26 mag 2015

Incantati dal serpente

PAPA FRANCESCO

MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
DOMUS SANCTAE MARTHAE



Lunedì, 25 maggio 2015

 

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.117, 26/05/2015)

Illusione di felicità e di potenza, mancanza di orizzonti e di speranza. Il difficile rapporto dell'uomo con la ricchezza è stato al centro della riflessione di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta lunedì 25 maggio.

La liturgia del giorno proponeva il brano evangelico di Marco (10, 17-27) che racconta del giovane ricco, un episodio che — ha detto il Pontefice — si potrebbe intitolare: «Il percorso dalla gioia e dalla speranza alla tristezza e alla chiusura di se stesso». Quel ragazzo, infatti, «voleva seguire Gesù e lo vide e gli corse incontro, entusiasmato, per fargli la domanda: "Cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?"». Al che, dopo l'invito a seguire i comandamenti, il Signore lo esorta: «Una cosa sola ti manca: vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo». E il ragazzo, «si fece scuro in volto e se ne andò rattristato. Possedeva infatti molti beni».

Dall'entusiasmo alla tristezza: «Voleva andare con Gesù e se ne è andato per un'altra strada». Il motivo? «Era attaccato ai suoi beni. Aveva tanti beni. E nel bilancio hanno vinto i beni».

Francesco ha sottolineato l'atteggiamento netto di Gesù di fronte a tale reazione: «Disse ai suoi discepoli con convinzione: "Quanto è difficile per quelli che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio"». Infatti — ha spiegato — «c'è un mistero nel possesso della ricchezze. Le ricchezze hanno la capacità di sedurre, di portarci a una seduzione e farci credere che noi stiamo in un paradiso terrestre». A tale riguardo il Papa ha portato anche un esempio: «Ricordo che negli anni Settanta vidi per la prima volta un quartiere chiuso, di gente benestante; era chiuso per difendersi dai ladri, per essere sicuri». C'era anche gente buona, ma si erano rinchiusi in quella sorta di «paradiso terrestre». Questo accade, ha detto, «quando c'è la chiusura per difendere i beni»: si perde «l'orizzonte». Ed «è triste una vita senza orizzonte».

A questo punto il Pontefice è entrato ancora più in profondità: bisogna considerare, ha ricordato, che «le cose chiuse si rovinano, entrano in corruzione. L'attaccamento alle ricchezze è l'inizio di ogni genere di corruzione, dappertutto: corruzione personale, corruzione negli affari, anche la piccola corruzione commerciale — come quella, ha spiegato il Papa, di coloro che sottraggono qualche etto al peso giusto di una merce — corruzione politica, corruzione nell'educazione...». Quanti «vivono attaccati al proprio potere, alle proprie ricchezze, si credono nel paradiso. Sono chiusi, non hanno orizzonte, non hanno speranza. Alla fine dovranno lasciare tutto».

Per far meglio comprendere questo concetto, il Pontefice ha richiamato anche la parabola nella quale Gesù parla dell'uomo che con vesti eleganti «tutti i giorni si dava a lauti banchetti»: costui «era tanto chiuso in se stesso che non vedeva più al di là del suo naso: non vedeva che lì alla porta di casa sua c'era un uomo che aveva fame e anche ammalato, piagato». La stessa cosa accade a noi: «l'attaccamento alle ricchezze ci fa credere che tutto sta bene, c'è un paradiso terrestre, ma ci toglie la speranza e ci toglie l'orizzonte. E vivere senza orizzonte è una vita sterile, vivere senza speranza è una vita triste».

Ma, ha tenuto a precisare Francesco, qui si sta criticando l'«attaccamento» e non l'«amministrare bene le ricchezze». Le ricchezze, infatti, «sono per il bene comune, per tutti», e se il Signore le concede a qualcuno, è «per il bene di tutti, non per se stesso, non perché le chiuda nel suo cuore, che poi con questo diventa corrotto e triste». Gesù usa un'espressione forte: «Quanto è difficile per quelli che possiedono ricchezze entrare nel regno di Dio». Le ricchezze, ha detto il Papa, «sono come il serpente nel paradiso terrestre, incantano, ingannano, ci fanno credere che siamo potenti, come Dio. E alla fine ci tolgono il meglio, la speranza, e ci buttano nel brutto, nella corruzione». Perciò Gesù afferma: «È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli».

Da ciò deriva un consiglio valido per ognuno: chi possiede delle ricchezze deve fare riferimento «alla prima beatitudine: "Beati i poveri in spirito"; cioè spogliarsi di questo attaccamento e fare che le ricchezze che il Signore gli ha dato siano per il bene comune». L'«unica maniera» di agire è «aprire la mano, aprire il cuore, aprire l'orizzonte». Se invece «tu hai la mano chiusa, hai il cuore chiuso come quell'uomo che faceva i banchetti e indossava vesti lussuose, non hai orizzonti, non vedi gli altri che hanno bisogno e finirai come quell'uomo: lontano da Dio». Lo stesso è accaduto al giovane ricco: «aveva la strada per la felicità, la cercava e... perde tutto». A causa del suo attaccamento alle ricchezze «finisce come uno sconfitto».

Dobbiamo quindi, ha concluso il Pontefice, chiedere a Gesù la grazia «di non essere attaccati alle ricchezze» per non correre il pericolo «della chiusura del cuore, della corruzione e della sterilità».

21 apr 2015

7 Million-Dollar Habits of the Super Successful

Do you remember the first time self development became important to you?

I do. I was 7 years old and I was in love with basketball. My mother had bought me a book called Rare Air, the autobiography of Michael Jordan. 

