11-lug-2009

Oneenergydream

10-lug-2009

Tutti sulla Luna con Google Moon


Il nuovo servizio sarà inaugurato, in occasione del 40esimo anniversario del lancio dell'Apollo 11, il 20 luglio



MILANO - La Luna non è mai stata così vicina da quando Google ha deciso di collaborare con la Nasa realizzando Google Moon, un servizio che sarà del tutto simile a Google Earth ma dedicato al satellite terrestre.

PRESENTAZIONE - L’azienda della grande G ufficializzerà la presentazione delle ultime novità sul progetto in occasione del 40esimo anniversario del lancio dell'Apollo 11, il prossimo 20 luglio a Washinghton D.C., con «un annuncio davvero speciale sulle nuove implementazioni di Google Earth». Per ora non sono state diffuse informazioni più specifiche ma è facile immaginare, non senza una certa emozione, come funzionerà il software che permetterà di librarci virtualmente a pochi chilometri dall’argenteo suolo lunare, esplorandone la superficie nei minimi dettagli.

PASSO PER L'UMANITÀ - Da qualche anno era già a disposizione degli utenti una versione sperimentale e molto parziale di Google Moon, che grazie alle foto satellitari e alle mappe fornite dalla Nasa rendeva possibile sbirciare tra i crateri lunari e immedesimarsi nel primo allunaggio di Neil Armstrong e compagni avvenuto nel 1969. Allo stesso modo era stato lanciato Google Mars, successivamente implementato fino ad essere visibile anche in 3D come funzionalità aggiuntiva di Google Earth 5.0. Ora, dopo il lancio del satellite della Nasa Lunar Reconnaissance Orbiter, incaricato di raccogliere nuovi scatti della superficie lunare, anche le immagini offerte in precedenza da Google Moon potranno essere aggiornate con rappresentazioni tridimensionali e complete di tutto il satellite.

LUNA SUL DESKTOP - Se, come già succede per la Terra e per Marte, anche la Luna sarà a nostra completa disposizione, visibile da ogni angolazione, sul desktop del computer, avremo la possibilità di visualizzare informazioni supplementari e ulteriori scatti da satellite e al suolo, soprattutto in corrispondenza delle zone interessate dalle sonde. Saranno inoltre disponibili i dati già visualizzabili attraverso la vecchia versione di Google Moon, come le informazioni e la geolocalizzazione esatta degli sbarchi delle sei missioni Apollo avvenute tra il 1963 e il 1972. Ma anche, probabilmente, i nomi dei luoghi, dei suoi crateri, delle sue montagne, i link ipertestuali alle schede dedicate della Nasa e altre funzioni a disposizione degli utenti. Alla presentazione del nuovo progetto di Google sarà presente anche Buzz Aldrin, pilota dell’Apollo 11 e secondo uomo ad aver posato i piedi sulla Luna dopo Armstrong. In quanto testimone diretto, Aldrin sarà l’unico a poter comparare l’allunaggio reale a quello virtuale.
corriere

Very Millionaire



Storie e segreti di 22 conquistatori di miliardi
Da Roman Abramovich a Mark Zuckerberg (Facebook). Come hanno fatto a diventare così incredibilmente ricchi? Potreste essere voi i prossimi? Ecco le chiavi per scoprire i segreti della loro ricchezza. Nel segno dell'intraprendenza e della motivazione.




fonte

Apple e la Sec


Problema etico o finanziario?



Roma - Gli investigatori della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), equivalente dell'italiana CONSOB, starebbero indagando sull'operato di Apple negli ultimi sei mesi, quelli in cui il fondatore e CEO Steve Jobs si era ritirato dall'attività per sottoporsi ad un trapianto di fegato.

Ciò che non convince il governo statunitense è la condotta tenuta dalla board di Apple in questi mesi: lo scorso gennaio Jobs aveva detto che si sarebbe preso un periodo di pausa per consentire ai medici di analizzare il suo quadro clinico, senza però dichiarare espressamente in quale malanno fisico fosse incappato.

