina sara' avviata la produzione della Giulietta, in joint venture con Gac, nella seconda meta' dell'anno, che in Russia invece il Suv da 120mila pezzi l'anno, in jv con Sberbank, partira' nel 2013.

''L'Italia ha la grande occasione di rientrare in un disegno globale, beneficiando della possibilita' di esportare in mercati extra-europei - sottolinea Marchionne - Ma questa non e' una scelta che possiamo fare noi per l'Italia''.

''Spetta al paese - rileva l'ad Fiat - decidere se vuole far parte di questo progetto''. Marchionne assicura che ''gli strumenti ci sono, la nostra volonta' anche. Ora dipende dall'Italia, soprattutto dalle forze sociali, se metterli a frutto''. E qui torna sul fronte delle relazioni sindacali e del braccio di ferro con la Fiom. La Fiat ha cercato di ''creare tutte le condizioni per farlo e abbiamo trovato un ampio consenso dai sindacati e dalla stragrande maggioranza dei nostri lavoratori''. Tuttavia avverte Marchionne, ''ci sono ancora antagonisti che, per ragioni a noi incomprensibili, stanno facendo di tutto per ostacolare il progetto. Se queste forze esterne riusciranno a impedire che venga realizzato non ci restera' che prenderne atto. Non saremo noi a quel punto i responsabili delle conseguenze''.

Non ci sono alternative a questa scelta .La svolta e' stata decisa, la Fiat e' radicalmente diversa dal 2004 quando arrivo' il top manager italo canadese. Una svolta non solo strategica ma che sta cambiando il volto anche della struttura, da una parte sempre piu' internazionale dall'altra con l'assunzione di ruoli di responsabilita' da parte di manager donne, come Laura Knoll responsabile delle risorse umane del gruppo e per la prima volta da oggi l'ingresso di due donne nel cda, ridotto a 9 componenti, di Patience Wheatcroft e Joyce Victoria Bigio, ricorda il presidente John Elkann che aggiunge: ''Le donne sono diventate sempre piu' importanti in Fiat''.

Quanto alle prospettive del 2012 Marchionne conferma gli obiettivi con ricavi superiori a 77miliardi di euro, un utile della gestione tra 3,8 e 4,5 miliardi, un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi e un indebitamento tra 5,5 e 6 miliardi di euro. Marchionne precisa che sono confermate le aspettative per Nord America, America Latina e Asia-Pacifico mentre l'indebolimento del mercato europeo ha generato ''dubbi circa le assunzioni in termini di volumi su cui si basano il mercato nel suo complesso e di conseguenza i piani di sviluppo del gruppo fino al 2014''.

Marchionne sottolinea pero' che si prevede '' di poter articolare appieno gli impatti derivanti dalla situazione economica nell'Eurozona sul nostro piano fino al 2014 in occasione della comunicazione dei risultati del terzo trimestre dell'anno''.

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