Through this book, Michael Jordan brought me into his world. He shared stories of what inspired him, the emotions he felt, how he handled the failures and rejections and how he discovered his passion.7 Million-Dollar Habits of the Super Successful

I was absolutely blown away and fired up after reading his book. It felt like my childhood hero was right there with me, teaching me about the importance of working on yourself and becoming the best you can possibly be. 

I read this book every morning before school to be highly motivated for the day ahead.

Once that book was finished, I continued to read other books like 20 Ways to Make Pocket Money and Rich Dad, Poor Dad. As I made this motivation session part of my morning ritual, I noticed my belief, confidence and passion skyrocket.

I wanted to be just like these high achievers so I started waking up early, setting my goals and learning as much as I could about new skills and life each day. Little did I know that I was hard-wiring a series of positive unconscious actions that eventually led me to a life of multiple successes: Hosting radio shows, signing record deals, promotions to higher paying salaries, training with world-class experts, meetings with my idols, creating one of the top self-development websites in the world, being offered millions of dollars for my business and being featuring on the cover of magazines.

I became infatuated with the idea of growing and evolving as an individual so much so that over the past four years I've committed to interviewing hundreds of entrepreneurs, authors, celebrities, coaches and multimillionaires to find out what separates the super achievers from your every day "Average Joe."

What I've come to discover is that a good 90 percent of the interviewe's credit their success to the persisting energy bolts of action that we call "habits."

So being the curious cat that I am, I decided to go a little deeper and squeeze the juice out of this new discovery.

I started asking each high achiever what their daily habits are that keep them on top. I then averaged their answers out to break it down into these 7 million-dollar habits:


Habit 1: Write Your "To-Do List," The Night Before

The high achievers would write their to-do's every evening before dinner or bed so they were prepared for the following day.

Prioritizing your "To-Do" list is the key to productivity success.

Action step: The super-successful make it a habit of numbering their to-do lists and you can do this, too, by simply ordering the "Most Important" first, placing a BIG Number 1 or a Star next to the activity, marking the importance of getting the task done first thing in the morning. 

They then follow with the rest of the numbers, based on importance as they work their way down the list.

Habit 2: The Mind, Body & Soul

Ninety percent of the super-successful practice some form of physical concentration time or health focused activity at some point in their day.

Meditation seems to be a popular habit on the rise between the highly successful. 

I was speaking to Deepak Chopra a few days ago and he was explaining to me why meditation is so important. He said that meditation increases the amount of rest you would normally achieve through sleep and is almost twice as effective as taking a nap.

Action step: Here are some of the most common practices listed below:

05 - 10 Minutes* - Breathing Exercises
15 - 20 Minutes* - Meditation
20 - 30 Minutes* - Eating Healthy
20 - 60 Minutes* - Exercise (The Gym, Skipping, Running, Swimming, Cycling, Yoga)

*Time on average

Related: 5 Lessons on Being Wrong

Habit 3: Goal-Setting and Visualization

Ninety-five percent of the successful achievers I have interviewed practice writing down their goals, plans, or vision for success on a regular basis.

They usually practice this first thing in the morning to set their intentions and to prime their mental state to prepare them for a day of challenges on the road to success.

Multi-millionaire entrepreneur Grant Cardone even mentioned to me that he writes his 10X goals out multiple times during the day to stay focused on the massive outcomes he desires.

Action step: Deepak Chopra told me to keep in mind when you are setting your goals to: 

- Stretch for more than you can reach. 

- Make everything measurable.

- Get agreements from your team and supporters.

- Record your progress.

- And set time limits.

Habit 4: Gratitude and Positive Self Talk

Being grateful and focusing on the positive seems to be a common priority in the lives of the highly successful. 

Something truly amazing that the best-selling author and neuroscientist Joe Dispenza shared with me is:

"If you're saying affirmations like, 'I am abundant, I am wonderful, I am unstoppable,' but your emotional state is in fear, then your body is in opposition.

Thoughts are the language of the brain and feelings are the language of the body. Those thoughts will bounce off because they aren't equal to the emotions of fear.

If a person feels gratitude, and has practiced it over and over authentically and they say affirmations like, 'I am wonderful, I am incredible, I am unstoppable' and so on… and it aligns with their autonomic nervous system then this is where the real power comes into play."

Gratitudes are powerful, and a lot of people nowadays are catching on to this.

Actions step: Practice three gratitudes a day between you and a friend or partner, or just by yourself. Whatever helps you to stick to this positive habit. 

But....here's the key with sharing your gratitudes: You must justify why you are grateful, this strengthens the affect. So when you say your gratitude, do it this way: "I am grateful for having my partner in my life because, he/she always supports me and encourages me to follow my dreams no matter what." This reminds you why and has a deeper affect in you than just a surface level statement.

Related: 5 Triggers That Make New Habits Stick

Habit 5: Self Development

The super-successful focus heavily on learning new skills, reading practical books and listening or watching podcasts, interviews and informational courses.

During a conversation with the best selling author and leadership coach Simon Sinek, he said:

"My work is never complete, we wake up with a hunger to learn, and no one is ever truly an expert. Anyone who says, 'I'm an expert at anything' has closed their mind to the idea that they might not know everything.

There's always more to learn. I've never considered myself an expert. I'm always a student of leadership. All the work is imperfect and all the learning is continuous."

Action Step: If you can read 20 full pages a day, or even listen to an hour-long audio/podcast, that roughly equals more than 36+ books a year of new knowledge. Wow! (I learned that one from entrepreneur and habits coach James Clear.)

Habit 6: Networking

The high achievers know and live by the saying, "Your network determines your net worth." 

So they make it a habit to work on building new bridges, collaborating, helping others, attending social events, getting back to people and being a man (or woman) of their word.

Action Step: Make it a habit to meet at least one new person a day or making one follow up/catch up a day.