Secondo Robert Hillman, professore di legge all'Università della California, è da chiarire se Apple abbia deliberatamente taciuto sulla salute di Jobs: "Ogni dichiarazione in merito può essere fuorviante se veritiera solo in parte".
Alcuni analisti finanziari sostengono che figure come quella di Jobs siano fondamentali per le aziende, perciò il loro stato di salute costituirebbe un dato necessario per gli investitori: "Se uno sta talmente male - sostiene Allah Howich di Schiff Hardin LLP - da finire in cima alla lista dei candidati per ricevere un trapianto è un fatto significativo anche sotto il profilo finanziario".

Già lo scorso anno la salute di Jobs era balzata al centro dell'attenzione e nonostante le continue smentite il fondatore di Apple alla fine aveva lasciato temporaneamente il timone dell'azienda a Tim Cook per riprendersi.

Tuttavia proprio sotto la reggenza di Cook è stata lanciata la nuova linea di laptop e desktop made in Cupertino e neanche un mese fa è stato presentato il nuovo iPhone: una serie di operazioni svolte senza Jobs in plancia ma che hanno contribuito ad innalzare il valore delle azioni a forma di mela di circa il 61 per cento nel 2009.
fonte

I più ricchi Under 30


Beyoncè Knowles è più ricca star under 30



La cantante statunitense Beyoncè Knowles, secondo la classifica di Forbes, è la star under 30 più ricca del mondo. Tra il primo giugno 2008 e la stessa data del 2009, la giovane artista (27 anni) ha guadagnato la bellezza di 87 milioni di dollari. Nella sua carriera, oltre alla musica, c’è pure il cinema, anche qui con ottimi risultati, almeno dal punto di vista economico.

Dietro di lei il pilota della Ferrari Kimi Raikkonen (29 anni e 45 milioni), che ha fatto meglio di LeBron James (24 anni e 40 milioni), Britney Spears (27 anni e 35 milioni) e Roger Federer (27 anni e 33 milioni).

Sesto posto per Ronaldinho (29 anni e 30 milioni), seguito da Miley Cyrus (16 anni e 25 milioni), Jonas Brothers (16, 19 e 21 anni e 25 milioni), Daniel Radcliffe (19 anni e 25 milioni), Gisele Bundchen (28 anni e 25 milioni), Maria Sharapova (22 anni e 22 milioni) e Taylor Swift (19 anni e 18 milioni). Nessuno di loro può lamentarsi del conto in banca.

fonte

9-lug-2009

Le prime 500 società al mondo


Ecco le prime 500 società al mondo secondo Fortune



Royal Dutch Shell è la prima azienda del mondo secondo la classifica di Fortune sulle maggiori società del mondo. Il colosso olandese ha registrato ricavi in crescita del 28% rispetto all'anno scorso grazie ai forti rialzi messi a segno dal petrolio. Questo le ha permesso di superare la rivale americana Exxon Mobil (che resta al secondo gradino del podio) e Wal-Mart, che nel 2008 era prima ma arretra al terzo posto. il colosso della grande distribuzione organizzata

Prima tra le italiane si conferma Eni. Il cane a sei zampe si piazza al 17esimo posto in classifica, recuperando ben dieci posizioni. Conferma anche per Generali che però perde posizioni passando dalla 34esima posizione del 2008 alla 47esima del 2009. Il gruppo UniCredit, nonostante la crisi finanziaria, ha visto i suoi ricavi aumentare del 22% nel 2008. Grazie a questa performance ha scalato diverse posizioni, passando dalla 77esima alla 58esima.

Ricavi in crescita e migliori piazzamenti anche per Enel e Fiat. Il gruppo guidato da Fulvio Conti passa dalla 109esimo posto al 62esimo, mentre l'azienda torinese ha raggiunto il 64esimo gradino dal 71esimo del 2008. Avanza anche Intesa San Paolo (dalla 144esima posizione del 2008 passa alla 137esima). Arretra di sei punti invece Telecom Italia (al 166esimo posto). Le altre tre società italiane in classifica sono Poste Italiane (che sale dalla 348esima posizione alla 339esima), Finmeccanica (dalla 428esima alla 399esima) e Premafin Finanziaria (che scende al 492esimo posto dal 467esimo del 2008).

