21 mar 2012

Il governo inglese taglia l'aliquota più alta, dal 50 al 45% e aumenta la tassa sulle ville

Il governo inglese taglia l'aliquota più alta, dal 50 al 45% e aumenta la tassa sulle ville



Il governo della Gran Bretagna ha annunciato dal 2013 un taglio sull'aliquota fiscale più elevata, dal 50 per cento attuale al 45 per cento: perché ai livelli finora praticati la tassazione sui redditi più elevati «è dannosa per l'economia e la competitività», ha affermato il ministro delle Finanze George Osborne, presentando il bilancio 2012 in Parlamento, affiancato da premier David Cameron. Si tratta di una delle misure più controverse del bilancio approntato dall'esecutivo conservatore, che ha innescato immediatamente un acceso dibattito in aula. Osborne ha però rilevato che si tratta di un livello superiore a quelli delle aliquote massime di Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. 

La maggiore tassazione sui ricchi riguarda quanti guadagnano oltre 150mila sterline l'anno, in totale circa 300.000 persone. Contemporaneamente il governo intende aumentare la no tax area - la soglia oltre la quale si iniziano a pagare imposte sul reddito - dalle 7.475 sterline annue attuali a 9.205 sterline. 

La tasse sulle ville 
L'ammanco di entrate verrà compensato con varie misure, tra cui un netto incremento delle tasse sulle compravendite di immobili di valore superiore ai 2 milioni di sterline, con quella che è stata definita «tassa sulle ville». Lo scorso anno 1.620 unità immobiliari ognuna di un valore superiore oltre 2 milioni di sterline sono state vendute in Gran Bretagna, secondo il catasto. I prezzi delle case di lusso in centro a Londra è aumentato notevolmente negli ultimi dieci mesi, grazie alla tenuta del mercato immobiliare.


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Sono state annunciate anche nuove misure di lotta all'evasione. 
In generale Osborne ha affermato che non vi sono alternative al programma di risanamento avviato, basato su tagli alla spesa pubblica, grazie al quale ha affermato di esser fiducioso sul fatto che il Regno Unito manterrà il rating a tripla A, da parte delle agenzie, e il favore degli investitori. Ad ogni modo il bilancio è stato definito come ad impatto neutrale sulla crescita economica. Per la prima volta dall'esplosione della crisi globale, il governo ha poi rivisto lievemente al rialzo le previsioni di crescita economica.

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