Habit 7: Meetings and Accountability Sessions

Last, but not least, the seventh habit that was highly practiced by the uber successful was holding accountability calls each week and/or a coffee catch up with a mentor or business partner to hold each other accountable.

Action Step: Find someone who is on a similar level to you in life and make a commitment between you and your accountability partner to hold a catch-up call or meeting once a week to share your achievements, struggles, new goals and what you have learned from the previous week.

This is a great way to stay motivated, knowing that you will have to come clean to your accountability buddy if you haven't been sticking to your goals and habits.

As you can see there isn't just one key habit that plays it's part in the life of a successful high achiever. Many daily actions are in play.

If you are new to these habits then I would recommend starting with two to three habits and making them easy, short sessions so you don't shock yourself out of the commitment. Just know: Naturally this will feel uncomfortable to you until you can solidify it as a hard wired habit in your unconscious.

The key is to commit to at least two to three months of continuous implementation as your body adjusts to the new life you are creating and the habits you are conditioning.

Enjoy the process and make sure you throw in some fun habits, that focus on your mind body and soul also as balance is key to staying sane during this process.

20 apr 2015

SisalPay lancia GoBeyond: la fast lane delle idee italiane

Voglio condividere una iniziativa nel campo dell'innovazione e dell'imprenditorialità che secondo me può segnare un momento importante per il rilancio del nostro paese. Riporto come da comunicato ufficiale l'iniziativa:

Il progetto GoBeyond è la prima iniziativa di supporto all'imprenditorialità per trasformare un'idea in una realtà di successo. Realizzata da SisalPay in collaborazione con Wired Italia, Google, Gruppo Condé Nast, RTL 102.5, si avvale di un'ampia rete di prestigiosi partner, per offrire oltre ad un contributo economico, il know-how, l'esperienza e gli strumenti necessari a trasformare un'idea di valore in una realtà imprenditoriale 

In particolare propongo un'idea "Real commerce" che riporta l'attenzione sulla dicotomia tra commercio online Vs tradizionale e suggerisce un passo avanti rispetto al modello logistico "proprietario" di Amazon.

SisalPay lancia GoBeyond: la fast lane delle idee italiane

Infatti la piattaforma permette di costruire una rete di distribuzione puntuale a cui tutti i commercianti possono aderire gratuitamente, basata sui store fisici geo localizzati, raggiungendo il cliente, mantenendo al contempo i vantaggi del servizio "online". 

Vi invito a seguire su: http://www.gobeyond.info/idee/real-commerce-shopping-a-km-0

15 apr 2015

Real commerce - Shopping a km 0



Esiste una contrapposizione tra il commercio elettronico e la rete distributiva tradizionale. La nostra idea mira a conciliare le nuove tecnologie con la vendita al dettaglio presso i negozi tradizionali. Vogliamo creare una piattaforma che permette ai clienti di scegliere il prodotto/i da comprare ed indicare in quale negozio fisico vuole trovarli per prima provarli ed essere quindi consigliati sull'acquisto. Contemporaneamente i commercianti possono promuovere i propri prodotti online (come fanno oggi) ma non delegando la distribuzione (ad Amazon ad esempio), ma creando tramite la piattaforma stessa una catena logistica distribuita (globale) di cui fanno parte tutti i commercianti come lui. In poche parole uno shopping a km 0, il cliente ordina online e sceglie in quale negozio provarlo prima di compare. In questo modo i negozi tornano ad essere al centro dello shopping anche se il punto di partenza è online. Il prodotto non sarà quindi per lo più del negozio stesso, che quindi beneficerà di provvigioni di vendita e di una visibilità reale su nuovi clienti che poi probabilmente compreranno anche i suoi specifici prodotti. Non vedremo più arrivare da Singapore un prodotto da 5 euro, ma tutto verrà da negozianti reali. Questo permetterà di abbattere i costi e da un lato anche l'inquinamento, andando a competere con i big in maniera più equilibrata dal punto di vista sociale. E' una risposta concreta alla crisi economica. I vantaggi per i clienti: avere a disposizione la differenziazione e la concorrenzialità dei prodotti online mantenendo però il servizio e il trattamento del negozio fisico (migliore customer experience). Per i commercianti di avere un canale distributivo che porta i clienti nel proprio negozio (anche i clienti degli altri) che scelgono in maniera geografica dove farsi consegnare il prodotto, e poter essere reseller di altri negozi, guadagnando di fatto provvigioni reali. Inoltre possono utilizzare il Real time marketing, ossia i clienti iscritti al servizio essendo geolocalizzati possono ricevere informazioni quando passano davanti allo store fisico, con la proposta di scontistica particolare o di promozioni eccezionali. Il futuro è poi l'Internet of Things, che permetterà di andare verso un modello in cui i prodotti dallo scaffale si mettono online da soli e si promuovono da sole. Ma questa è la Fase 3 del progetto "Real Commerce"….



09 mar 2015

La laurea non serve per fare soldi La tesi controcorrente di Krugman

È un falso mito che l'alto livello di istruzione garantisca lavori
migliori e che la disoccupazione sia un problema di mancanza di
competenze. È questione di potere



Un alto livello di istruzione non garantisce lavori migliori o salari
più alti, credere che sia così è «una fantasia poco seria». La tesi,
decisamente in controtendenza, è quella che il Nobel per l'economia,
Paul Krugman, ha avanzato pochi giorni fa nelsuo blog sul New York
Times, sollevando un polverone di polemiche e di reazioni. Tanto più
che il collegamento tra scolarizzazione e occupazione è un mantra
politico ben noto anche in Europa (e in Italia).