Sulla classifica 2009 di Fortune è forte l'impatto della crisi globale. Un impatto che si percepisce scorrendo la top 20 delle aziende che hanno perso di più. A guidare questa poco lusinghiera classifica è l'americana Fannie Mae. Il colosso parastatale dei mutui immobiliari, salvata dal crac grazie ai soldi dei contribuenti americani governo americano, nel 2008 ha fatto registrare perdite colossali (intorno ai 58 miliardi di dollari) a causa della crisi dei mutui subprime. Al secondo posto c'è la britannica Royal Bank of Scotland che nel 2008 ha registrato la peggior perdita nei 300 anni della sua storia (43miliardi di dollari). La conseguenza più pesante del crollo dei mercati sofferta dall'economia reale si è fatta sentire soprattutto nell'industria automobilistica, che oggi deve affrontare una pesante ristrutturazione. Non è quindi una sorpresa se la terza società a perdere di più sia l'americana General Motors. Il colosso di Detroit, finita in chapter 11 (la procedura di amministrazione controllata) è oggi alle prese con la vendita di pezzi della sua collezione come la tedesca Opel. Nel 2008 ha perso oltre 30 miliardi di dollari. facendola scendere dal nono posto nella classifica 2008 all'attuale 18esima posizione.

Per l'industria dell'auto è un vero terremoto. La crisi ne ha cambiato la geografia economica. Toyota, che guida la classifica settoriale, è al decimo posto assoluto, seguita da Volkswagen (al 14esimo), Ford (al 18esimo), mentre al 23.esimo un'altra grande tedesca: Daimler. Honda è alla posizione 51 mentre, come accennato, 64.esimo posto c'è l'italiana Fiat.

Anche l'assetto dell'industria tecnologia è stato modificato dalla crisi: la classifica fortune 500 vede sempre al primo posto General Electric stabile al 12.esimo posto assoluto. Al terzo posto nel settore spicca Siemens (che passa dalla 37esima alla 30esima posizione). Al secondo (primo in quello relativo all'Information technolgy) c'è Hp che però da quota 41 balza al 32esimo posto. Samsung arretra passando dal 38.esimo posto al 40esimo mentre la rivale Sony. Scende da 75 a 81. Nokia è invece salita: dall'88 posto all'85.esimo. Microsoft scala posizioni passando da quota 136 a quota 107. Apple segna un notevole incremento passando da una quota 337 a 253. Google è invece al 423.esimo posto

Le top 10 ITALIANE


Società Posizione Ricavi (milioni $) Sede pos. 2008
1 ENI 17 159.348 Roma 27
2 Assicurazioni Generali 47 103.103 Trieste 34
3 UniCredit Group 58 94.036 Milano 77
4 Enel 62 90.005 Roma 109
5 Fiat 64 86.914 Torino 71
6 Intesa Sanpaolo 137 52.947 Torino 144
7 Telecom Italia 166 45.118 Milano 160
8 Poste Italiane 339 26.129 Roma 348
9 Finmeccanica 399 23.037 Roma 428
10 Premafin Finanziaria 492 18.766 Milano 467



ilsole24ore

7-lug-2009

Tokyo è la città più costosa del mondo


analizza i prezzi di circa 200 articoli in 143 metropoli
La capitale giapponese supera Mosca nella classifica di Mercer, Milano undicesima. Meno cara: Johannesburg



MILANO - Tokyo supera Mosca e diventa la città più cara del mondo. Lo rivela l'annuale studio condotto dalla società di consulenza Mercer che ha analizzato il costo della vita in 143 città del pianeta. Nonostante la recessione abbia colpito l'intero globo e la disoccupazione sia aumentata in tutte le metropoli, la vita in tante città internazionali continua a essere molto costosa. L'indagine, ideata per fornire indicazioni sui costi alle aziende che hanno dipendenti all'estero, analizza i prezzi di circa 200 articoli in ogni città, tra cui alloggi, cibo, abbigliamento, trasporti e tempo libero e prende come punto di riferimento New York alla quale sono conferiti cento punti. L'analisi conferma che la vita nel 2009 è molto più costosa nelle città europee e asiatiche rispetto a quelle americane, nonostante che quest'ultime, a causa delle forti oscillazioni dei cambi e del rafforzamento del dollaro, abbiano guadagnato posizioni in classifica rispetto all'anno scorso.