Il divario tra competenze e istruzione


Dati alla mano, l'economista statunitense ha evidenziato come i
guadagni medi dei laureati americani, a partire dalla fine degli anni
'90, siano precipitati in una fase di stagnazione, invertendo il trend
di continua crescita in atto nel decennio precedente. Per Krugman non
è però vero come sostengono molti studiosi che la causa di questa
situazione sia il cosiddetto «skills gap», il divario tra le
competenze richieste dalle aziende e il livello di
istruzione-formazione dei lavoratori. Non è così, anche se lo si sente
ripetere spesso, perché altrimenti i super laureati o i più
specializzati - in mancanza di skills diffuse - troverebbero lavoro a
salari molto più alti. E invece quali sono i lavoratori più richiesti
e, in proporzione più pagati? «Gli esperti di cucito per il tessile e
gli istallatori di scaldabagni».

Potere e istruzione


E' questa la dimostrazione che serve a Krugman per confutare il paper
dell'Hamilton Project. E per proporre invece la sua interpretazione
della realtà americana ma non solo. I guadagni, le alte retribuzioni
non sono proporzionali al livello di istruzione ma sono funzionali
all'occupazione di posizioni strategiche in grandi gruppi industriali
o della finanza. E' insomma non una questione di studio,
specializzazione e bravura, ma solamente di potere.

06 mar 2015

Il musicista più ricco del mondo? Andrew Lloyd Webber

È il re dei musical, dal «Fantasma dell'Opera» a «Jesus Christ
Superstar», con oltre un miliardo
di Euro. Dietro Bono e Madonna



Infine, la sorpresa più grande non poteva che essere in fondo: il
musicista più ricco del mondo non è dunque un rapper e nemmeno un
rocker, ma l'inglese Andrew LLoyd Webber, re assoluto dei musical, da
Jesus Christ Superstar al Fantasma dell'Opera a Cats

Con poco più di un miliardo di euro, il 67enne compositore è dunque
largamente in testa: solo il suo Fantasma dell'Opera è stato messo in
scena diecimila volte a Broadway. Per non parlare del resto: è
destinato a rimanere al comando

04 mar 2015

Otto email inquinano quanto un chilometro in auto

Un anno di messaggi produrrebbe tanta anidride carbonica quanto
viaggiare da Parigi a New York 13 volte.


L'email è pratica, veloce, leggera... ma ecologica?

Secondo una ricerca dell'Ademe, l'Agenzia francese per l'ambiente e la
gestione dell'energia, un'email è qualcosa di spaventosamente
inquinante, se si pensa a quanto "immateriale" essa sia.

Un'email da 1 megabyte emetterebbe infatti circa 19 grammi di CO2,
calcolati tenendo conto sia del consumo energetico del PC che di
quello dei server coinvolti nel traffico. Pertanto, l'invio di 8 email
equivarrebbe a quanto prodotto da un'automobile che percorra 1 Km.

Probabilmente l'invio di un'email da 1 megabyte non è così frequente,
ma bisogna tener presente che sebbene molte email siano "leggere"
capita abbastanza spesso, specie in ambito lavorativo, che vi siano
alcuni messaggi molto "pesanti" per via degli allegati: il conto,
insomma, non è irreale.

Un'impresa con 100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di
posta cadauno al giorno, per 220 giorni all'anno (la durata di un anno
lavorativo), produrrebbe quindi all'incirca 13,6 tonnellate di
anidride carbonica, equivalenti a 13 viaggi andata e ritorno
Parigi-New York.

Dato che, secondo le stime degli analisti di Radicati Group, nel mondo
ogni giorno si scambiano oltre 190 miliardi di email, la posta
elettronica sembra dover diventare il nuovo nemico numero uno
dell'ambiente.

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03 mar 2015

Video e foto James Bond: riprese a Roma con le auto di 007

Le riprese a Roma del nuovo film di 007 hanno suscitato molto interesse fra le gente, anche per le auto di lusso coinvolte dalla produzione.

Un video sulle riprese a Roma di Spectre, nuovo atto della saga di James Bond, agente007, ha fatto la sua comparsa sul canale YouTube di Marchettino. Il filmato consente di gustare un inseguimento, con manovre ardite, di una Jaguar C-X75 su un'Aston Martin DB10. In un'occasione si rischia pure l'incidente: anche questo rientra nel repertorio dell'agente segreto più famoso al mondo. Vi consiglio di guardare i fotogrammi: ne vale la pena. Buona visione!

James Bond: riprese a Roma con le auto di 007 [Foto]


26 febbraio 2015 - James Bond colpisce prima del nuovo film, con le sue auto di lusso per le vie di Roma. Grande l'interesse suscitato dalle riprese di Spectre, che prosegue la saga dell'agente 007, giunta al 24° atto. Nella capitale, insieme a Daniel Craig e Monica Bellucci, ruolo di grandi protagoniste per le Aston Martin e per le Jaguar C-X75, prototipo di supercar da oltre 500 cavalli di potenza, che cattura con le sue forme in stile Le Mans.

La presenza di queste supercars ha reso ancora più alta l'attenzione mediatica nella capitale, per un lavoro cinematografico destinato a sbancare. La Città Eterna offre la sua cornice per fotogrammi molto spettacolari.

Anche se al momento non si conosce la trama, è facile immaginare una nuova miscela di azione, lusso, gadget tecnologici, belle donne, con qualche complotto internazionale a fare da sfondo.

Il film, diretto da Sam Mendes, avrà una sceneggiatura curata da John Logan e Neal Purvis & Robert Wade. Nel cast molti nomi importanti, ma per noi italiani è quello di Monica Bellucci a suscitare maggiore interesse. L'attrice umbra sarà la prima Bond girl cinquantenne della storia. Un record non pagato sul piano della sensualità.

Fra gli altri interpreti del nuovo lungometraggio su 007 ci sono: Lea Seydoux, Dave Bautista, Christoph Waltz, Andrew Scott, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Ben Whishaw e Rory Kinnear. Per scoprire l'opera non ci resta che attendere il mese di novembre, quando farà il suo debutto nelle sale.

Forbes 2015: Bill Gates è l'uomo più ricco del mondo

I nomi al vertice sono sempre gli stessi, ma cambiano i valori delle
loro fortune. Anche quest'anno il paperone del mondo è Bill Gates.

Bill Gates si conferma al vertice fra gli uomini più ricchi del mondo
nella classifica diForbes 2015. Il fondatore di Microsoft, con un
patrimonio personale di 79.2 miliardi di dollari, guadagna il trono
della specialità nella leggendaria lista dei paperoni stilata dal
magazine statunitense. Per lui è la sedicesima volta negli ultimi 21
anni.

Piazza d'onore per l'imprenditore messicano Carlos Slim, con 77.1
miliardi di dollari, che si avvicina notevolmente al leader, dopo
avergli ceduto lo scettro nel 2014.

Dietro il magnate delle telecomunicazioni, al terzo posto, si piazza
il mago statunitense della finanza Warren Buffett, con 72.7 miliardi.
A lui va il primato del maggiore balzo in avanti, con una crescita
della sua fortuna, nell'arco di dodici mesi, di 14.5 miliardi di
dollari. Questo gli ha consentito di scavalcare lo spagnolo Amancio
Ortega, boss di Zara, che esce fuori dal podio, chiudendo in quarta
posizione.

La donna più ricca dell'elenco è Christy Walton, ottava con 41.7
miliardi di dollari. Ancora una volta lei ha fatto meglio di Liliane
Bettencourt de L'Oreal, ultima della top ten, con una fortuna di 40.1
miliardi di dollari.

Primo posto fra gli italiani e 32° assoluto per Maria Franca Fissolo,
moglie del compiantoMichele Ferrero, recentemente scomparso, il cui
tesoro vale 23.4 miliardi di dollari. Dietro di lei, fra i nomi del
nostro paese, quello di Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, che
si colloca al 40° posto con 20.4 miliardi di dollari. Ecco la
classifica di chi è messo meglio, in un lungo elenco dove nessuno se
la passa male....

01. Bill Gates 79.2 Microsoft United States
02. Carlos Slim Helu 77.1 telecom Mexico
03. Warren Buffett 72.7 Berkshire Hathaway United States
04. Amancio Ortega 64.5 Zara Spain
05. Larry Ellison 54.3 Oracle United States
06. Charles Koch 42.9 diversified United States
06. David Koch 42.9 diversified United States
08. Christy Walton 41.7 Wal-Mart United States
09. Jim Walton 40.6 Wal-Mart United States
10. Liliane Bettencourt 40.1 L'Oreal France

26 set 2014

Real ‘Scarface’ Mansion for Sale in Santa Barbara – With a $35m Price Tag








Say hello to my little house: the grandiose tribute to poor taste and excess that housed the final hours of Tony Montana in the classic De Palma/Pacino flick 'Scarface' is on the market – after a clean-up and a facelift.

The opulent 10, 000 square foot property is surrounded by palm trees and Mediterranean gardens, and everything about it screams 'Miami' – so much so that a Miami house has run tours for years as the 'Scarface mansion.'  In fact, though, the movie was shot on the other side of the country, in California's Santa Barbara, where this 10-acre property is located on 631 Para Grande Lane.

scarface mansion1

The mansion was built for James Waldron Gillespie, and the design deliberately evokes classical Greek and Roman sculpture throughout.  Designed by architect Bertram Goodhue in 1906, the property even has a name: 'El Fureidis,' meaning, 'Tropical Paradise,' and includes 5 bedrooms, 9 bathrooms and details including painted ceilings with gold leaf trim, tiled rooms and a unique pool  – very recognizeable from a certain angle – complete with fountains.

scarface mansion-2

The ostentatious poor taste that characterised the mansion in the film was added for characterization – the filmmakers thought that the home of Tony Montana should look crass and glitzy, so gold and statuary, including a gigantic pink neon globe bearing the legend,' the world is yours!' was added.  All that has been removed, though, leaving a home that's certainly expensive but no longer looks cheap.

scarface mansion3

Now, the mansion looks stately and palladian, with a dignified neoclassical frontage, bright blue pools divided into quadrants  and an estate packed with palm trees and formal gardens.  Inside, the gigantic piles of illicit substances and terrifying firearms have long since been removed.  Instead, there are parquet floors, statement modern furniture seamlessly integrated with the antiques and spacious, high-ceilinged rooms.  The main 'conversation room' features an 18-foot-high dome 'modelled after the church of St. John Lateran in Rome,' according to the brochure copy.  The recent refit replaced old-fashioned appliances, particularly in the kitchen, without affecting the mostly original fittings and fixtures.

scarface mansion 7

One reason why such a large house has so (comparatively) few bedrooms is that the original design was aimed at producing a house to entertain in rather than a dormitory.  Rather than extra bedrooms, space was given over to patios, an interior courtyard, a rooftop terrace, verandas and Persian gardens.  Indoors, the barrel-vaulted ceilings might interest you – if not, there's a view out over the Pacific Ocean from every room.

scarface mansion 15

The price tag keeps falling, too: the home was last on the market for $35m in 2008, before selling for an undisclosed amount – maybe just over $2m, maybe about $6m, depending on who you listen to – to Russian financier Sergey Grishin.  Now it's relisted for more modest sums and there's even a rental option.  You can rent the mansion for $30k a month.