TOP TEN - Se si esclude New York, piazzatasi ottava, nella top ten vi sono solo città asiatiche e europee. Tokyo primeggia su tutte le metropoli con 143,7 punti, quasi il triplo rispetto a Johannesburg (49,6 punti), la città sudafricana che quest'anno è ultima in classifica e toglie ad Asunción il primato di centro più economico del mondo. La vita nella capitale giapponese è davvero cara visto che un biglietto di metropolitana costa 2,30 euro mentre per prendere un caffè e leggere un giornale bisogna sborsare quasi 9 euro. Tokyo è seguita da un'altra grande metropoli del Sol Levante, Osaka, che si piazza seconda con 119,2 punti mentre sul gradino più basso del podio si ferma Mosca, primatista l'anno scorso, che perde rispetto al 2008 ben 27 punti. Seguono in successione Ginevra, Hong Kong, Zurigo, Copenaghen e New York. Chiudono la top ten Pechino e Singapore.

ITALIANE - Rispetto all'anno scorso le città europee in generale hanno perso diversi posti in classifica. Oltre alla già citata Mosca passata dal primo al terzo posto, possiamo notare che Londra e Oslo, che nel 2008 erano entrambe nella top ten, nella classifica di quest'anno si piazzano al sedicesimo e al quattordicesimo posto, perdendo rispettivamente 13 e 10 posizioni. Anche le città italiane scendono in classifica: Milano, che l'anno scorso era l'ultima della top ten, quest'anno perde una posizione e si piazza undicesima. Roma invece, che era sedicesima, nel 2009 si ferma al diciottesimo posto. Discorso opposto per le città americane e del Medio Oriente che in generale guadagnano posizioni: Los Angeles passa dal cinquantacinquesimo posto al ventitreesimo, Chicago dall'ottantaquattresimo al cinquantesimo, mentre Dubai balda dal cinquantaduesimo al ventesimo posto. Nathalie Constantin-Métral, senior researcher di Mercer, commenta: «Tra le principali conseguenze della recessione dello scorso anno abbiamo osservato delle fluttuazioni significative nella maggior parte delle valute mondiali, il che ha segnato profondamente la classifica di quest’anno. Molte monete, tra cui l’euro e la sterlina, si sono fortemente indebolite rispetto al dollaro, facendo perdere molte posizioni alle città europee».

Se i passeggeri a bordo stessero in piedi...


Ryanair: più posti e meno costi
La compagnia calcola un aumento del traffico del 30 per cento e una forte riduzione dei costi



Prima l'annuncio di voler introdurre una tassa per usare il bagno a bordo. Poi l'idea che ognuno si carichi il proprio bagaglio sull'aereo. E adesso una nuova pensata: passeggeri in piedi durante i voli. È la politica di Ryanair. O almeno quella che vorrebbe attuare. La compagnia low-cost sta facendo di tutto per ridurre i costi e aumentare i passeggeri. Ecco quindi anche l'idea di far viaggiare i passeggeri, o una parte di loror, in piedi come su un bus. «Ci sarebbe un incremento di persone fino al 30 per cento su ogni volo. E allo stesso tempo il biglietto costerebbe il 20 per cento di meno», spiega il portavoce Stephen McNamara.

LA PROPOSTA- Un'idea non nuova: già un paio di anni fa era stata avanzata, come ipotesi, dai costruttori. Ma le perplessità, anche riguardo la sicurezza, erano numerose. In ogni caso, Ryanair ci pensa e la cosa certamente farà discutere. In un articolo il Daily Mail spiega che la compagnia irlandese ha preso spunto dalla comagnia cinese Spring che ha già avviato il progetto. I passeggeri dovrebbero stare (quasi) seduti su una panchina con una cintura per l'atteraggio e il decollo. E poi in piedi per la durata del volo. «Sarebbe tutto in regola», spiegano dalla compagnia. La proposta è al vaglio dalle autorità aeroportuali irlandesi. Ma, sempre secondo il quotidiano inglese, Micael O'Leary avrebbe già preso contatti con la Boeing per disegnare un aereo con le nuove caratteristiche. Anche l'Airbus si starebbe muovendo in questa direzione.