For The First Time, India's 100 Richest Of 2014 Are All Billionaires

After the Bharatiya Janata Party's landslide victory in May's federal
election, Prime Minister Narendra Modi famously tweeted that "good
days are here." Indeed, they're back with a bang for India's 100
Richest. For the first time the top 100 are all billionaires, with
combined wealth of $346 billion, up more than a third from 11 months
ago. Propelled by the euphoria, the stock market has gained 28% since
January, though the economy, growing at 5.7% in the last quarter, has
yet to catch up. Food inflation, hardly the concern of the wealthy,
still hovers at close to double digits.

Click here for the full list of India's Richest

Snatching the biggest bonanza is ports magnate Gautam Adani, who hails
from Modi's native Gujarat state and is known to be the PM's personal
friend. Shares of Adani's companies started soaring ahead of the
elections on hopes of a BJP victory. The gains added close to $4.5
billion to his wealth, more than anyone else. Adani, who jumped 11
spots to No. 11, has since been on a buying spree: He bought a port in
eastern India from the Tata Group for $900 million and agreed to pay
$1 billion for a power plant in southern India.

Fellow Gujaratis Mukesh Ambani and pharma magnate Dilip Shanghvi have
also raked it in. Ambani is No. 1 for the eighth year in a row, while
Shanghvi, richer this year by $4.1 billion, is the new No. 2,
displacing steel baron Lakshmi Mittal, who slips to fifth place. As
many as 85 of the 89 who returned to the top 100 from last year are
wealthier, and several are billionaires for the first time. Among them
are Qimat Rai Gupta, maker of electrical fittings (see story); V.G.
Siddhartha, founder of the Café Coffee Day chain, India's Starbucks;
and brothers Harsh and Sanjiv Goenka, who run their independent
empires and are listed separately.

The rising market restored some to the billionaire ranks, including
property baron Vikas Oberoi and pharma entrepreneur Habil Khorakiwala.
Pharma is on a roll: More than a fifth of the 100 have pharma and
health care riches, among them half of the 8 newcomers, such as
Hasmukh Chudgar, whose Intas Pharmaceuticals was recently valued by
Temasek at $1.4 billion. Entrepreneur P. V. Ramprasad Reddy, one of 3
returnees to the list, came back after four years on a threefold jump
in shares of his Aurobindo Pharma.

The biggest loser this year is Indus Gas founder Ajay Kalsi, who lost
$1 billion after the government stalled an increase in the nation's
natural gas prices. With a record $1 billion as the minimum net worth
this year, 11 from last year fell off, including Brij Bhushan Singal,
whose Bhushan Steel's shares tanked after son Neeraj was arrested in a
corruption scandal. The flamboyant Vijay Mallya, who was tagged by his
bankers as a "willful defaulter," also dropped off.

$1 Billion Antilia (Mumbai) – The Worlds Most Expensive House Completed!

The world's most expensive home is complete. The $1 billion (£630 million), 27 storey tower block in Mumbai is the home of Mukesh Ambani — the richest man in India, fourth richest man in the world –, his wife and their 3 children. It is difficult to know what to call it. It is far too big and grand to call it a house, the fact that it has more floor space than the palace of Versailles and 600 staff would ordinarily make it a castle, or Mansion, but can you call a sky scraper a mansion?

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Whatever you call it, the building is a physical representation of emerging markets taking over the world in terms of money and power, which is also what it screams (money and power) from the top of its 173 meter high walls: an asymmetric stack of glass, steel and tiles with a four-storey hanging garden and solid gold chandeliers hanging from the ball room ceiling.

"Antilia is marvellous, I remember a Picasso painting [there], it was one of its kind " stunning," one local businessman who visited the building gushed to the Times of India newspaper.

As well as having a health club with a gym and dance studio, at least one swimming pool, a ballroom, guestrooms, 9 elevators, a variety of lounges and a 50-seater cinema, the tower also has 3 helipads on the roof, and a parking garage with capacity for 160 cars in the lower floors.

The family quarters are understandably on the top floors, where they enjoy an incredible view across Mumbai and the Arabian Sea. Experts say there is no other private property of comparable size and prominence in the world.

Photos of the Interior

Ambani, owner of Reliance Industries is worth £18bn according to Forbes magazine. He is not your typical wealthy businessman; in fact he has distanced himself from the Indian business elite.

Known as a deeply private man, there is widespread surprise that Ambani has made such a lavish statement of his wealth. However, the property is thought to have cost an estimated £44m to build, and because of Mumbai's massive land and property prices, is worth at least £630m, it is a very good investment, perhaps too good to miss — will we now see similar extravagant buildings in the world's other great emerging cities?

On the other hand: "Perhaps he has been stung by his portrayal in the media as an introvert. Maybe he is making the point that he is a tycoon in his own right," said Hamish McDonald, author of Ambani and Sons, a history of the business – India's biggest privately owned company.

Whatever the reason behind it, Antilia is currently the biggest and most impressive family home in the world.

Address:

Antilia is located on Altamount Road, Cumballa Hill South Mumbai – a popular high brow area in Mumbia, where land prices start from US$10,000 per square meter.
Antilia sits on a 48,780 sq ft (4,532 square metres) plot of land.

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Under Construction Back in January 2009

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Streets of Monaco to Sail the Seas as first Billion Dollar Yacht

t really had to happen didn't it? Just a few months after the Indian billionaire Mukesh Ambani unveiled the world's first $1 billion private residence, a sky-scraping luxury tower in Mumbai, we now have the streets of Monaco set to sail the sea as the world's first $1 billion dollar yacht.

For those of you lost at sea trying to fathom what that last sentence was telling you, a UK yacht design company has designed a yacht which adorns a scale model of the streets of Monaco on its upper deck. Unless it is commissioned by a Monaco-loving billionaire it will never be any more than a design.
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The yacht, aptly named the streets of Monaco features replicas of famous Monaco landmarks like the Monte Carlo Casino, Hotel de Paris, Cafe de Paris, La Rascasse, and Loews Hotel, as well as a fully functional go-kart circuit based on the Monaco Grand Prix Circuit. In some ways it is more like a mini-cruise liner than a super-yacht with its multiple swimming pools and tennis courts.

'This is just a concept at this point,' said Scott Poxon, director of Derby-based ship designers Yacht Island Design, the firm behind the project. 'That said, there is a notable amount of detail in place. It would need a commission in order to finalize design requirements of the client and to commence the construction.'

Poxon also said that while many newspapers have estimated the cost of the yacht to be $700 million, that this may not be anywhere near accurate. 'We have not ever quoted any price as this would be agreed between the client and the selected ship yard and would vary significantly depending on specifications,' he said.

As for the Streets of Monaco's chances of sailing the seven seas Andrew Johansson of SuperyachtDesign magazine said:

"We do see a lot of concepts for super-yachts being floated, but not all of them get built. This borders on the extreme, although we did see a design for a flying super-yacht last year, which surely will never get built. Streets of Monaco is a cool idea, though. The designers have done their homework."

25 set 2014

Il nemico allo specchio

di FERRUCCIO DE BORTOLI

Devo essere sincero: Renzi non mi convince. Non tanto per le idee e il
coraggio: apprezzabili, specie in materia di lavoro. Quanto per come
gestisce il potere. Se vorrà veramente cambiare verso a questo Paese
dovrà guardarsi dal più temibile dei suoi nemici: se stesso. Una
personalità egocentrica è irrinunciabile per un leader. Quella del
presidente del Consiglio è ipertrofica. Ora, avendo un uomo solo al
comando del Paese (e del principale partito), senza veri rivali, la
cosa non è irrilevante.

Renzi ha energia leonina, tuttavia non può pensare di far tutto da
solo. La sua squadra di governo è in qualche caso di una debolezza
disarmante. Si faranno, si dice. Il sospetto diffuso è che alcuni
ministri siano stati scelti per non far ombra al premier. La
competenza appare un criterio secondario. L'esperienza un intralcio,
non una necessità. Persino il ruolo del ministro dell'Economia,
l'ottimo Padoan, è svilito dai troppi consulenti di Palazzo Chigi. Il
dissenso (Delrio?) è guardato con sospetto. L'irruenza può essere una
virtù, scuote la palude, ma non sempre è preferibile alla saggezza
negoziale. La muscolarità tradisce a volte la debolezza delle idee, la
superficialità degli slogan. Un profluvio di tweet non annulla la
fatica di scrivere un buon decreto. Circondarsi di forze giovanili è
un grande merito. Lo è meno se la fedeltà (diversa dalla lealtà) fa
premio sulla preparazione, sulla conoscenza dei dossier. E se
addirittura a prevalere è la toscanità, il dubbio è fondato.

L'oratoria del premier è straordinaria, nondimeno il fascino che emana
stinge facilmente nel fastidio se la comunicazione, pur brillante, è
fine a se stessa. Il marketing della politica se è sostanza è utile,
se è solo cosmesi è dannoso. In Europa, meno inclini di noi a
scambiare la simpatia e la parlantina per strumenti di governo, se ne
sono già accorti. Le controfigure renziane abbondano anche nella nuova
segreteria del Pd, quasi un partito personale, simile a quello del suo
antico rivale, l'ex Cavaliere. E qui sorge l'interrogativo più
spinoso. Il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo
presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno
conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti
(riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di
massoneria. Auguriamo a Renzi di farcela e di correggere in corsa i
propri errori. Non può fallire perché falliremmo anche noi. Un
consiglio: quando si specchia al mattino, indossando una camicia
bianca, pensi che dietro di lui c'è un Paese che non vuol rischiare di
alzare nessuna bandiera straniera (leggi troika). E tantomeno quella
bianca. Buon lavoro, di squadra.

L’ex manager Pimco e la lettera della figlia che lo ha spinto alle dimissioni



La bambina (11 anni) gli ha consegnato un elenco di 22 momenti importanti
della sua vita in cui il padre non c'è mai stato a causa del lavoro


La sua decisione aveva scosso il mondo della finanza. Soprattutto
perché Pimco, il più grande gestore del mondo di bond con circa
duemila miliardi di dollari gestiti, è considerata da decenni un faro
per le indicazioni strategiche sul mercato obbligazionario. Erano
seguite analisi su tutti i giornali internazionali in cui l'addio di
Mohamed El-Erian veniva ricondotto alle frizioni con Bill Gross,
fondatore di Pimco. Non solo: quando, nel 2013, era sembrato chiaro
che la Federal Reserve volesse ridurre gli stimoli all'economia
acquistando meno bond, il mercato azionario aveva preso il largo e
Pimco aveva subito pesanti conseguenze. Nel giro di un anno gli
investitori avevano ritirato oltre 80 miliardi e a questa fuga era
seguito l'addio di El-Erian.

Il divorzio

Un mese dopo il Wall Street Journal cercava spiegazioni al divorzio
tornando sui cattivi rapporti tra Gross e El-Erian, con quest'ultimo
sempre più insofferente agli errori del suo predecessore. «Io ho 41
anni di successi dalla mia parte, e tu?» gli aveva chiesto
pubblicamente il re dei bond. Mohammed El-Erian gli aveva risposto
senza giri di parole: «Io sono stanco di ripulire la tua cacca». La
lite non si era esaurita lì ma ora, mesi dopo, il caso dell'ex manager
di Pimco, ora chief economist advisor di Allianz e presidente del
Consiglio per lo sviluppo globale di Barack Obama, è tornato a
catturare l'attenzione dei giornali internazionali. Nei giorni in cui
la Sec, l'Autorità di Vigilanza della Borsa Usa, ha aperto un'indagine
proprio su Pimco perché sospettata di aver gonfiato i rendimenti di
uno dei suoi fondi d'investimento, El-Erian torna ai giorni in cui ha
deciso di dare le dimissioni.