I COSTI- Le nuove procedure farebbero risparmiare alla compagnia quasi 26 milioni di sterline, cioè quasi 38 milioni di euro. Ed entrano in una politica di abbattimento dei costi portata avanti da O'Leary. Da ottobre, per esempio, il check-in sugli aerei sarà solo online. Tagliando così tutto il personale di terra. Allo studio anche la possibilità che ogni passeggero si carichi da solo il proprio bagaglio. E per questa nuova proposta si attende il via libero dell'ente aeroportuale.

corriere

4-lug-2009

Le 10 donne di Hollywood che guadagnano di più


Angelina Jolie in testa



Forbes ha stilato la lista delle 10 donne che sono state in grado di guadagnare più denaro a Hollywood nell’ultimo anno, da giugno 2008 a oggi. In testa Angelina Jolie, con 27 milioni di dollari.

Fa scalpore che Angelina sia sopra di due milioni rispetto a Jennifer Aniston, che ne ha guadagnati “solo” 25. Saranno quei due milioni di scarto che Angelina e Brad hanno donato in beneficienza qualche settimana fa.

Seguono nella lista: Meryl Streep con 24 milioni, Sarah Jessica Parker con 23 milioni, Cameron Diaz con 20 milioni, Sandra Bullock e Reese Witherspoon a parimerito con 15 milioni, Nicole Kidman e Drew Barrymore di nuovo a parimerito con 12 milioni e infine Renée Zellweger con 10 milioni.

Fonte

2-lug-2009

CLASSIFICA : I cento manager e dirigenti pubblici più pagati



Ecco gli stipendi di 20mila dirigenti di società pubbliche



E' Francesco Guarguaglini, presidente e ad di Finmeccanica a guidare la classifica degli stipendi delle società pubbliche spa privatizzate con retribuzioni di alcuni milioni di euro. È quanto emerge dall'elenco dei compensi dei top manager delle societá a parziale o totale partecipazione pubblica consultabile sul sito del ministero per la Pubblica amministrazione guidato da Renato Brunetta. Guarguaglini, guida la classifica con 5 milioni e 560mila euro, di cui 2 milioni si riferiscono a precedenti mandati. Subito dopo, troviamo i manager dell'energia. Il numero uno di Enel Fulvio Conti tocca i 3 milioni 236mila euro, appena sotto quello dell'ad e dg dell'Eni Paolo Scaroni con 3,077 milioni. Oltre mille pagine da sfogliare, molte le caselle in bianco, di chi non ha comunicato l'entità degli stipendi.

Si tratta di oltre 5.000 tra aziende e consorzi che spaziano dai servizi pubblici locali, trasporto, acqua, elettricitá, alle grandi societá come Ferrovie dello Stato, Rai, Poste. Compensi milionari, aggiornati al primo semestre 2009, spettano anche al presidente dell'Eni Roberto Poli intorno a 1 milione di euro (1.131.000) e al presidente di Enel, Pietro Gnudi (923.348). Anche Massimo Sarmi, l'ad e direttore generale di Poste Italiane, viaggia intorno ai 900mila euro all'anno di fisso, 886 mila per la precisione, ai quali può essere aggiunta una parte variabile annuale fino a 694.294 euro.

Un pò meno ma sempre sopra il mezzo milione di euro per il numero uno di Fs Mauro Moretti che percepisce 680mila euro di fisso più 190mila di parte variabile, mezzo milione di euro più 250mila di variabile per il presidente di Fs Innocenzo Cipolletta. Anche il presidente e dg di Anas Pietro Ciucci percepisce 500mila fissi elevabili del 50% subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi. E non è di molto inferiore il compenso del presidente della Rai Paolo Garimberti pari a 448mila euro.

ilsole24ore