La lettera della figlia

Le liti con Gross non c'entrerebbero nulla. «Un anno fa, senza
successo – ha raccontato in una lunga lettera a Worth El-Erian - ho
chiesto ripetutamente a mia figlia, 11 anni, di fare una cosa. Lavarsi
i denti credo o qualcosa del genere. Gliel'ho domandato diverse volte
e dal tono della mia voce deve aver capito che non stavo scherzando».
La bambina gli ha chiesto di aspettare qualche minuto, si è
allontanata dal padre ed è andata nella sua cameretta a prendere un
foglio di carta che poi gli ha consegnato. «Era una lista dettagliata
di 22 momenti in cui io non sono stato presente nella sua vita a causa
del lavoro» ha raccontato El-Erian. Dal primo giorno di scuola alla
prima partita di calcio, dall'incontro con gli insegnanti alla festa
di Halloween.

La decisione

«Mi sono sentito orribile – ha spiegato El-Erian – ma ho cercato
subito di mettermi nelle difensive adducendo spiegazioni importanti
per ogni occasione in cui non c'ero stato: viaggi, riunioni
importanti, telefonate urgenti di lavoro etc etc…». Il punto però era
un altro. «Per quanto cercassi di razionalizzare, il problema era che
la conciliazione del mio tempo in famiglia e sul lavoro non stava
funzionando. E questo squilibrio stava rovinando il rapporto speciale
che avevo con mia figlia. Non le dedicavo abbastanza tempo». Dalle
dimissioni, El-Erian ha raccontato che ora riesce ad alternarsi con la
moglie per svegliare la figlia, prepararle la colazione, portarla a
scuola. E ha programmato anche una vacanza per loro due. Soli.
«Dopo 14 anni fantastici in Pimco ho preferito prendere un portfolio
di attività part-time e ne sono entusiasta perché posso trascorrere
più tempo con la mia famiglia e con mia figlia». A chi gli ha
contestato il momento tardivo di questa spiegazione e ha insinuato il
dubbio che la storia fosse vera, El-Erian ha risposto così: «Mettetela
così: il mio bisogno di essere un buon padre è stato più forte del mio
desiderio di essere un buon investitore».

15 set 2014

Pensieri...

Come replica a chi obietta: Google sarà anche "l'impero del non fare del male", ma la Cina e la Russia non sono di certo dei campioni della libertà della Rete
«La Cina è stata la prima nazione a censurare WikiLeaks: è successo nel 2007. E' una nazione politicizzata ed è spaventata da quello che il suo popolo pensa. Ma in un certo senso,questa è la visione ottimistica, perché la Cina crede che ciò che pensa il suo popolo è importante e, invece, in molte nazioni occidentali la libertà di parola è il risultato del fatto che quello che la gente pensa non conta nulla: le élite dominanti non hanno bisogno di essere preoccupate di quello che il popolo pensa perché un cambiamento nella politica non andrà in nessun modo a cambiare il fatto che quelle élite possiedano o meno le loro aziende. I problemi con la Cina e la Russia sono completamente interni».

09 set 2014

How the Rich Got Rich

BY   @JEFF_HADEN

Like to emulate the success of others? If wealth is what you're after, look to an unconventional source for tips: the IRS.
 
 

John D. Rockefeller, America's first billionaire, said, "If your only goal is to become rich, you'll never achieve it."

Easy for him to say, but his point is well taken: If the only thing you care about is making money, no matter how much money you make it will never be enough.

Still, even though we all define and calculate success differently, most of us would like wealth to factor into our equations.

To find out how, check out the 400 Individual Tax Returns Reporting the Largest Adjusted Gross Incomes, an annual report issued by the IRS. Granted the IRS Statistics of Income division must be where fun goes to die, as my CPA friend Bill Zumwalt (who forwarded me the report) says. But if you want to get rich, there's interesting data buried in all the charts and tables.

(The latest report is for 2009, which to you and me was a long time ago but to the government is really, really up to date.)

In 2009 it took $77.4 million in adjusted gross income to make the top 400. That might sound like a lot, but it's down from $109.7 million in 2008 and significantly down from a record high of $138.8 million in 2007.

A mere $77.4 million only got you in, though; the average earnings were $202.4 million, a lot of money but well down from the $334.8 million average in 2007.

Where it gets interesting is how the top 400 made their money:

  • Wages and salaries:  8.6%
  • Interest: 6.6%
  • Dividends: 13%
  • Partnerships and corporations:  19.9%
  • Capital gains: 45.8%

The top 400 averaged $92.6 million in capital gains income--16% of the total capital gains reported by all taxpayers. (Do the math and the whole 1% thing seems like an overestimate.)

Obvious conclusions:

  • Working for a salary won't make you rich.
  • Neither will making only safe "income" investments.
  • Neither will investing only in large companies.
  • Owning a business or businesses, whether in part or partnership, could not only build a solid wealth foundation but could someday...
  • Generate a huge financial windfall.

The data clearly supports the last point. A total of over 3,800 taxpayers have made the top 400 since 1992, but only 27% appear more than once, and only 2% appear 10 or more times.

Clearly, getting rich--in monetary terms--is the result of investing in yourself and others, taking risks, doing a lot of small things right... and then doing one big thing really, really right.

And hopefully achieving other goals along the way--because then, even if you don't get rich, you'll still be wealthy.